«Personalmente provo disgusto. Perchè la Chiesa di Papa Francesco continua ad avere un atteggiamento protettivo nei confronti dei preti che hanno abusato dei minori?» Giada Vitale, vittima (oggi venticinquenne) di un sacerdote che è stato condannato in via definitiva nel 2020 a 4 anni e dieci mesi di reclusione e, in parallelo, anche dalla Congregazione della Dottrina della Fede (che lo ha sospeso a divinis) è sotto choc mentre osserva sul telefonino il filmato che ritrae il suo aguzzino nel monastero benedettino di Subiaco alla celebrazione pasquale del Giovedì Santo. Il reverendo Marino Genova vestito di tutto punto con gli abiti liturgici, assieme ad altri preti, sta effettivamente celebrando il rito solenne con il quale la Chiesa ha istituito l’eucarestia.
Il caso di Giada è ben conosciuto alle cronache anche perchè era finito persino sul tavolo dell’allora Ministro della Giustizia, Marta Cartabia. Inoltre era stato successivamente portato in Parlamento. La giovane nel 2009 era stata abusata dall’età di 13 anni fino al compimento del 17esimo anno da un parroco molisano (attualmente in detenzione domiciliare nel monastero di Subiaco). L’ex parroco di Portocannone dopo la condanna in via definitiva è stato prima portato in carcere e poi trasferito per ragioni mediche ai domiciliari nel monastero di Subiaco. Nelle interrogazioni parlamentari su questo caso era emerso che la ragazza non fu mai sottoposta né a una perizia né a un incidente probatorio, e ciò, per entrambi i periodi in cui fu diviso il suo fascicolo dalla Procura di Termoli.
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