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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » antonio messina » LA FANFARA DEI CARABINIERI DI PALERMO HA RINUNCIATO ALLA FESTA RELIGIOSA DELLA “VIRGO FIDELIS” PRESIEDUTA DAL VESCOVO ROSARIO GISANA

LA FANFARA DEI CARABINIERI DI PALERMO HA RINUNCIATO ALLA FESTA RELIGIOSA DELLA “VIRGO FIDELIS” PRESIEDUTA DAL VESCOVO ROSARIO GISANA

LA MUSICA È FINITA PER IL VESCOVO – LA FANFARA DEI CARABINIERI DI PALERMO HA RINUNCIATO ALLA FESTA RELIGIOSA DELLA “VIRGO FIDELIS”, PATRONA DELL’ARMA, CHE DOVEVA ESSERE PRESIEDUTA DAL VESCOVO DI PIAZZA ARMERINA, ROSARIO GISANA – DIETRO LA DECISIONE C’È UNA LETTERA ARRIVATA AL COMANDO GENERALE E FIRMATA DA UNO DELLE VITTIME DEL SACERDOTE GIUSEPPE RUGOLO, CONDANNATO A QUATTRO ANNI E MEZZO PER VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA SU MINORI. NELLA MISSIVA SI ACCUSA IL VESCOVO GISANA DI AVERE COPERTO GLI ABUSI DI DON RUGOLO, COME TESTIMONIATO DALLE INTERCETTAZIONI EMERSE NEL PROCESSO…

Redazione WebNews by Redazione WebNews
23 Novembre 2024
in Sicilia
Reading Time: 2 mins read
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La locandina dell’evento, patrocinato dal Comune, è stata diffusa su vari profili Facebook, compreso quello del parroco Osvaldo William Brugnone della chiesa madre di Pietraperzia, in provincia di Enna, ma all’improvviso tutto è stato rimandato a data da destinarsi, ufficialmente “per ragioni organizzative”.

A quarantotto ore dalla festa della “Virgo Fidelis”, patrona dell’arma dei carabinieri, con l’esibizione della fanfara del XII reggimento Palermo e la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Piazza Armerina Rosario Gisana, prevista per domenica mattina nella chiesa madre di Pietraperzia, è arrivata al comando generale dell’Arma dei carabinieri una lettera di “indignazione”.

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A firmarla, Antonio Messina, fra gli animatori del comitato “Non accetto prediche da chi copre un abuso”, che ha denunciato gli abusi di don Giuseppe Rugolo, subiti quando aveva 16 anni. Rugolo è stato condannato lo scorso marzo a quattro anni e mezzo per violenza sessuale aggravata su minori.

Nella lettera Messina trova “inaudito che l’Arma dei carabinieri richieda, in occasione delle celebrazioni che vedono le forze dell’ordine protagoniste, la presenza del vescovo che, come rassegnato dal tribunale penale di Enna nella sentenza emessa in 5 marzo, all’esito del noto processo a carico del sacerdote Giuseppe Rugolo ‘ometteva, con ogni evidenza, qualsivoglia, doverosa, seria iniziativa a tutela dei minori della sua comunità e dei loro genitori, nonostante la titolarità di puntuali poteri/doveri conferiti nell’ambito della rivestita funzione di tutela dei fedeli, facilitando l’attività predatoria di un prelato già oggetto di segnalazione’”.

[…] Infine un appello: “Vi chiedo di valutare l’opportunità della presenza del vescovo Rosario Gisana alle celebrazioni dedicate alla “Virgo Fidelis”, patrona dell’arma dei carabinieri che, come tutte le altre forze di polizia, deve rispondere alla procura della Repubblica e al tribunale, istituzioni che hanno severamente condannato l’operato dell’ordinario diocesano”.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

L’appello non deve essere caduto nel vuoto, se quasi alla vigilia di una festa religiosa così importante tutto è stato rinviato “a data destinarsi”, come fa sapere lo stesso comando provinciale dei carabinieri di Enna. […]

https://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/musica-finita-vescovo-ndash-fanfara-carabinieri-415828.htm

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.