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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Ali Agca » Emanuela Orlandi, spunta audio inedito di una telefonata/ Il fratello Pietro: “Ali Agca? Servono prove”

Emanuela Orlandi, spunta audio inedito di una telefonata/ Il fratello Pietro: “Ali Agca? Servono prove”

Scomparsa Emanuela Orlandi, spunta audio inedito di una telefonata: domani lo trasmetterà "Chi l'ha visto?". Il fratello Pietro risponde ad Ali Agca: "Per prenderlo sul serio servono prove"

Redazione WebNews by Redazione WebNews
2 Luglio 2024
in Cronaca e News
Reading Time: 2 mins read
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Potrebbero esserci delle importanti novità nel caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, di cui non si hanno più notizie da oltre quarant’anni. Ora spunta l’audio di una telefonata di un uomo che fa sentire ai suoi parenti la voce di una ragazza: era la cittadina vaticana che all’epoca della sua sparizione aveva 15 anni? Il documento è stato annunciato da “Chi l’ha visto?“, che lo proporrà nella puntata di domani su Rai 3, limitandosi ad anticipare che parte di questo audio non era stata mai trasmessa prima d’ora.

Nelle ultime ore, intanto, è intervenuto il fratello di Emanuela Orlandi per rispondere alle dichiarazioni di Ali Agca, secondo cui la ragazza è stata rapita dal Vaticano. Pietro Orlandi ha pubblicato nel gruppo Facebook che gestisce un post in cui spiega di essere sempre stato disposto ad ascoltare tutti in questi anni, nella speranza di riuscire a scoprire la verità sulla scomparsa della sorella, ma ricorda anche che Ali Agca ha nel tempo ha cambiato spesso versione e che ha dichiarato spesso che avrebbe fornito prove e documenti su Emanuela. “Ma non ha mai portato uno straccio di prova“, ha scritto Pietro Orlandi, che si aspetta un riscontro.

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SCOMPARSA EMANUELA ORLANDI, IL FRATELLO REPLICA AD ALI AGCA

Pietro Orlandi racconta di essere volato in Turchia pur di parlare con Ali Agca: ciò accadeva 14 anni fa e in quella circostanza gli avrebbe promesso che avrebbe fornito documenti per dimostrare la veridicità delle sue affermazioni, ma quei documenti non gli sono mai arrivati. Da qui i sospetti del fratello di Emanuela Orlandi, che tira in ballo tutte le versioni di Ali Agca, il quale nel tempo ha prima accusato Komeini, poi la P2, STASi, KGB, servizi Bulgari, SISMI e Cia, fino al Vaticano.

Per quanto riguarda la Commissione bicamerale di inchiesta, che non intende ascoltarlo in assenza di richieste formali da parte sua, Pietro Orlandi spiega che se mancano le prove non ha senso ascoltarlo, ma comunque lui resta aperto a ogni ipotesi, a patto che ci siano dei riscontri. Infatti, Ali Agca prima aveva prospetto la sua disponibilità ad essere ascoltato in audizione, poi quando è stato sollecitato a inviare una richiesta formale, non ha risposto affatto.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.