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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » VITTIMA DI PEDOFILIA, CONDANNATO PRETE CHE NE ABUSÒ E MIM: «GIUSTIZIA È FATTA»

VITTIMA DI PEDOFILIA, CONDANNATO PRETE CHE NE ABUSÒ E MIM: «GIUSTIZIA È FATTA»

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
2 Aprile 2026
in Campania
Reading Time: 2 mins read
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«Oggi è una giornata memorabile. Finalmente una vittima di pedofilia ha ottenuto giustizia». Carlo Grezio, legale di Arturo Borrelli, vittima di abusi sessuali da parte del suo insegnante di religione all’istituto Bordiga di Ponticelli a Napoli, quando era solo un ragazzino, commenta con queste parole la sentenza di primo grado confermata dalla Corte di Appello di Napoli. «Questa è la vittoria di Arturo – dice il suo avvocato – difatti oggi comunico con immensa soddisfazione che il mio assistito ha vinto anche in Appello.

Il sacerdote Don Silverio Mura ed il MIUR, oggi MIM, sono stati condannati a risarcire Arturo per le violenze sessuali e i traumi subiti. Una sentenza importante per tutti i sopravvissuti, perché apre una nuova strada verso la giustizia e il ristoro dei danni». La vittima sarà risarcita in solido dal sacerdote e dal ministero con la somma di 324mila euro, «che serviranno ad Arturo come sostegno necessario per curarsi e per poter vivere senza essere di peso alla famiglia», sottolinea Grezio.

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A piangere lacrime di gioia è lo stesso Borrelli, che solo dopo tanti anni – da adulto – maturò la consapevolezza di essere stato abusato dal suo insegnante, che lo aveva tratto in inganno facendogli lezioni private in casa sua ogni pomeriggio a Ponticelli, dove abitava e dove avvenivano gli abusi: «Oggi non è solo il giorno di una vittoria in tribunale – dichiara – è il giorno in cui la verità ha trovato voce, dopo tanto dolore e silenzio.

Ho combattuto contro qualcosa di ingiusto, di devastante – aggiunge – e finalmente giustizia è stata fatta». «Ma questa vittoria non è solo mia – ribadisce la vittima, rivolgendosi poi al figlio Luigi scomparso in un incidente d’auto pochi anni fa – È per te, figlio mio. Per il tuo sorriso, per la tua innocenza, per tutto ciò che ti è stato tolto. Sei diventato un angelo troppo presto, ma la tua forza mi ha guidato ogni giorno in questa battaglia. Questa vittoria porta il tuo nome. È un segno che la verità può emergere, che il coraggio può vincere e che nessuno deve più restare in silenzio. Continuerò a lottare anche per te. Sempre», ha concluso Borrelli.

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.