Giunge dopo otto giorni il pensiero del titolare della diocesi di Locri-Gerace sulla vicenda del reverendo Rutigliano ma è cocente la delusione della comunità di Bivongi
BIVONGI (RC) – La si attendeva con ansia crescente. Ed è arrivata nel tardo pomeriggio del decorso sabato 15 ottobre, alla messa vespertina celebrata dal parroco di Bivongi, don Enzo Chiodo, nel santuario di Maria Santissima “Mamma Nostra”, poi replicata ieri mattina alla celebrazione eucaristica delle ore undici: è la posizione ufficiale che la Chiesa di Locri-Gerace, nella titolarità del suo più alto rappresentante, il vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, in merito al caso relativo all’ex (o uno dei due?) parroco della ridente cittadina dell’entroterra reggino, il reverendo Francesco Rutigliano. Che dalla “Congregatio pro Doctrina Fidei”, di Città del Vaticano, è stato dichiarato “colpevole del delitto di abuso di minore, con l’aggravante dell’abuso di dignità o ufficio, commesso nei confronti del Signor C. A., nel periodo fra il 2006 e il 2008, a seguito di ripetute molestie, baci, toccamenti, nonché atti sessuali completi avvenuti in molteplici occasioni”, per come chiaramente si evince dal decreto n. 197/2009, licenziato dal palazzo del Sant’Uffizio, in data 20 giugno 2011.
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