La Conferenza Episcopale Spagnola (Cee) ha reso noto che sono stati presentati 101 casi di abusi sessuali su minori e persone vulnerabili all’interno della Chiesa, in base al rapporto annuale della Commissione consulente del Piano di riparazione Integrale delle vittime (Priva), avviato nel 2023. Di questi, 58 sono stati risolti, mentre per i restanti “è stata sollecitata l’informazione necessaria per stabilire la forma di risarcimento”, informa la Cee in una nota.
“Abbiamo accettato il quadro generale proposto dal Ministero della Giustizia e stiamo negoziando per regolare come affrontare i casi delle vittime che non vogliono rivolgersi alla Chiesa”, ha spiegato in conferenza stampa il segretario generale della Cee, Francisco Cesar Garcia Magan, ripreso dai media iberici, fra cui El Pais.
Fino ad oggi i vescovi iberici avevano rifiutato di collaborare al fondo di risarcimento proposto dal governo. Tuttavia ora sembrano aprirsi a una nuova fase di dialogo, sebbene Garcia Magan non abbia chiarito se la Chiesa accetterà un fondo comune con lo Stato per risarcire le vittime. Associazioni di vittime si sono riunite questa settimana con il ministro di Giustizia, Felix Bolanos, per sollecitare un intervento urgente per garantire il diritto delle vittime ad essere risarcite. Secondo il rapporto del Difensore civico, responsabile della Commissione d’inchiesta a suo tempo approvata dal Parlamento, dal 1940 oltre 200.000 minori sono stati vittime di abusi sessuali da parte del clero cattolico in Spagna. Una cifra che la Chiesa riduce nel suo rapporto a 1.057 casi registrati.
In merito alle accuse di abusi rivelate la scorsa settimana da El Pais, che coinvolgono l’arcivescovo di Cadice e Ceuta, Rafael Zornoza, di 76 anni, investigato dal Vaticano, il segretario dei vescovi Garcia Magan ha ribadito il rispetto della presunzione di innocenza. “Mi rimetto a quanto detto dal presidente della Cee, Luis Arguello, e dal Santo Padre: da un lato, il rispetto della presunzione di innocenza, alla quale tutti hanno diritto, e dall’altra il diritto delle vittime a presentare i propri casi davanti alle istanze opportune”. Il segretario della Cee ha ricordato che “si sta realizzando un’indagine nel Tribunale della Rota, formato da persone altamente qualificate” e si aspetta la decisione.
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