La Chiesa libanese e il sacerdote pedofilo
Le vittime degli abusi sessuali perpetrati dal sacerdote libanese maronita di Beirut Mansour Labaki attendono da anni dignità e giustizia ...
Le vittime degli abusi sessuali perpetrati dal sacerdote libanese maronita di Beirut Mansour Labaki attendono da anni dignità e giustizia ...
38578 CITTÀ DEL VATICANO-ADISTA. Chissà quanti sono i vescovi che, alle prese con casi di pedofilia dei sacerdoti nelle loro ...
Un risarcimento di 25mila euro a testa per cinque ragazzi che avrebbero subito abusi sessuali. È quanto verserà don Mauro ...
Anche se la stragrande maggioranza dei casi di pedofilia si verifica fra le mura domestiche, il terribile fenomeno è destinato ...
Questa è una tragedia non dobbiamo tollerare abusi sui minori dobbiamo difendere i minori e punire severamente gli abusatori”. Papa ...
(Marco Ansaldo) Il capo della Chiesa d’Oriente accusato di proteggere un monsignore già giudicato colpevole. Le vittime attaccano: “Ci trattano ...
La Congregazione per la dottrina della fede ha rigettato il ricorso del prete di Acireale contro la sentenza di primo ...
DOVRÀ RISARCIRE IL RAGAZZO DI CUI HA ABUSATO CON 50MILA EURO La Congregazione per la Dottrina della Fede ha respinto ...
E Gesù disse: “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che ...
38502 ROMA-ADISTA. Una «campagna diffamatoria» è in atto contro mons. Mansour Labaki, prete cattolico-maronita libanese di Beirut. Di tanto è ...
A distanza di undici anni dalla scomparsa, e a due dalla canonizzazione, una parte del sistema mediatico internazionale ritiene che ...
“Don Giangiacomo Ruggeri è libero”. Titola così il “Corriere Adriatico”, il quotidiano più diffuso nelle Marche, che spiega: “decaduta anche la ...
Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza sul nostro sito. Utilizzando il nostro sito, acconsenti all'uso dei cookie.
Modifica le tue preferenze Cookie
Essential cookies enable basic functions and are necessary for the proper function of the website.
Google reCAPTCHA aiuta a proteggere i siti web da spam e abusi verificando le interazioni degli utenti tramite sfide.
Questi cookie vengono utilizzati per gestire la funzionalità di accesso su questo sito web.
Statistics cookies collect information anonymously. This information helps us understand how visitors use our website.
Google Analytics è uno strumento potente che monitora e analizza il traffico del sito web per prendere decisioni di marketing consapevoli.
Service URL: policies.google.com (opens in a new window)
Marketing cookies are used to follow visitors to websites. The intention is to show ads that are relevant and engaging to the individual user.
A video-sharing platform for users to upload, view, and share videos across various genres and topics.
Service URL: www.youtube.com (opens in a new window)
You can find more information in our Cookie Policy and Privacy policy.

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.
Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.
Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.
Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.
Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.
E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non - seppur condannate nei primi gradi di giudizio.
Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.
E questo principio facciamo nostro.
Il direttivo della Rete l’Abuso