«Oggi è una giornata memorabile. Finalmente una vittima di pedofilia ha ottenuto giustizia». Carlo Grezio, legale di Arturo Borrelli, vittima di abusi sessuali da parte del suo insegnante di religione all’istituto Bordiga di Ponticelli a Napoli, quando era solo un ragazzino, commenta con queste parole la sentenza di primo grado confermata dalla Corte di Appello di Napoli. «Questa è la vittoria di Arturo – dice il suo avvocato – difatti oggi comunico con immensa soddisfazione che il mio assistito ha vinto anche in Appello.
Il sacerdote Don Silverio Mura ed il MIUR, oggi MIM, sono stati condannati a risarcire Arturo per le violenze sessuali e i traumi subiti. Una sentenza importante per tutti i sopravvissuti, perché apre una nuova strada verso la giustizia e il ristoro dei danni». La vittima sarà risarcita in solido dal sacerdote e dal ministero con la somma di 324mila euro, «che serviranno ad Arturo come sostegno necessario per curarsi e per poter vivere senza essere di peso alla famiglia», sottolinea Grezio.
A piangere lacrime di gioia è lo stesso Borrelli, che solo dopo tanti anni – da adulto – maturò la consapevolezza di essere stato abusato dal suo insegnante, che lo aveva tratto in inganno facendogli lezioni private in casa sua ogni pomeriggio a Ponticelli, dove abitava e dove avvenivano gli abusi: «Oggi non è solo il giorno di una vittoria in tribunale – dichiara – è il giorno in cui la verità ha trovato voce, dopo tanto dolore e silenzio.
Ho combattuto contro qualcosa di ingiusto, di devastante – aggiunge – e finalmente giustizia è stata fatta». «Ma questa vittoria non è solo mia – ribadisce la vittima, rivolgendosi poi al figlio Luigi scomparso in un incidente d’auto pochi anni fa – È per te, figlio mio. Per il tuo sorriso, per la tua innocenza, per tutto ciò che ti è stato tolto. Sei diventato un angelo troppo presto, ma la tua forza mi ha guidato ogni giorno in questa battaglia. Questa vittoria porta il tuo nome. È un segno che la verità può emergere, che il coraggio può vincere e che nessuno deve più restare in silenzio. Continuerò a lottare anche per te. Sempre», ha concluso Borrelli.
















