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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » antonio messina » Ma dove sta la coerenza quando Papa Leone XIV raccomanda che il vescovo sia “fermo e deciso sugli abusi” ?

Ma dove sta la coerenza quando Papa Leone XIV raccomanda che il vescovo sia “fermo e deciso sugli abusi” ?

Francesco Zanardi by Francesco Zanardi
25 Giugno 2025
in Il punto della Rete L'ABUSO
Reading Time: 2 mins read
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L’appello di Papa Leone ai vescovi ai quali raccomanda essere; “fermo e deciso nell’affrontare le situazioni che possono dare scandalo ed ogni caso di abuso, specialmente nei confronti di minori, attenendosi alle attuali disposizioni“.

Fantastico nelle parole che però stridono con i fatti, soprattutto quelli che riguardano direttamente proprio colui che fa l’appello e che prima di diventare Papa, era a capo del Dicastero dei vescovi, che si occupa della loro condotta.

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Proprio l’Ufficio al quale nel marzo del 2024 Antonio Messina (vittima di don Giuseppe Rugolo condannato in 1° grado a quattro anni e sei mesi) consegnò il fascicolo sulle presunte coperture che il vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana avrebbe fornito al Rugolo. Coperture che lo stesso Gisana – intercettato al telefono dagli inquirenti – ammette in una telefonata.

Accuse che all’indomani della condanna in 1° grado di don Rugolo vedono lo stesso vescovo Gisana imputato dalla giustizia italiana per aver mentito in aula durante il processo.

Questo è quanto sta facendo la giustizia italiana!

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Ma quella tanto acclamata dalla chiesa, che ha visto proprio Robert Prevost – colui che oggi è diventato il Papa – che, da capo del dicastero dei vescovi già avrebbe dovuto intervenire nel 2024 sul caso, che tutt’ora invece ancora vede il vescovo Rosario Gisana al suo posto, dichiarare stile “influencer” quanto riportato dai media, non solo sembra uno scherzo di pessimo gusto, ma visto dai sopravvissuti, in questo particolare caso dalla stessa vittima Antonio Messina che, malgrado la delusione del mancato intervento di Prevost alla DDF, diventato Papa leone gli ha comunque rinnovato fiducia sollecitando ulteriormente un suo intervento, certo non da una grande immagine di serietà, ancor meno di coerenza.

Messaggio che alla luce dei fatti va doverosamente preso per mera e disonesta propaganda alla quale si aggiungono le critiche di Hans Zollner che proprio ieri ha commentato così l’operato della chiesa; ‘no alle indagini-elemosina’.

Propaganda contro la quale si era già scontrato Papa Francesco, anche lui sul caso di monsignor Rosario Gisana, che proprio alla vigilia della requisitoria su don Rugolo definì in un contesto totalmente fuori dalla realtà con la frase; “Saluto il Vescovo di Piazza Armerina, Monsignor Rosario Gisana: bravo, questo Vescovo, bravo. È stato perseguitato, calunniato e lui fermo, sempre, giusto, uomo giusto. Per questo, quel giorno in cui andai a Palermo, ho voluto fare sosta prima a Piazza Armerina, per salutarlo; è un bravo Vescovo”.

Frase che oggi pare quasi ripetersi nelle parole di Papa Leone XIV.

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Francesco Zanardi

Francesco Zanardi

Sopravvissuto agli abusi sessuali di un sacerdote, dal 2010 mi batto perchè non accada ad altri. Potevo ma non mi sono sentito di fare il giornalista, ho preferito rimanere un umile blogger, che vuole vivere degnamente la propria vita, illuminato dalla luce di una nobile causa. Fondatore e Presidente dell'unica Rete italiana di sopravvissuti agli abusi del clero, Rete L'ABUSO, riconosciuta dalle Nazioni Unite di Ginevra. Tra i fondatori di ECA Global, oggi presente in 42 paesi in quattro continenti.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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