Don Marino Genova, 13enne abusata: “Per il pm ero consenziente”
Era l’aprile del 2009 quando Giada Vitali ha subito il suo primo abuso da parte di don Marino Genova, parroco della chiesa Santi Pietro e ...
Read moreDetailsEra l’aprile del 2009 quando Giada Vitali ha subito il suo primo abuso da parte di don Marino Genova, parroco della chiesa Santi Pietro e ...
Read moreDetailsBella serata, anche se il pubblico era davvero scarso, una trentina di persone in tutto, compreso il Vescovo. Il relatore ...
Read moreDetailsPORTOCANNONE. Nonostante la doppia condanna in primo e secondo a carico di don Marino Genova per il periodo di rapporti ...
Read moreDetailsLa notizia è di pochi giorni fa. Il Pubblico Ministero di Larino ha deciso di archiviare, per mancanza di elementi, ...
Read moreDetailsDepositate le motivazioni con le quali i giudici dell’Appello di Campobasso illustrano la condanna di don Marino Genova, l’ex parroco di ...
Read moreDetailsQuando Giada Vitale ha denunciato il parroco di Portocannone (oggi condannato a 4 anni in appello) per abusi sessuali, il ...
Read moreDetailsLa sentenza dei giudici della Corte d'Appello di Campobasso. Riconosciuta una attenuante all'ex parroco di Portocannone E’ stato condannato a ...
Read moreDetailsAlla Congregazione per la dottrina della fede e alla segreteria di Stato vaticana hanno letto la lettera che lo scorso ...
Read moreDetailsQuesta è la seconda lettera inviata per emaiL alla Congregazione per la Dottrina della Fede e alla Segreteria di Stato ...
Read moreDetailsCAMPOBASSO. Stretta nel suo giubbino nero, con lo zainetto sulle spalle ha affrontato oggi un'altra giornata di quelle con il ...
Read moreDetailsCAMPOBASSO. Anche questa mattina due ore di discussione dinanzi ai giudici della Corte d’Appello di Campobasso, per la seconda udienza ...
Read moreDetailsMai più atteggiamenti passivi nei confronti delle vittime. Mai più coperture dei vescovi. Mai più casi come quello di Giada Vitale, 24 ...
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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso



