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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » informazioni » La magistratura tra due fuochi: da un lato le pressioni della Curia dall´altro le accuse di parzialità

La magistratura tra due fuochi: da un lato le pressioni della Curia dall´altro le accuse di parzialità

Redazione WebNews by Redazione WebNews
7 Agosto 2007
in Cronaca e News
Reading Time: 3 mins read
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“La vittima in cella, loro liberi” Preti indagati, scoppia il caso
Paolo Griseri
Il legale del ricattatore attacca la Procura. Inchiesta secretata Bufera sull´indagine dei preti pedofili. La Procura annuncia la secretazione dell´inchiesta mentre l´avvocato Geo Dal Fiume, difensore di Salvatore Costa, mette in dubbio la «laicità» dei magistrati. Nello stesso giorno in cui raddoppia il numero dei sacerdoti a titolo diverso coinvolti nell´inchiesta, il Palagiustizia si trova tra due fuochi. Stretto tra le discrete pressioni degli ambienti cattolici, che non gradiscono la pubblicità data a una vicenda certamente imbarazzante per la Curia, e la necessità di non utilizzare due pesi e due misure nei confronti dei ricattatori e dei sacerdoti.
Il comunicato di Geo Dal Fiume, storico principe del foro torinese, è stringato ma molto duro. Il legale di Costa premette che siamo in presenza «di scrocchi plurimi che si basano sulla effettività delle frequentazioni di giovani e giovanissimi da parte di pastori impuri». La prova di quanto sia veritiero il racconto degli accusatori è, secondo Dal Fiume, nello stesso comportamento dei sacerdoti: «La facilità nell´ottenere danaro procede dalla effettività di azioni nefaste e perciò stesso da nascondere. Soccombendo, appunto, al peso delle richieste balorde. Insomma – prosegue il legale – una recidivanza ad alimentazione vicendevole da intreccio di devianze reciproche». E se le devianze sono reciproche, l´avvocato chiede conto alla magistratura del suo comportamento: «La perequazione trattamentale è, allo stato, esigenza primaria di credibilità istituzionale, oltre lo specifico, nei quartieri alti della terzietà laica nella resa di giustizia». Insomma, il pari trattamento tra ricattatori e sacerdoti accusati di pedofilia sarebbe la prova della laicità della magistratura torinese. Ma se è così, sembra insinuare Dal Fiume, perché il ricattatore Costa è in carcere e i sacerdoti accusati di abusi sui minori sono in libertà?
La prima risposta, di merito, la dà, a caldo proprio Cristina Bianconi, il pm che conduce l´indagine: «Le accuse rivolte da Costa ai sacerdoti sono molto gravi. Ma prima di procedere è necessario verificare se si tratta di fatti realmente accaduti». Il procuratore capo, Marcello Maddalena reagisce all´attacco di Dal Fiume: «L´avvocato Dal Fiume può stare certo che la laicità dello Stato è fermamente difesa». Perché dunque Costa è in carcere e i sacerdoti sono a piede libero? «Forse perché il cliente dell´avvocato Dal Fiume ha qualche recidiva. Era stato arrestato all´inizio di luglio, è stato rimesso in libertà ed è tornato a ricattare. E poi va ricordato che la denuncia da cui è partita l´indagine l´ha fatta un sacerdote che denunciava un ricatto, non il ricattatore». Anche Maddalena invita alla prudenza: «Prima di dare per certi reati di cui sono accusate persone sottoposte a un ricatto, è necessario verificare con puntualità come si sono svolti i fatti».
Prudenza dettata anche dalle delicatezza delle indagini e dal rischio che la diffusione di informazioni non verificate possa rovinare la reputazione delle persone coinvolte. Per questo la Procura ha deciso ieri la secretazione degli atti: «Abbiamo deciso di farlo – spiega Maddalena – perché in questi casi una notizia non precisa può causare danni irreparabili. Lo facciamo sempre quando ci troviamo di fronte a vicende tanto delicate. Se un padre viene accusato di abusi sui figli, ad esempio, la secretazione è d´obbligo. Se un giorno si scoprisse che quel padre non ha commesso gli atti di cui è accusato non ci sarebbe più modo di riabilitarlo agli occhi del mondo e, soprattutto, nei confronti del figlio. Il danno sarebbe irreparabile». Da ieri dunque tutti i verbali di interrogatorio dei protagonisti della vicenda non sono più divulgabili. (10 agosto 2007)Torna indietro.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-lo…-caso/1715474/6

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.