La montagna di chiacchiere della diocesi non ci spiega se ci sono notizie di reato denunciate ai magistrati, di che notizie si tratta e se non sono state denunciate per quale motivo.
Don Mauro Inzoli dimesso dallo stato clericale. Il vescovo Cantoni: “La Chiesa, attraverso i suoi massimi responsabili, non ha taciuto la verità, l’ha definita senza esitazione”
di Andrea Galvani (direttore@cremaonline.it)
Don Mauro Inzoli dimesso dallo stato clericale. Il vescovo Cantoni: “La Chiesa, attraverso i suoi massimi responsabili, non ha taciuto la verità, l’ha definita senza esitazione” Crema – “Alla mia Chiesa, umiliata e ferita. Viviamo in questi giorni, quali figli e figlie della Chiesa di Crema, umiliata e ferita, una grande sofferenza. La respiriamo nell’aria, la condividiamo negli sguardi, in un silenzio che dice tutta la nostra prostrazione, al di là dell’ inevitabile clamore mediatico suscitato”. Con queste parole il vescovo di Crema Oscar Cantoni nelle prime righe della lettera alla comunità dopo la dimissione dallo stato clericale di don Mauro Inzoli. Il vescovo non accenna alle motivazioni che hanno portato al provvedimento emesso lo scorso 9 dicembre dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, ma il canone 1720 del Codice di Diritto Canonico riguarda casi specifici: profanazione dell’eucaristia, attentato al Pontefice, abusi sessuali su minori, assoluzione del complice, induzione ad atti turpi in confessionale.
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