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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Pedofilia, morto a Fiesole l’ex sacerdote Lelio Cantini

Pedofilia, morto a Fiesole l’ex sacerdote Lelio Cantini

Fu ridotto allo stato laicale perchè ritenuto colpevole di abusi. L'Arcivescovo Betori: "Affida la sua anima alla Misericordia di Dio"

Redazione WebNews by Redazione WebNews
15 Febbraio 2012
in Toscana
Reading Time: 2 mins read
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È morto questa sera a Fiesole (Firenze), nel convento dei frati Francescani dove era ospite ormai da qualche anno, Lelio Cantini, l’ex sacerdote ridotto allo stato laicale nel 2008 dopo essere stato riconosciuto colpevole ‘di abuso plurimo e aggravato nei confronti di minorì. Nato nel 1923 Cantini, deceduto per un malore, era stato parroco fino al 2005 alla Regina della Pace, nel quartiere di Rifredi. I fatti di cui era accusato sarebbero avvenuti tra il 1973 e il 1987.

La vicenda di Lelio Cantini fece molto scalpore a Firenze: esplose nell’aprile 2007 dopo che alcuni parrocchiani denunciarono di essere stati vittime dei suoi abusi e anche la procura aprì un’inchiesta. In particolare l’ex sacerdote venne riconosciuto colpevole dalla Chiesa di abusi sessuali su alcune ragazze negli anni 1973-1987, di falso misticismo, di controllo e dominio delle coscienze. Nella vicenda venne chiamato in causa da alcune vittime anche il vescovo ausiliare Claudio Maniago (che proveniva e si era formato nella parrocchia della Regina della Pace) criticato perchè avrebbe «sottostimato» il caso. Un’accusa che Maniago ha sempre respinto. La decisione del Papa di ridurlo allo stato laicale venne annunciata il 12 ottobre 2008. Nel giugno dello scorso anno, con quello che definì «un atto di penitenza e di purificazione, in riparazione delle offese perpetrate» nei confronti delle vittime di tutti gli abusi, ma anche per chiedere «la conversione dei peccatori e la riconciliazione delle vittime e per sperimentare la grazia della rigenerazione delle comunità ecclesiali in una rinnovata speranza», l’arcivescovo di Firenze monsignor Giuseppe Betori organizzò una veglia di preghiera nella basilica della Santissima Annunziata. A questo momento parteciparono anche alcune delle vittime di Cantini.

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L’arcivescovo monsignor Giuseppe Betori, «prega» per Elio Cantini e «affida la sua anima alla Misericordia di Dio». Così l’arcivescovo di Firenze Betori appena informato della morte dell’ex sacerdote fiorentino, ridotto allo stato laicale nel 2008 per «abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori».

La «definitiva scomparsa» di Lelio Cantini «ci auguriamo spezzi per sempre ogni legame con chi ancora credeva in lui». Così Francesco Aspettati, portavoce delle vittime dell’ex sacerdote di Firenze morto questa sera a Fiesole. «Di fronte alla morte di un uomo, che per il male compiuto ha segnato per sempre la vita di tante persone – continua Aspettati, noi che con determinazione abbiamo ricercato la verità e la giustizia, non possiamo che tacere di fronte al giudizio di Dio davanti al quale adesso lui si trova» .

http://www.ilsitodifirenze.it/content/774-pedofilia-morto-fiesole-lex-sacerdote-lelio-cantini

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.