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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Sacerdote e collaboratore a processo Sono accusati di abusi su minore

Sacerdote e collaboratore a processo Sono accusati di abusi su minore

Rinviati a giudizio don Giglio Gilioli e Lucio Fossanova della comunità dei Discepoli dell’Annunciazione. Dovranno rispondere di violenze sessuali avvenute tra il 2008 e il 2012. Il processo si aprirà il 3 ottobre

Redazione WebNews by Redazione WebNews
14 Maggio 2022
in Toscana
Reading Time: 2 mins read
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Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba, ha rinviato a giudizio don Giglio Gilioli, 76 anni ed un suo collaboratore laico di 39 anni, Lucio Fossanova, con l’accusa di violenza sessuale asu minore, oggi trentenne. I fatti si sarebbero consumati fra il 2008 e il 2012. I due imputati sono i assistiti dagli avvocati Cristina Menichetti e Carlotta Taiti. Giunge ad una seconda svolta la faccenda dei presunti abusi sessuali emersi dai racconti di un ragazzo pratese e che si sarebbero consumati nella comunità religiosa de “I discepoli dell’Annunciazione”, fondata dallo stesso don Giglio e soppressa dal Vaticano per il perdurare di una serie di inadempienze. A disporre dello scioglimento dell’associazione è stata nel 2019 la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata.

Il gup ha fissato la data dell’inizio del processo, che prenderà il via il 3 ottobre prossimo con alla sbarra degli imputati il fondatore don Giglio Gilioli ed il suo collaboratore.

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Nel dicembre scorso il gip Francesca Scarlatti aveva archiviato dieci posizioni di altrettanti religiosi appartenenti ai Discepoli dell’Annunciazione. Il gip aveva accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura per dieci componenti della congregazione finita nella bufera dell’inchiesta del 2020 di presunte violenze su minori.

L’inchiesta era partita a seguito dei racconti di un ragazzo pratese che aveva denunciato di aver subito abusi mentre frequenteva la comunità fondata da don Giglio Gilioli. Sui fatti denunciati – emersi durante sedute psicanalitiche condotte con la tecnica Emdr – la Procura non è riuscita a trovare riscontri, neppure interrogando altri ragazzi che avevano frequentato la comunità religiosa in quello stesso periodo.

L’accusatore dei religiosi, che oggi ha 23 anni, è stato sottoposto a perizia psichiatrica su richiesta della stessa Procura, risultando inattendibile. Il gip aveva deciso per l’archiviazione del reato di violenze su minori. In quella occasione sono decadute le accuse anche per don Gilioli, accusato di violenze sessuali di gruppo, ma solo per questo primo filone dell’inchiesta.

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Il fondatore dei Discepoli dell’Annunciazione, comunità che aveva sedi non solo a Prato, ma anche a Lucca e ad Aulla, è rimasto indagato insieme a Fossanova nell’altro ramo dell’inchiesta, che si è sviluppato prendendo le mosse dai racconti del fratello maggiore del primo denunciante.

In quest’ultimo caso la Procura ha ritenuto attendibile la testimonianza facendo la richiesta di rinvio a giudizio per i due indagati, che devono rispondere dell’accusa di violenza sessuale aggravata su minore.

https://www.lanazione.it/prato/cronaca/sacerdote-e-collaboratore-a-processo-sono-accusati-di-abusi-su-minore-1.7665171/amp

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.