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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

Scandalo preti pedofili, dai vescovi d’Irlanda le prime ammissioni.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
15 Febbraio 2010
in World
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Dopo anni di silenzio, i vescovi d’Irlanda, da oggi per due giorni a colloquio con il Papa per chiarire le circostanze di circa 300 abusi perpetrati su minori nel corso di 30 anni, documentati in due distinti, pesantissimi, rapporti giudiziari, ammettono le loro colpe, e assicurano che l’incontro con il Papa non si limiterà ad un “esercizio cosmetico”. “Ammetto con molta franchezza quello che tutti sanno”, ha detto Duffy, il responsabile per le Comunicazioni della Conferenza episcopale irlandese, riferendosi proprio agli episodi che – spiega – hanno inferto alla Chiesa “ferite profonde”, mettendola in una “situazione molto seria”.
Benedetto XVI preoccupato per la situazione in Irlanda – L’ammissione da parte dei vescovi è certamente un primo passo avanti rispetto ad un problema che angustia profondamente il Pontefice. Il Papa è “molto preoccupato” per la situazione venutasi a creare in Irlanda, ha infatti riferito alla Radio Vaticana il primate d’Irlanda, card. Sean Brady, arcivescovo di Armagh, a margine dei colloqui con il Papa. “Questo incontro (quello che ha avuto inizio oggi, ndr) ha avuto una preparazione molto accurata – ha aggiunto – ma è soltanto un passo di un cammino molto lungo: speriamo che, al nostro rientro in Irlanda, questo si traduca in un processo di pentimento, rinnovamento e riconciliazione, per il bene di tutti”. ‘Puntiamo tutti allo stesso obiettivo – ha concluso – che è quello della tutela dei bambini”.
Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa – Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.
Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili – Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

15 febbraio 2010

http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/10/02/15/abusi-vescovi-irlanda-ammissioni.html

Pedofilia/ Vertice dal Papa per giro vite dopo scandalo … -2-
Presto lettera a fedeli Irlanda. Dimissioni e denuncia a giudici

Città del Vaticano, 15 feb. (Apcom) – Tra i vescovi irlandesi è già caduta qualche testa. Benedetto XVI ha accettato le dimissioni del vescovo di Limerick Donal Murray, mentre poco prima di Natale hanno rassegnato le dimissioni – ancora non accettate dal Papa – Jim Moriarty (vescovo di Kildare and Leighlin), presente all’incontro in Vaticano, Raymond Field e Eamonn Walsh (vescovi ausiliari di Dublino). Altri due i vescovi indicati come responsabili dal rapporto Murphy: mons. Martin Drennan, vescovo di Galway e Kilmacduagh, presente all’incontro in Vaticano, e mons. Dermot O’Mahony, già in pensione per raggiunti limiti di età.

Papa Ratzinger non è mai stato tenero con lo scandalo dei preti pedofili. Proprio ricevendo i vescovi irlandesi in visita ‘ad limina’ nel 2006 Benedetto XVI aveva denunciato “molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori”, “ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico”. Il Papa aveva chiesto ai vescovi, in quell’occasione, di “stabilire cosa sia avvenuto realmente nel passato, e prendere ogni provvedimento affinché casi del genere non avvengano di nuovo”. Parole nette, ripetute anche nei viaggi negli Stati Uniti e in Australia, che hanno fatto emergere una linea da ‘tolleranza zero’ della Santa Sede. Il caso della pedofilia tra sacerdoti, del resto, è annoso e diffuso, come dimostra anche il recente caso di uno dei licei più prestigiosi di Berlino, il Canisius-Kolleg al Tiergarten, gestito dai gesuiti.

Dopo la pubblicazione dei rapporti Ryan e Murphy, Ratzinger ha ricevuto due volte i vertici della conferenza episcopale irlandese in Vaticano, a novembre e a dicembre. “Il Santo Padre – recitava il comunicato finale – condivide lo sdegno, la sensazione di tradimento e la vergogna provati da così tanti fedeli in Irlanda”. Il Papa ha poi accettato le dimissioni di mons. Murray. Infine ha convocato, oggi e domani, tutti i vescovi irlandesi. Guidano la delegazione irlandese il presidente della conferenza episcopale, card. Sean Brady, e l’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin. Per la Santa Sede prendono parte all’incontro il cardinal Bertone e i vertici della Segreteria di Stato (il Sostituto per gli Affari generali Fernando Filoni e il ministro degli Esteri Dominique Mamberti), il nunzio apostolico in Irlanda Giuseppe Leanza, e i capi di vari dicasteri vaticani: Levada (Dottrina della fede), Re (Vescovi), Hummes (Clero), Rodé (Religiosi), Grocholewski (Educazione), Coccopalmerio (Testi legislativi). L’incontro avrà due serrate sezioni di lavoro oggi, dalle 9.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19 e si concluderà con un incontro domani mattina dalle 9.30 alle 13. A conclusione potrebbe essere pubblicato un comunicato.

La nota di dicembre preannunciava che il Papa “intende rivolgere una Lettera Pastorale ai fedeli d’Irlanda, nella quale indicherà con chiarezza le iniziative che devono essere prese in risposta alla situazione”. Il testo dovrebbe essere discusso all’incontro in Vaticano ed essere pubblicata nei prossimi giorni. Intanto – affermava ancora la nota – la Santa Sede “prende molto seriamente le questioni centrali sollevate dal Rapporto, incluse quelle relative al governo di capi della Chiesa locale con la responsabilità fondamentale della cura pastorale di bambini”. Oltre alle dimissioni, la missiva potrebbe prendere di petto la questione del ruolo della giustizia civile. L’istruzione dottrinale ‘Crimen sollecitationis’ (1962), rivista dalla congregazione per la Dottrina della fede presieduta da Ratzinger con la lettera ‘De delictis gravioribus’ (2001), non prevede l’obbligatorietà della denuncia di casi di pedofilia alle autorità statali. La materia viene lasciata alle competenze dei tribunali religiosi. Ma su questo possono esserci novità, come ha lasciato intendere il cardinale Claudio Hummes. In una recente intervista all”Osservatore romano’, il prefetto della congregazione per il Clero ha affermato che per i sacerdoti che si macchiano del reato della pedofilia bisogna “accertate oggettivamente le responsabilità” anche “facendo ricorso alla giustizia ordinaria”.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

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