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UN ANNIVERSARIO DI PROMESSE DISATTESE

Redazione WebNews by Redazione WebNews
18 Dicembre 2021
in Storie - Lettere di vittime e lettori
Reading Time: 4 mins read
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Sono passati circa tre anni da quando il Santo Padre nel “discorso alla Curia Romana per gli auguri di Natale” (venerdì 21 dicembre 2018) trattò il tema degli abusi sui minori da parte di sacerdoti e religiosi/e con parole molto forti, delle quali riporto alcuni passaggi:

“sia chiaro che dinanzi a questi abomini la Chiesa non si risparmierà nel compiere tutto il necessario per consegnare alla giustizia chiunque abbia commesso tali delitti. La Chiesa non cercherà mai di insabbiare o sottovalutare nessun caso. … Invece io vorrei ringraziare vivamente quegli operatori dei media che sono stati onesti e oggettivi e che hanno cercato di smascherare questi lupi e di dare voce alle vittime. Anche se si trattasse di un solo caso di abuso – che rappresenta già di per sé una mostruosità – la Chiesa chiede di non tacere e di portarlo oggettivamente alla luce, perché lo scandalo più grande in questa materia è quello di coprire la verità.

… Anche le vittime, ben scelte dai loro predatori, spesso preferiscono il silenzio e addirittura, in balia della paura, diventano sottomesse alla vergogna e al terrore di essere abbandonate.”

Dispiace prendere atto che a tre anni di distanza tali parole, apparentemente profonde e impegnative, risultano non solo inefficaci ma pure non veritiere, come pure quelle pronunciate successivamente dal Papa, dai membri della Congregazione della Fede e dai Vescovi italiani su tali argomenti.

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Questo fa intuire come la comunicazione del Papa, e della Chiesa, soffra dei limiti di tante agenzie di comunicazione, ovvero studiare dei messaggi per tranquillizzare gli utenti, soprattutto i cattolici, di fronte alle notizie degli scandali, senza preoccuparsi di darne continuità e concretezza.

Infatti, in questi tre anni, la piaga degli abusi sui minori negli ambienti della Chiesa Cattolica ha continuato a crescere in tutto il mondo, come attestano le testimonianze e le denunce apparse nei mass media.

Quello che pone diversi dubbi in tanti cittadini è la superficialità con cui il Papa e il suo team della comunicazione danno per scontato che quanto loro trasmettono sia accolto senza contraddizione. In realtà molte persone ormai ascoltano tali proclami come parole rivestite di inganno, sapendo che provengono da un’Istituzione che si basa più sulla necessità di potere che sulla coerenza con i valori rappresentati. Sembra la favola del “Re nudo”: un pontefice convinto che con il suo team possa mostrarsi con le vesti di un’Istituzione esemplare quando in realtà appare la nudità di messaggi sterili e incoerenti.

E questo spiace perché va a scapito di tutti quei sacerdoti, religiosi e religiose che in ogni parte del mondo continuano a rendere concreto il messaggio del Vangelo traducendo in azioni i valori cristiani fondanti, quali la solidarietà, la carità, la misericordia, la speranza, la fiducia, la verità, la giustizia … E ringraziamo che ci sono questi uomini che con umiltà cercano di mettere in pratica il Vangelo.

Purtroppo quello che emerge di più agli occhi degli uomini del mondo non sono le testimonianze di questi sacerdoti, religiosi/e impegnati negli angoli più disparati dell’umanità bensì i proclami del Papa e i riverberi della sua comunicazione, in contrasto con i fatti che quasi quotidianamente vengono annunciati dai mass media di abusi sui minori in ambienti della Chiesa Cattolica. In Italia, inoltre, le misure di contrasto agli abusi sui minori all’interno della Chiesa sono state rese ancor più invalicabili con la creazione delle commissioni diocesane, che si stanno rivelando come la costruzione di una nuova forma di struttura ecclesiastica per potere gestire il controllo assoluto sui nuovi casi di pedofilia. Questo fatto e il continuare a garantire in Italia il segreto dei Vescovi, inerente alle informazioni che hanno di abusi sui minori (vd. art. 4 Concordato Stato/Chiesa), sono chiari segnali di una Chiesa Istituzione che non solo ha fatto promesse false ma ha reso ancor più blindato il suo modo di controllare il problema degli abusi sui minori.

Alla luce di queste affermazioni, prendendo spunto dalla preghiera scritta dalla Cei in occasione della giornata per le persone vittime di abusi nella Chiesa Cattolica, riscrivo tale preghiera pensando alle persone abusate che ho incontrato e di cui ho ascoltato il dolore profondo che hanno nell’anima.

LA PREGHIERA

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Ti consegniamo la nostra sofferenza

Padre, fonte della vita, con umiltà ti consegniamo gli abusi che ci hanno fatto i membri della Chiesa Istituzione, abusi che hanno creato sofferenza e a tanti di noi hanno rovinato l’esistenza.

Signore Gesù, Figlio venuto a rivelare la misericordia del Padre, ti affidiamo tutti coloro che hanno provocato abusi di potere, spirituali e di coscienza, fisici e sessuali, perché si rendano conto del male generato.

Ti affidiamo anche i responsabili della Chiesa istituzionale, Papa e Vescovi, illuminali affinché comprendano che tante loro promesse di impegno rimangono parole al vento per imbonire i fedeli se non sono accompagnate da reali azioni di indagine, favorendo l’accesso alle autorità competenti ai documenti sugli abusi che i Vescovi conservano segretati nelle Curie.

Spirito Santo, fuoco di amore, ti preghiamo per le nostre comunità ecclesiali, chiamate ad impegnarsi in un discernimento profondo sulle proprie omissioni e inadempienze: abbiano cristiani coraggiosi e responsabili per rompere quelle catene di potere tra Chiesa Istituzione e Stato italiano, affinchè non sia nascosta la ricerca della verità e offuscata la ricerca della giustizia. Che le commissioni diocesane italiane per il contrasto agli abusi siano formate non solo da persone allineate con i vertici ecclesiastici ma ci sia il coraggio di coinvolgere chi ha vissuto gli abusi e/o ha avuto il coraggio della denuncia.

Trinità Santa, fonte di comunione e di tenerezza, muovi le menti e i cuori del Papa, dei Vescovi e dei sacerdoti per spezzare le catene della violenza e della colpa create dalle connessioni di potere, squarcia i silenzi imposti ai giornalisti e a quanti stanno cercando la verità affinché siano ascoltate veramente le grida di dolore delle vittime di abusi e delle loro famiglie. Dona coraggio agli avvocati, ai giudici, alle autorità di indagine e alle persone impegnate nella giustizia sugli abusi perché possa esserci verità fino in fondo, perché davvero ci sia un cammino nella via della giustizia e della riparazione, affinché anche dal buio della terra, minacciata dal peccato, ma avvolta dalla luce della Pasqua, germoglino semi di guarigione e di rinascita. Perché la vita del Regno si manifesti in noi. Amen.

M. S.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.