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Presunti abusi di un religioso, seconda puntata: Vaticano ‘ancora’ non ha risposto ad accuse de Le Iene

Redazione WebNews by Redazione WebNews
3 Novembre 2011
in Città del Vaticano
Reading Time: 6 mins read
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03/11/2011
La Presidente dell’Umbria ‘ancora’ deve dire se le strutture sono legate alla ASL locale.

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario Nazionale di Radicali Italiani e Liliana Chiaramello, Segretaria Radicali Perugia

Continua a essere sempre più inquietante il silenzio della Curia perugina, della Caritas umbra e dello stesso Vaticano nonostante il secondo servizio diffuso dalla trasmissione Le Iene, ieri sera 2 novembre. Nell’inchiesta televisiva si accusa il sacerdote, cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti, di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto. Dopo aver avuto modo di ascoltare grazie alla suddetta trasmissione le drammatiche testimonianze da parte dei diretti interessati, non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse, come risulta dalla precedente puntata andata in onda il 14 ottobre? Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana? Troppe le domande ancora senza risposta e debole la risposta dello stesso sacerdote che intervistato dal giornalista si limita a dire di non ricordare nulla .
Eppure, è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni? Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la ASL per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza circa un contesto che rimane seriamente opaco e preoccupante.

http://www.radicali.it/comunicati/20111103…n-ha-risposto-a

Presunti abusi sessuali in una comunità umbra – Volontaria parla ad Umbrialeft
03/11/2011 – 16:46

di Armando Allegretti

PERUGIA – Dopo settimane dalla gravissima denuncia diffusa dalla trasmissione Le Iene sui presunti abusi subiti da alcuni ragazzi presso dei centri di accoglienza della regione, appare sempre più inquietante il silenzio della Curia perugina, della Caritas umbra e dello stesso Vaticano.
Nel servizio de Le Iene si accusa un sacerdote cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti di aver compiuto ripetute molestie e intimidazioni su persone bisognose di aiuto.

Umbrialeft ha parlato più volte con la volontaria che si è impegnata e che continua a battersi per far si che questi abusi finiscano, la signora Claudia ha riferito che “nelle strutture dove sono ospitati questi giovani la situazione non è delle migliori, i ragazzi che entrano per poter essere in qualche modo riabilitati e reinseriti alla società sono vittime di soprusi, minacce e abusi da parte del sacerdote che li dovrebbe accudire e proteggere”.

“Un ragazzo – continua – aveva già denunciato all’epoca con l’aiuto di una dottoressa l’accaduto al vescovo allora in carica e ad un altro sacerdote ma che nessun provvedimento è stato preso e che il sacerdote molestatore è ancora al suo posto”.

A quanto pare il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati da tempo delle accuse non hanno nulla da dire. Occorre fare subito chiarezza su sull’argomento che rimane ancora preoccupante.
Intanto, Le Iene ieri sono tornate sull’argomento con un altro servizio che a quanto pare non ha portato grossi frutti. Intanto Claudia ci ricorda di essersi “già recata a parlare con il Vescovo per informarlo dei fatti, circa 1 anno fa e poi di aver scritto una lettera dove lo informava dei fatti che succedevano nella struttura denunciando queste violenze verbali e sessuali sui ragazzi che non potevano difendersi” – perché continua – “spesso erano minacciati di esser cacciati via o addirittura denunciati alla Polizia per reati magari non commessi realmente”.

Stranamente dall’incontro col Vescovo è emerso che le verifiche sull’argomento sono state fatte e non è emerso nulla di grave, cosa strana perché a quanto riferiscono i ragazzi in questione non sono stati mai ascoltati da nessuno in merito alle presunte violenze.

Di cose non chiare in questa storia ce ne sono a cominciare da cosa ne pensa il Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo quanto suggerito da Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana alle condizioni di vita a cui sono sottoposti i ragazzi che entrano in queste comunità per ricevere un aiuto concreto.

Perugia, presunti abusi sessuali di un sacerdote. Il vescovo avvia un’indagine: «Voglio la verità»
Dopo in servizi della trasmissione «Le Iene» istituita commissione. Il sacerdote nega tutto

Scritto il 03/11/11 • Categoria: Attualità

Perugia, presunti abusi sessuali di un sacerdote. Il vescovo avvia unindagine: «Voglio la verità»

Il sacerdote intervistato da Le Iene

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di Iv. Por.

La Curia di Perugia istituisce una commissione di indagine sui presunti abusi di un religioso perugino nei confronti di alcuni giovani, che hanno raccontato i fatti alla trasmissione Le Iene di Italia 1.

Il primo servizio La notizia era nell’aria da un paio di settimane, da quando la trasmissione Le Iene aveva mandato in onda testimonianze di tre ragazzi: un italiano, un tunisino e un camerunense emigrato in Belgio, che raccontavano di aver subito pesanti molestie da parte di un sacerdote. Benché non si facesse il nome né si indicasse la città (non sarebbe stata sporta nessuna denuncia) fin da subito si è diffusa la voce che si trattasse un sacerdote perugino molto conosciuto perché ai vertici di una serie di comunità benefiche che ospitano stranieri e tossicodipendenti.

Il secondo servizio Mercoledì 2 novembre Le Iene sono tornate sul caso intervistando il sacerdote (guarda il video), il quale ha negato tutto. Ha detto di non ricordare gli episodi di cui viene accusato e neppure dell’intervento dell’allora vescovo, che sarebbe stato a conoscenza di alcuni episodi, inducendolo anche a chiedere scusa.

Il vescovo vuole fare luce Ora a muoversi è l’attuale vescovo, monsignor Gualtiero Bassetti. «A seguito di notizie diffuse dai media circa “presunti abusi di un religioso perugino” – si legge in una nota ufficiale – l’arcivescovo Mons. Gualtiero Bassetti ha costituito, in data 24 ottobre 2011, una Commissione diocesana d’indagine presso la Curia. In tal modo – prosegue – l’arcivescovo intende tutelare la reputazione dei presbiteri diocesani e religiosi e, al tempo stesso, raccogliere tutte le informazioni possibili da parte di persone che si ritenessero danneggiate da presunti comportamenti che nulla hanno a che fare con lo stato sacerdotale. E’ ferma intenzione dell’arcivescovo e della Curia diocesana, salvaguardata l’onorabilitą dei sacerdoti, appurare sempre e comunque la verità e tutelare tutte le persone che eventualmente abbiano subito offese nella propria dignità».

A chi rivolgersi Le persone che intendano essere ascoltate dalla Commissione possono farne richiesta scritta, allegando una fotocopia del proprio documento di identitą e inviando il tutto a: Curia arcivescovile – Commissione diocesana d’indagine. Piazza IV Novembre, 6 – 06123 Perugia (Pg).

Radicali all’attacco Sul caso andavano all’attacco i Radicali, con Mario Staderini, segretario nazionale, e Liliana Chiaramello, segretaria Radicali Perugia che, prima della nota, accusavano il «silenzio inquietante» di Curia e Vaticano. «Nell’inchiesta televisiva – scrivono – si accusa il sacerdote, cui farebbero capo numerose strutture Caritas di recupero per tossicodipendenti, extracomunitari ed ex detenuti, di aver compiuto ripetute molestie sessuali, violenze psicologiche e intimidazioni su persone deboli e bisognose di aiuto. Dopo aver avuto modo di ascoltare grazie alla suddetta trasmissione le drammatiche testimonianze da parte dei diretti interessati, non hanno nulla da dire il Vescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti, e il suo predecessore Giuseppe Chiaretti, che risulterebbero essere stati informati per tempo delle accuse, come risulta dalla precedente puntata andata in onda il 14 ottobre? Nulla da dire da parte del Vaticano rispetto alle condotte dei due Vescovi che, secondo le indicazioni di Benedetto XVI, dovrebbero vigilare e collaborare con la giurisdizione italiana? Troppe le domande ancora senza risposta e debole la risposta dello stesso sacerdote che intervistato dal giornalista si limita a dire di non ricordare nulla» .

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Domande anche alla Regione «Eppure – proseguono Staderini e Chiaramello – è vero o no che intorno a quelle comunità c’è stato un numero anomalo di suicidi negli ultimi anni? Dalla Presidente della Regione Umbria, invece, vorremmo sapere se le strutture della Caritas siano convenzionate con la Asl per le attività sociosanitarie, terapeutiche, assistenziali e riabilitative che sembrerebbero svolgere, se siano in regola con le autorizzazioni amministrative e se ricevano contributi pubblici. Occorre fare subito chiarezza circa un contesto che rimane seriamente opaco e preoccupante».

http://www.umbria24.it/perugia-abusi-sessu…2%BB/66936.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.