Quasi un modulo prestampato, generico dal significato non troppo definito, se non si conosce il contenuto della missiva inviata. Questa la lettera che ha ricevuto nei giorni scorsi dalla Segreteria di Stato Vaticana uno degli assistiti della Rete L’ABUSO.
Circa un mese fa l’uomo aveva scritto in Vaticano raccontando gli abusi subiti dal suo insegnante di religione nella scuola di Ponticelli. Don Silverio Mura all’epoca dei fatti oltre ad insegnare religione era anche vice parroco nella parrocchia di Porchiano nel quartiere di Napoli Ponticelli frequentata dalla vittima. Successivamente il sacerdote fu trasferito come parroco a Pollena Trocchia, ma le violenze continuarono. Paolo (nome di fantasia) che oggi ha 38 anni era riuscito a denunciare, ma purtroppo come accade al 90% delle vittime, scopre che il reato è caduto in prescrizione. Si era allora rivolto alla diocesi di Napoli e anche al cardinale Crescenzio Sepe ma senza successo. Anche il medico che ha in cura Paolo preoccupato per lo stato psicofisico dell’uomo e dei continui peggioramenti dovuti anche alla delusione di non essere considerato, aveva scritto alla curia, ma anche in quel caso nessuna risposta.
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