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PEDOFILIA ISTITUTO SORDI, PRIME AMMISSIONI: IN LACRIME QUALCUNO AVREBBE CONFESSATO TUTTO

Redazione WebNews by Redazione WebNews
5 Febbraio 2009
in Triveneto
Reading Time: 3 mins read
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PEDOFILIA ISTITUTO SORDI, PRIME AMMISSIONI: IN LACRIME QUALCUNO AVREBBE CONFESSATO TUTTO

PEDOFILIA – C’è la prima ammissione sugli abusi al Provolo
Procuratore Schinaia conferma la notizia, ma i fatti sono caduti in prescrizione

Pedofilia. Incontro in Procura col rappresentante dei denuncianti

Il presunto responsabile, in lacrime, avrebbe confessato tutto in presenza di un testimone
Ci sarebbe una prima confessione sul caso dei presunti abusi sessuali commessi da 25 preti dell’Istituto Provolo ai danni di bambini sordi e muti. Un rappresentante degli ex alunni coinvolti ha fatto tappa nei giorni scorsi al secondo piano dell’ex caserma Mastino, per incontrare il procuratore Mario Giulio Schinaia. Secondo quanto appreso, avrebbe spiegato che uno dei protagonisti della vicenda, in seguito agli articoli pubblicati recentemente sui giornali, ha ammesso di aver avuto “attenzioni morbose” nei confronti di alcuni giovani studenti.

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E lo avrebbe fatto in presenza di un testimone, che quindi potrebbe confermare ogni cosa. Il presunto responsabile sarebbe scoppiato in lacrime, mentre raccontava episodi avvenuti ormai decenni fa e avrebbe persino minacciato di suicidarsi. “E’ vero, confermo la notizia – è il commento del procuratore Schinaia – però purtroppo noi non possiamo intervenire, perché si tratta di fatti accaduti oltre vent’anni fa e quindi ormai caduti in prescrizione”. Un caso che ha sconvolto tutti i veronesi per le pesanti accuse – abusi sessuali – di cui si parla, per il numero di preti ritenuti coinvolti, per il numero di vittime, o presunte tali, e anche per tutti gli anni trascorsi, senza che nulla di quanto sospettato venisse a galla. Secondo il settimanale “L’Espresso”, si tratterebbe di un lungo elenco di drammatici episodi, accaduti all’interno della struttura per una trentina d’anni, fino al 1984 emessi in atto da venticinque preti, tra cui anche monsignor Giuseppe Carraro, già vescovo di Verona. La Curia fin da subito h avoluto per ricordare che con l’associazione a cui appartengono i denuncianti è in atto un contenzioso, e che solo dai membri dell’associazione sordi Antonio Provolo arrivano i racconti sconvolgenti delle sevizi e subite dai ragazzini.

Manuela Treivani [email protected]

http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/836


Corriere di Verona Giovedì 5 Febbraio 2009

Caso Provolo, primo nome in procura

VERONA – Presunti episodi di pedofilia al Provolo, prima novità. In questi giorni, infatti, sul tavolo del procuratore Mario Giulio Schinaia è approdato il primo nome di uno dei presunti responsabili e la prima – ma per voce riportata da un terzo – presunta ammissione di colpevolezza.

«Anche se – mette subito in chiaro Schinaia – ribadisco che trattandosi di fatti coperti da prescrizione, da parte nostra è impossibile e vano qualsiasi tipo di iniziativa giudiziaria». Più precisamente, a palazzo di giustizia si è presentato un rappresentante dell’associazione delle presunte vittime degli abusi e, al capo della procura, ha riferito che uno dei presunti responsabili avrebbe, in presenza di un testimone, ammesso la propria colpevolezza e manifestato addirittura propositi suicidi. «Confermo che tutto ciò mi è stato effettivamente segnalato – dichiara procuratore – ma sottolineo altresì che, da parte della magistratura, visti i molti anni trascorsi dalla data dei presunti abusi risulta impossibile intervenire». Ufficialmente, inoltre, in tribunale non è stata finora presentata alcuna querela.

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Il caso era stato sollevato nei giorni scorsi dall’«Espresso»: 60 persone avevano scritto una lettera e si erano anche fatte riprendere in video mentre la firmavano. Abusi che sarebbero cominciati alla fine degli anni 50, gli ultimi denunciati nel 1984. Tutti, quindi, coperti in ogni caso da prescrizione. La. Ted.

Fonte: www.sordionline.com

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.