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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Il dottorato e il condannato

Il dottorato e il condannato

Redazione WebNews by Redazione WebNews
14 Settembre 2024
in Cronaca e News
Reading Time: 6 mins read
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Antefatto (fino al 2021): Mirko Campoli è insegnante di religione, vicepreside di Istituto Tecnico, educatore, dirigente dell’Azione Cattolica a Tivoli. Sui social si trova ancora un suo video-messaggio di conforto agli studenti del suo istituto ai tempi del primo lockdown CoVid del marzo 2020.

Primavera 2021: Dopo le prime pesanti accuse di abusi sessuali ai danni di minori, Campoli si dimette “per motivi familiari e personali” dalla scuola e dagli incarichi religiosi, in particolare da quello di presidente dell’Azione Cattolica diocesana. Ma Campoli, come riportato da più testate giornalistiche che si sono occupate del suo caso, era anche (addirittura!) segretario nazionale dell’Azione Cattolica Ragazzi (ACR).

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Dal 2021 al 2023: Campoli lavora in una casa-famiglia, dove perpetrerebbe altri abusi su minori e da cui viene licenziato anche a seguito del peggioramento della sua situazione giudiziaria.

Maggio 2023: Campoli è arrestato e il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, replica alle critiche formulate dal Procuratore di Tivoli contro l’atteggiamento poco collaborativo che sarebbe stato tenuto verso gli inquirenti da parte degli ambienti ecclesiastici e in particolare da parte della curia di Tivoli, guidata dal vescovo Mauro Parmeggiani, originario di Reggio Emilia (dove è nato nel 1961): «Non accettiamo accuse di atteggiamenti omertosi».

Marzo 2024: Il Tribunale di Tivoli condanna Campoli a 9 anni di reclusione per vari abusi su minori commessi tra 2016 e 2021. Nel corso del processo lui si dichiara colpevole ma dice di averlo fatto perché depresso. Il PM replica: “La depressione non si cura con la pedofilia”. Del caso Campoli si occupa anche la nota trasmissione RAI “Chi l’ha visto?” (più tardi, a giugno, se ne occuperà anche la trasmissione Mediaset “Fuori dal Coro”: i giornalisti interrogano sul caso il vescovo Parmeggiani, il quale sembra tra l’altro minimizzare sulla condanna a 9 anni). Nel frattempo si sta per aprire contro di lui anche un secondo processo vertente su altro filone di abusi contro minori.

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Luglio 2024: Campoli consegue la laurea magistrale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Roma Tre, discutendo il 3 luglio 2024 una tesi che a partire dal titolo “Caro cardo salutis” (“La carne è il cardine della salvezza”, citazione da Tertulliano) riflette sul rapporto tra il corpo e i sacramenti nel cristianesimo. Un tema davvero singolare per un pedofilo reo confesso! Nel mentre che Campoli pensa a laurearsi, la Procura di Tivoli prepara il ricorso in Cassazione per la riforma della condanna a 9 anni comminata contro di lui nel processo conclusosi a marzo, ritenendo tale pena non sufficientemente severa e chiedendone una più aspra: il ricorso è depositato il 15 luglio 2024.

Agosto 2024: Il neolaureato e fresco condannato Campoli partecipa al concorso bandito dal DREST, il dottorato di interesse nazionale in studi religiosi fondato e coordinato da Alberto Melloni (nato a Reggio Emilia nel 1959). Questo dottorato nazionale ha sede amministrativa a Reggio Emilia presso il Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia –  Dipartimento di cui lo stesso Melloni è stato di recente direttore (2020-2021) ed è attualmente vice-direttore – e vede come sedi consorziate molti altri Atenei e Dipartimenti universitari italiani. Il DREST è attivo dal 2022 e ha bandito per il 38° e per il 39° ciclo nazionale ben 97 borse di studio (56 nel 2022 e 41 nel 2023), una buona parte delle quali finanziate su fondi PNRR, attribuendone tuttavia “solo” 66: per un effetto combinato tra pochi candidati, pochi idonei in rapporto alle borse offerte e non poche rinunce tra questi ultimi, ben 31 borse, una su tre, non sono state attribuite. Per il bando del 2024 (40° ciclo nazionale), con scadenza al 26 luglio 2024, sono messe a concorso 30 borse dall’importo “standard” di 16.243 euro/annui ciascuna. 13 di queste prevedono stage obbligatori della durata fino a 18 mesi presso FSCIRE, la nota fondazione per le scienze religiose di cui sempre il professore reggiano Melloni è segretario generale dal 2007 (va precisato che non tutte le borse bandite prevedono questi stage obbligatori, in genere li prevedono solo quelle su fondi PNRR: nell’ambito del bando del 2024 le borse che prevedono gli stage sono 18 su 30). Campoli è giudicato da due commissioni diverse e supera brillantemente la fase della valutazione dei titoli, venendo ammesso ai colloqui (previsti, come da bando, il 29 e 30 agosto 2024, in modalità telematica) in due ambiti diversi del dottorato, che è suddiviso in sei ambiti, per ciascuno dei quali è previsto, di fatto, un concorso separato. In uno di questi due ambiti è addirittura (e di gran lunga) primo in graduatoria! Ovviamente la cosa non passa del tutto inosservata (neppure tra gli altri candidati al concorso). Ai sensi del bando, sia nell’ambito della valutazione titoli sia nell’ambito della valutazione del colloquio, il progetto di ricerca presentato dal candidato ha un peso nettamente preponderante. La candidatura di Campoli è dunque a questo punto instradata su un binario molto promettente. L’esito del colloquio si rivela tuttavia deludente per il condannato per pedofilia: non consegue il punteggio minimo per superarlo in nessuno dei due ambiti in cui è in pole position ed è quindi collocato fuori graduatoria. In uno dei due ambiti, dove Campoli è rimasto poco sotto la soglia del punteggio minimo per superare il colloquio, la semplice idoneità sarebbe stata sufficiente a ottenere la borsa di dottorato, in quanto il numero degli idonei è risultato alla fine inferiore al numero delle borse messe a concorso.

Settembre 2024: Per combinazione, proprio nello stesso giorno in cui sono rese pubbliche le graduatorie definitive del dottorato DREST, l’11 settembre 2024, esce anche la sentenza del secondo processo per pedofilia: Campoli è condannato ad altri 6 anni e 10 mesi. Cumulativamente, la condanna inflitta in primo grado ammonta quindi a quasi 16 anni di reclusione!

Il concretissimo pericolo scampato non può che confortare. Certamente meraviglia come un ex docente di scuola, educatore e dirigente dell’Azione Cattolica condannato giusto a marzo scorso per pedofilia, con altro processo pendente sempre per gli stessi reati (poi conclusosi, come abbiamo visto, con un’altra condanna), con un ricorso in Cassazione da parte della Procura di Tivoli per la riforma di una prima condanna ritenuta insoddisfacente e che si trova presumibilmente agli arresti domiciliari a Tivoli, con tanto di interdizione dal frequentare luoghi dove possono trovarsi minori, possa pensare di candidarsi a un dottorato in studi religiosi basato a Reggio Emilia. E un dubbio sorge spontaneo: il bando di concorso lo avrà trovato da solo o gli sarà stato segnalato?

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In foto, nell’ordine dall’alto in basso: Mirko Campoli (Tivoli, 1976), ex docente di religione, educatore e dirigente dell’Azione Cattolica condannato per pedofilia; Mauro Parmeggiani (Reggio Emilia, 1961), vescovo di Tivoli; Alberto Melloni (Reggio Emilia, 1959), docente di Storia del Cristianesimo presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, segretario generale FSCIRE e coordinatore DREST.

https://www.cantierestoricofilologico.it/2024/09/il-dottorato-e-il-condannato.html

 

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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