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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusatori » Un tour in sette paesi per combattere gli abusi sessuali nell’infanzia

Un tour in sette paesi per combattere gli abusi sessuali nell’infanzia

Buenos Aires, 24 febbraio (EFE).- Dopo essersi presentati lo scorso ottobre davanti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, gli argentini Silvia Piceda e Sebastián Cuattromo intraprendono questo sabato un tour di sette paesi con un obiettivo ben preciso: rendere visibile e combattere il abusi sessuali su minori.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
24 Febbraio 2023
in Cronaca e News
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Buenos Aires, 24 febbraio (EFE).- Dopo essersi presentati lo scorso ottobre davanti al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, gli argentini Silvia Piceda e Sebastián Cuattromo intraprendono questo sabato un tour di sette paesi con un obiettivo ben preciso: rendere visibile e combattere il abusi sessuali su minori.

Questa coppia, fondatrice dell’associazione ‘Adultxs por los derechos de la infancia’, inizierà un viaggio di più di un mese attraverso Marocco, Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Portogallo, dove incontreranno i rappresentanti delle agenzie governative e civili per sensibilizzare su un crimine subito da “un bambino su cinque” nel mondo.

«È un crimine che resta impunito perché la società adulta ha scelto di tacere (…). La cosa terribile è che gli abusatori continuano ad agire e che i bambini di oggi continuano ad avere difficoltà. Per questo abbiamo la obbligo di cambiare questa realtà e uscire per difendere i bambini di oggi”, ha detto Piceda in una conversazione con EFE.

Il tour inizierà con attività a Casablanca, Rabat e Dakhla, e proseguirà dal 7 all’11 marzo a Roma.

Successivamente, Piceda e Cuattromo visiteranno Parigi (13-17 marzo), Berlino (20-22 marzo), Bruxelles (23-24 marzo), Madrid (27-30 marzo) e Lisbona (31 marzo-2 aprile), città dove incontreranno i rappresentanti dell’Unesco, del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea, tra le altre istituzioni.

“Speriamo che questo tour apra nuovi orizzonti e nuovi impegni istituzionali, che capiamo essere essenziali per trasformare la storia e affinché questa causa cominci ad avere la massima importanza politica per le nostre società”, afferma Cuattromo.

GLI ABUSI NELLA CHIESA ARGENTINA

Quando aveva 13 anni, Cuattromo ha subito abusi sessuali presso la Scuola Marianista di Buenos Aires: nel 2012 la Giustizia argentina ha condannato il suo aggressore, il fratello Fernando Picciochi, a dodici anni di carcere.

A questo proposito, Cuattromo critica l’atteggiamento dell’arcidiocesi di Buenos Aires, guidata dall’allora cardinale Jorge Bergoglio, attuale papa Francesco, organizzazione che accusa di sostenere il Collegio Marianista, ente che gli ha offerto un risarcimento civile per i danni causati Finché l’ha tenuto segreto.

Negli ultimi dieci anni, Cuattromo ha più volte richiesto un’udienza al Sommo Pontefice per affrontare questo tema, richiesta che, assicura, è stata “totalmente” ignorata e che spiegherà dettagliatamente il 9 marzo, in un’apparizione presso la sede del l’Associazione della Stampa Estera di Roma.

“Non siamo mai stati ricevuti da lui e questo spiega una profonda sottovalutazione e ignoranza da parte, nientemeno, del primo papa argentino e latinoamericano della storia nei confronti delle vittime di abusi sessuali nella Chiesa cattolica in Argentina e in America Latina, ” si lamenta il co-fondatore di ‘Adultxs por los derechos de la infancia’. EFE

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Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.