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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » bivongi » Prete pedofilo, Morosini minimizza: “Abbassare i toni”

Prete pedofilo, Morosini minimizza: “Abbassare i toni”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
17 Ottobre 2011
in Calabria
Reading Time: 2 mins read
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Giunge dopo otto giorni il pensiero del titolare della diocesi di Locri-Gerace sulla vicenda del reverendo Rutigliano ma è cocente la delusione della comunità di Bivongi

BIVONGI (RC) – La si attendeva con ansia crescente. Ed è arrivata nel tardo pomeriggio del decorso sabato 15 ottobre, alla messa vespertina celebrata dal parroco di Bivongi, don Enzo Chiodo, nel santuario di Maria Santissima “Mamma Nostra”, poi replicata ieri mattina alla celebrazione eucaristica delle ore undici: è la posizione ufficiale che la Chiesa di Locri-Gerace, nella titolarità del suo più alto rappresentante, il vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, in merito al caso relativo all’ex (o uno dei due?) parroco della ridente cittadina dell’entroterra reggino, il reverendo Francesco Rutigliano. Che dalla “Congregatio pro Doctrina Fidei”, di Città del Vaticano, è stato dichiarato “colpevole del delitto di abuso di minore, con l’aggravante dell’abuso di dignità o ufficio, commesso nei confronti del Signor C. A., nel periodo fra il 2006 e il 2008, a seguito di ripetute molestie, baci, toccamenti, nonché atti sessuali completi avvenuti in molteplici occasioni”, per come chiaramente si evince dal decreto n. 197/2009, licenziato dal palazzo del Sant’Uffizio, in data 20 giugno 2011.

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Una lettera dal contenuto molto paterno, nella quale si comunica della presa d’atto del predetto documento del Tribunale apostolico, e dunque esemplificando l’esistenza dello stesso in maniera ufficiale, e riflessivamente al quale monsignor Morosini invita a “pregare per tutti”; ed è quindi il raccoglimento nel silenzio personale, rivolgendosi a Dio, perché interceda per il “fratello” nella fede, don Francesco Rutigliano, il quale vive un momento particolarmente delicato: anche e soprattutto per questo, sua eccellenza reverendissima esorta la comunità bivongese “ad abbassare i toni e a non cedere ai clamori mediatici alimentando ciò che i giornali e le televisioni dicono su questa vicenda”. In buona sostanza rivolgendo il chiaro invito a non polemizzare e/o astenersi dall’intervenire nella fattispecie con l’intento di non acuire e, magari, esasperare un caso ai limiti della dubbiezza umana. Oltreché dell’umana comprensione.

Che di per sé aveva già poche ore prima registrato il fermissimo intervento del Consiglio comunale di Bivongi per bocca del sindaco, Ernesto Riggio, che aveva provveduto a dare “delle comunicazioni importanti per alcuni fatti accaduti nel corso di quest’ultima settimana – così il primo cittadino bivongese nell’assise consiliare sempre di sabato 15 ottobre u.s. – il più importante dei quali è stato senz’alcun dubbio di una certa gravità, ed ha avuto riguardo l’ex parroco della nostra cittadina (il reverendo Rutigliano) contro cui lunedì (e cioè oggi, nda) formalizzeremo la denuncia per diffamazione a mezzo stampa, poiché ha gettato degli schizzi di fango che hanno colpito il paese, le istituzioni e gli impiegati dei nostri uffici cui va la nostra, incondizionata, solidarietà”.

Non risparmiandosi proprio sul “silenzio” della diocesi di Locri-Gerace ieri, come detto, interrotto da padre Giuseppe Fiorini Morosini con un messaggio che, stando alle reazioni registrate all’interno della comunità nell’intero arco della giornata, ha per lo più ingenerato una grande delusione.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Antonio Baldari

*tratto da “Calabria Ora” del 17 ottobre 2011

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.