Don Carmine Zaccariello cacciato dalla Chiesa: ridotto allo stato laico per sesso con minori

Don Carmine Zaccariello, sacerdote di Ameglio, è stato cacciato dalla Chiesa. Il provvedimento, voluto da Papa Francesco, arriva dopo anni dallo scandalo che ha visto il prete casertano coinvolto in storie di sesso a pagamento con adulti e persino atti di pedofilia.

“Invitiamo il reverendo sacerdote Carmine Zaccariello a vivere la vita che il signore gli vorrà ancora donare impegnato in un cammino di revisione, di conversione e di riparazione dei danni causati nelle persone di coloro che sono stati segnati ed hanno ricevuto un’immagine distorta della Chiesa nostra madre”. Con queste parole l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, rivolgeva il suo appello a don Carmine Zaccariello, parroco di Ameglio (frazione di Marzano Appio, in provincia di Caserta). Era il 18 luglio 2013 e, al termine di un processo ecclesiastico, il sacerdote veniva allontanato e obbligato a seguire un percorso terapeutico per aver avuto rapporti sessuali con adulti e persino con un minorenne.

L’epilogo della vicenda che riguarda questo prete pedofilo è arrivato nel gennaio scorso quando don Carmine è stato definitivamente dimesso dalla Chiesa per volere di Papa Francesco che ha firmato il decreto di espulsione. “Il sacerdote Carmine Zaccariello incardinato nella nostra diocesi di Teano-Calvi è stato dimesso dallo stato clericale. Al tempo stesso, gli è stata concessa la dispensa dal sacro celibato e da tutti gli oneri connessi alla sacra Ordinazione con decisione suprema e irrevocabile e a nessun ricorso subordinata”. Recitava così il provvedimento del vescovo Cirulli della diocesi di Teano-Calvi, pubblicato lo scorso 14 gennaio, senza tuttavia specificarne il motivo dell’espulsione di Zaccariello.

Il sacerdote originario di Frignano, alcuni anni fa, era già finito al centro di uno scandalo di prostituzione e sesso con minori dopo un’inchiesta di Pino Grazioli, dell’emittente campana Paradise Tv. Inoltre, a don Carmine, oggi 62enne, è dedicato anche un ampio capitolo del libro di Francesco Mangiacapra ‘Il numero uno. Confessioni di un marchettaro’. Mangiacapra, noto come “l’escort dei preti”, ha rivelato a LaRampa.it come tra i suoi clienti ci fosse proprio il sacerdote casertano. Gli incontri avvenivano sia nell’appartamento di Frignano sia nell’Oasi di Santa Maria degli Angeli gestita all’epoca da Zaccariello. “La prima volta che ci incontrammo mi fece andare a casa sua, un appartamento in un condominio familiare – scrive Mangiacapra – non mi disse che era un prete, ma riconobbi sulla sua automobile il logo di quella che poi appresi essere la comunità da lui stesso fondata con il presunto scopo di reinvestire i soldi derivanti dal suo supposto patrimonio familiare”. La comunità di cui parla Mangiacapra altro non sarebbe che l’Oasi di Santa Maria degli Angeli, un presidio socio-assistenziale per persone in difficoltà sorto nel 1998 sulle colline a Ameglio di Marzano Appio. “Amava vantarsi delle sue grandi opere di bene – prosegue Mangiacapra nel suo libro – e solo dopo molte chiacchiere arrivava finalmente a dire timidamente: ʻCi riposiamo? Sotto le lenzuola’. L’espressione non è figurativa, perché realmente voleva che ci coprissimo durante l’atto, forse per non far osservare tutto ai santi e alle Madonne presenti nella sua camera da letto”.

La decisione del Pontefice di cacciare Zaccariello dalla Chiesa con un provvedimento irrevocabile, ha preceduto un’altra espulsione: quella dell’esorcista don Michele Barone, accusato di violenze sessuali ai danni di una ragazzina di 13 anni. Il 6 maggio, infatti, la diocesi di Aversa ha reso noto che Papa Francesco ha decretato la dimissione dallo stato clericale di don Michele Barone. E ad inizio giugno entreranno in vigore le nuove norme volute dal Santo Padre per combattere gli abusi sessuali commessi da sacerdoti. Nel Motu proprio papale, intitolato “Vos esist lux mundi”, letteralmente “Voi siete la luce del mondo”, frase presa dal Vangelo di Matteo, sono introdotte nuove procedure che rappresentano una rivoluzione, come l’obbligo per preti e religiosi di segnalare gli abusi alle autorità religiose. Il documento papale inoltre indica che ogni diocesi si doti di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni e affinché anche l’operato dei vescovi venga messo sotto osservazione in quanto primi responsabili di ciò che avviene nelle loro comunità.

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