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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » aldo nuvola » Palermo, parroco denunciato per atti osceni

Palermo, parroco denunciato per atti osceni

Redazione WebNews by Redazione WebNews
17 Febbraio 2012
in Sicilia
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PALERMO – Il parroco di una chiesa di Palermo è stato denunciato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico. Il sacerdote è stato fermato di notte da una “Volante” e sorpreso in atteggiamenti intimi con un giovane di Palermo.

La vicenda è avvenuta nei mesi scorsi, ma si è appresa solo adesso. L’indagine è stata tenuta riservata. Da oggi il sacerdote non è più il parroco della chiesa in cui da anni celebrava messa ed in cui insegnava il catechismo ai bambini. Inoltre, si è pure dimesso da insegnante di religione in uno dei licei più in vista del capoluogo siciliano.

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L’indagine era stata coordinata dalla Procura di Palermo, che dopo aver esaminato il rapporto della polizia ha segnalato i fatti al Provveditorato agli studi di Palermo, perché il parroco era un insegnante, e alla Curia, per via dei contatti che l’uomo aveva con i bambini del catechismo.

La parrocchia in cui il prete diceva messa, nei mesi scorsi, è stata al centro di una polemica scaturita dal fatto che la vedova del mafioso Ignazio Salvo aveva regalato un confessionale alla chiesa in cui aveva fatto scrivere: “Dono di fede e d’amore in perpetua benedizione e memoria”.

venerdì 12 settembre 2008
Mafia. Targa in Chiesa in memoria di Ignazio Salvo, ed è polemica
Quella targa in chiesa con inciso ”Dono di fede e d’amore in perpetua benedizione e memoria di Ignazio Salvo” ha fatto storcere il naso a tanti fedeli che hanno protestato. E’ infatti in ricordo dell’esattore condannato per mafia, insieme al cugino Nino, e ucciso il 17 settembre 1992. La targa si trova nella parrocchia ”Regina Pacis”, a Palermo, su un confessionale donato dalla vedova e dai figli. Nella sentenza-ordinanza del maxiprocesso Giovanni Falcone scrisse che ”i Salvo si sono avvalsi della mafia per raggiungere posizioni di potere di assoluto rilievo e hanno costituito uno dei fattori maggiormente inquinanti delle istituzioni della Sicilia”. Rivelo’ il pentito Tommaso Buscetta: ”Sono uomini d’onore della famiglia di Salemi e come tali mi sono stati presentati da Stefano Bontade”. Ed e’ proprio ricordando questo passato che i parrocchiani, come racconta l’edizione locale di Repubblica, chiedono la rimozione della targa. Ribatte il parroco Aldo Nuvola: ”La vedova di Ignazio Salvo, Giuseppa Puma e’ molto attiva in parrocchia, fa parte del gruppo dei Neocatecumenali. Alla chiesa ha fatto tante donazioni. Quando arrivai in parrocchia non sapevo che fosse la moglie dell’ex esattore. E quando si pose il problema dell’acquisto del confessionale lei si fece avanti e mi chiese di mettere quella targhetta in memoria del marito. Solo dopo mi fecero notare le vicissitudini giudiziarie dell’uomo”.

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Il valore e il bene collettivo rappresentano l'insieme delle risorse, dei principi e delle attività che appartengono a un'intera comunità e servono a garantire il benessere, la coesione e la dignità di tutti i cittadini nella società civile.

Che cosa sono i beni collettivi?

Risorse condivise: Sono beni materiali o immateriali (come l'ambiente, la cultura, i servizi pubblici e il territorio) che non appartengono a un singolo individuo ma all'intera collettività.

Usi civici e proprietà pubbliche: Rientrano in questa categoria le tradizioni di godimento collettivo di una risorsa (come i boschi o i pascoli) e i beni dello Stato destinati all'utilità generale.

Oltre il mercato: A differenza dei beni privati, i beni collettivi non rispondono alla logica del profitto individuale, ma mirano a soddisfare i bisogni fondamentali di ogni persona. Il ruolo nella società civile

Responsabilità condivisa: Il bene comune richiede la partecipazione attiva dei cittadini attraverso la cura del territorio, il volontariato e il rispetto delle regole democratiche.

Coesione sociale: Azioni concrete come il Servizio Civile Universale dimostrano come l'impegno civico dei singoli rafforzi il tessuto della comunità e combatta l'egoismo.

Tutela dei diritti: Difendere un bene collettivo significa proteggere il futuro delle nuove generazioni e garantire l'accesso alle risorse essenziali anche a chi si trova in condizioni di debolezza o povertà.