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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » assistenza » Impedire che altri sacerdoti violentino bambini, un impegno di civiltà. Nasce l’archivio di Left

Impedire che altri sacerdoti violentino bambini, un impegno di civiltà. Nasce l’archivio di Left

Documentiamo un sistema fondato sull’omertà: più di 300 sacerdoti coinvolti in 20 anni, casi insabbiati e i vescovi che non denunciano all’autorità giudiziaria. Le vittime che abbiamo individuato sono centinaia ma lo Stato da sempre fa finta di nulla. Chiediamo verità, giustizia e prevenzione. Subito una commissione parlamentare d’inchiesta come quella sul femminicidio

Federico Tulli by Federico Tulli
17 Febbraio 2022
in Cronaca e News
Reading Time: 4 mins read
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Chi è il pedofilo? Cos’è la pedofilia? Cosa contraddistingue quella di matrice ecclesiastica? Quali sono le conseguenze per una vittima? Quanti sono i preti pedofili in Italia? Quante sono le loro vittime? Cosa fare quando si viene a conoscenza di una violenza subita da un bambino? A chi rivolgersi e a chi non rivolgersi per denunciare?

Sin da quando è nato Left – oggi, 17 febbraio sono esattamente 16 anni – dare una risposta a queste domande è stato uno dei nostri impegni prioritari. E lo abbiamo fatto con inchieste giornalistiche, dando voce alle vittime inascoltate e ignorate dalle istituzioni, oltre che con articoli divulgativi avvalendoci della competenza di esperti in varie discipline – avvocati, psichiatri, psicoterapeuti, storici, magistrati, psicologi. Siamo infatti convinti che uno degli errori più grandi del giornalismo in Italia consista nel raccontare il fenomeno criminale della pedofilia di matrice clericale come fosse una “semplice” somma di vicende di cronaca isolate, che accadono per caso all’interno delle parrocchie.

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Una delle conseguenze è che, soprattutto dai grandi media e dalla tv, viene restituita all’opinione pubblica un’immagine falsata, parcellizzata di un crimine violentissimo che invece purtroppo è diffuso ovunque ed è malamente affrontato sia dalle istituzioni ecclesiastiche che da quelle laiche. Come se non ci fosse nulla da fare. Come se fosse inevitabile. La pedofilia è divenuta ormai un fenomeno endemico alla Chiesa cattolica. È stato accertato dalle inchieste realizzate negli ultimi 15 anni in Paesi come gli Stati Uniti, Olanda, Belgio, Irlanda, Germania, Francia, Australia. Ma è falso che non ci sia nulla da fare. Le stesse inchieste hanno dimostrato che solo affrontando la pedofilia clericale senza tare ideologiche, con l’obiettivo di mettere definitivamente la parola fine e avendo chiaramente presente cosa comporti per un bambino essere stuprato da un adulto di cui è stato indotto a fidarsi, solo così, dicevamo, si può iniziare a pensare di poter sradicare questo crimine da un ambiente culturale che per decenni, o meglio per secoli, ha sempre pensato a preservare l’istituzione religiosa da scandali che difficilmente avrebbe saputo giustificare, e mai si è preoccupato di tutelare i bambini dalla violenza. Una violenza omicida.

Chi legge Left sa che per noi questo è un punto cardine. Sulle nostre pagine più volte la violenza di un adulto su un bambino è stata definita da psichiatri e psicoterapeuti «un omicidio psichico». Tanto basterebbe, a nostro avviso, per mettere in allarme le autorità laiche preposte alla prevenzione e alla repressione di questi reati. Tanto dovrebbe bastare per non tollerare nemmeno una violenza in più e fare di tutto per impedirla. Invece nulla di tutto ciò. E questa intollerabile indifferenza è una delle concause che hanno reso endemica la pedofilia negli ambienti ecclesiastici.

Ormai l’Italia è rimasto l’unico Paese in cui la Chiesa e lo Stato non hanno mai voluto realizzare un’indagine su scala nazionale. Come leggerete nell’articolo di Marina Turi persino la “cattolicissima Spagna” si sta attivando per realizzare un’inchiesta indipendente. Una svolta storica resa possibile dall’eccellente lavoro d’inchiesta del quotidiano El Pais che nel 2018 ha preso le mosse dalla realizzazione di un database pubblicato sul proprio sito.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Da tempo noi di Left chiediamo che sia istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sulla pedofilia nella Chiesa italiana come quella importantissima, già attiva, sul femminicidio. Ma il nostro appello fino a oggi è rimasto incredibilmente senza riscontro. Vogliamo pertanto sopperire a questa grave mancanza di informazioni con un nostro archivio online, il primo in Italia realizzato da una testata giornalistica. Una mancanza che è anche una inaccettabile disattenzione da parte della politica e delle istituzioni nei confronti della sicurezza e della salute psicofisica dei bambini.

Realizzato in collaborazione con l’associazione di vittime Rete L’Abuso che da anni gestisce un proprio archivio, lavorando su fonti originali, su fonti d’agenzia e giornalistiche, il database indica, laddove è possibile renderlo noto, il nome del sacerdote condannato o sotto inchiesta, il tipo di reato contestato, il numero conosciuto delle vittime, l’anno in cui è stato compiuto il reato, la data in cui il caso è divenuto noto, la diocesi di appartenenza. Un numeratore terrà aggiornato il conteggio dei sacerdoti coinvolti e delle loro vittime, mentre una parte del sito sarà dedicata all’archiviazione delle fonti giornalistiche e dei documenti. L’archivio è online dal 18 febbraio mostrando i primi 60 casi censiti e accertati (chiesaepedofilia.left.it). Sarà aggiornato costantemente e vi anticipiamo sin da ora che sono almeno 300 le “situazioni” documentate negli ultimi 20 anni, con centinaia e centinaia di vittime; sarà inoltre implementato da inchieste originali, interviste, analisi e riflessioni di esperti per dare un’interpretazione dei risultati ottenuti, con linguaggio chiaro e divulgativo.

L’obiettivo è fornire all’opinione pubblica un quadro d’insieme della situazione italiana per fare pressione sulla politica e le istituzioni affinché pongano in essere tutte le misure necessarie per prevenire ulteriori violenze – la pedofilia è notoriamente un crimine seriale – e per garantire tutta la necessaria assistenza psicologica alle vittime. Ci pare il minimo sindacale in un Paese civile.

https://left.it/2022/02/17/impedire-che-altri-sacerdoti-violentino-bambini-un-impegno-di-civilta-nasce-il-database-di-left/

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Federico Tulli

Federico Tulli

Federico Tulli è giornalista professionista. Per anni firma di Left sin dalla sua fondazione nel 2006, prima come collaboratore fisso e poi come redattore, ha scritto articoli per numerose testate italiane e internazionali (tra cui MicroMega, Avvenimenti, Sette, Globalist, Cronache laiche, Adista, Critica liberale, Brecha, etc). Per L’Asino d’oro edizioni ha pubblicato i libri: “Chiesa e pedofilia” (2010), “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” (2014) e “Figli rubati. L’Italia, la Chiesa e i desaparecidos” (2015). Nel 2018, insieme a Emanuela Provera, ha pubblicato “Giustizia divina” (Chiarelettere). Nel 2020, per “I libri di Left”, ha pubblicato “Cosa ci ha insegnato la pandemia”, e nel 2023 “La Chiesa violenta” (Ed90). Ad aprile 2023 è uscito un suo saggio dal titolo “Informazione e Intelligenza artificiale: quale futuro per il giornalismo?” nel libro, a cura di Andrea Ventura, “Pensiero umano e intelligenza artificiale. Rischi, opportunità e trasformazioni sociali” (AA.VV., L’Asino d’oro ed.). Nel 2022 Tulli ha ideato e realizzato per Left “Spotlight Italia”, la prima indagine giornalistica permanente sui crimini nel clero italiano, e fa parte di #ItalyChurchToo, coordinamento italiano delle associazioni contro gli abusi nella Chiesa cattolica in Italia. Contatti: [email protected] [email protected]

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.