• Datacenter
  • Cloud
  • ViaWEB
  • WebMAIL
  • WebPec
  • CODIS STAFF
  • Sviluppatori
  • ONU
  • UE
mercoledì 24 Giugno 2026
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti
Dona il tuo 5Xmille
No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media
accedi-registrati
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
        • Privacy policy
        • Cookie Policy
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media
No Result
View All Result
Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
No Result
View All Result

il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Assisi » Pietro Orlandi: “Finché non avrò un corpo per me sarà un dovere cercarla viva”

Pietro Orlandi: “Finché non avrò un corpo per me sarà un dovere cercarla viva”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
10 Gennaio 2021
in Città del Vaticano
Reading Time: 11 mins read
A A
Share on FacebookShare on TwitterLinKedinWhatsappTelegramEmail

PIETRO ORLANDI, ESCLUSIVA AFFARITALIANI: “La Verità vi renderà liberi”. Purtroppo queste semplici parole ancora non riescono a entrare in quelle mura (Vaticane)

Mirko Crocoli

IL 14 GENNAIO SIT-IN A ROMA PER IL COMPLEANNO DI EMANUELA ORLANDI

“Dietro la scomparsa di Emanuela c’è chi continua ad occultare la verità. Un sistema di ricatti che lega Stato, Chiesa e criminalità e quella sepoltura (De Pedis) ne è l’esempio più alto”.

“Istanze, lettere, suppliche…

Ma gli ambienti vaticani tacciono. Anche Papa Francesco non ci ascolta…” Parola d’ordine del Vaticano? “Rallentare le indagini”…e io “me le faccio da solo”. “Lo Stato italiano e la Procura non hanno avuto il coraggio. La verità fa ancora paura!!!”

“L’importante è danneggiare nel minor modo possibile la Santa Sede e se si tratta di pedofilia all’interno del Vaticano è stato mirato”.

Ad oggi?… “Ci sono diverse iniziative investigative basate su fonti che mi auguro possano essere più attendibili di quanto accaduto in passato”. Emanuela?… “Nessun maniaco o adescatore. C’è dell’altro e più complesso dietro la sua sparizione”. … “In una foto brindisi a base di Champagne tra De Pedis e il Cardinal Poletti a Piazza Navona”…quello stesso De Pedis che frequentava la scuola di musica e che “usciva spesso dallo studio di Oscar Luigi Scalfaro!!!”.

“L’ipotesi che lega mia sorella alla banda della Magliana e il Vaticano è l’ipotesi seguita in particolar modo nella seconda inchiesta dopo le dichiarazioni di Sabrina Minardi. Ipotesi legata ad una questione economica riguardante i soldi della mafia che tramite elementi della Magliana sono entrati nelle casse dello Ior e probabilmente in quelle del banco Ambrosiano di Calvi, soldi, sempre secondo le ipotesi, utilizzati da Giovanni Paolo II per la questione Polacca di Solidarnosc e da qui il ricatto al Vaticano da parte della mafia-magliana per riaverli indietro”.


E’ un fiume in piena Pietro Orlandi ai nostri microfoni, e come biasimarlo. 38 lunghi anni sono trascorsi dalla scomparsa di sua sorella Emanuela, giovane cittadina vaticana che il 22 giugno del 1983 non ha fatto più ritorno a casa. Ha lottato con tutte le sue forze Pietro in questi quattro decenni, ma a depistare le indagini e ad occultare la verità ci hanno pensato “agenti atmosferici” vicini e lontani agli ambienti ecclesiastici. Una storia che conosciamo a menadito e alla quale “Chi l’ha visto” e gran parte dei rotocalchi italiani hanno dato risalto. Uno degli episodi di cronaca nera ancora irrisolti nella storia repubblicana di questo Paese.

Ma ascoltiamo cosa ha da dirci Pietro a pochi giorni dal sit-in per il compleanno di Emanuela.

D. Pietro Orlandi buongiorno,

ci spiega esattamente come funziona il ritrovo di giovedì 14 gennaio?

R. Come tutte le altre volte, ormai sono anni che ci ritroviamo, grazie alla solidarietà di tante persone. Due volte l’anno, il 14 gennaio, giorno del compleanno di Emanuela e il 22 giugno, giorno della sua scomparsa. Un modo per tenere alta l’attenzione e non dimenticare. Porto sempre con me un microfono e un amplificatore, per salutare e ringraziare i presenti e per poter dire quello che penso. E’ un momento liberatorio per poter sfogare la propria rabbia, senza censure o tagli, mantenendo però un’educazione che secondo me è doverosa quando si ha la possibilità di parlare pubblicamente. L’appuntamento è per giovedì 14 gennaio 2021 dalle ore 17:00 alle ore 19:00 a Largo Giovanni XXIII a Roma.

D. Lei scrive sul post di Facebook … “continuare a pretendere quel diritto alla Verità, urlando nelle orecchie di chi si ostina a non voler ascoltare….” Cosa intende per diritto alla verità e a chi si riferisce quando dice “ostina a non voler ascoltare”? E’ un messaggio indirizzato a chi?

R. La verità non può e non deve mai essere negata, è un diritto di ognuno di noi conoscerla e un dovere cercarla e pretenderla. Le persone che non vogliono ascoltare sono coloro che sia all’interno che all’esterno del Vaticano hanno avuto responsabilità sulla scomparsa di Emanuela. Le persone che non vogliono ascoltare è riferito a quelle gerarchie vaticane che si voltano continuamente dall’altra parte, nonostante le istanze, le lettere, le suppliche, come se il rapimento di Emanuela non li riguardasse. Lo stesso Papa Francesco non vuole ascoltare le tante richieste fatte per incontrarlo dopo quelle sue parole rivolte a me e mia madre fuori dalla Chiesa di Sant’Anna in Vaticano; “Emanuela sta in cielo”, un modo delicato per dire che è morta, quando ancora non si ha la prova certa, facendoci supporre che lui possa sapere qualcosa in più rispetto alla famiglia. E allora perché voltarsi dall’altra parte di fronte alle nostre richieste di spiegazione e verità, dimenticando che lui è il Papa e Capo di Stato, di quello stesso Stato dove Emanuela e la sua famiglia sono cittadini ed Emanuela è l’unica (da cittadina) che sia mai stata rapita. Chi non vuole ascoltare è anche Benedetto XVI, al quale mi sono rivolto durante il suo pontificato e anche negli ultimi mesi, richieste sempre cadute nel vuoto .

Le persone che non vogliono ascoltare sono anche quelle di uno Stato italiano e di una Procura che non hanno mai avuto il coraggio di puntare il dito nei confronti di chi sospettavano. Istituzioni che continuano a girare la testa dall’altra parte nonostante io abbia denunciato, pubblicamente e nei vari media, con documenti ufficiali le manipolazioni da parte di alcuni apparati delle istituzioni italiane. Prove importanti che avrebbero potuto contribuire a fare passi decisivi verso la verità.

Le assicuro che in tanti non vogliono ascoltare perché la VERITA’, nonostante tanti anni passati, fa ancora paura.

D. 38 anni dalla scomparsa di Emanuela. A oggi Pietro ci sono degli sviluppi sulle indagini? O meglio, ulteriori (e ancora celate) novità che possono far luce su uno dei casi di cronaca nera più discussi della prima repubblica?

R. Le indagini ufficiali purtroppo sono state interrotte quando, nel 2015, il Dott Giuseppe Pignatone, Capo della Procura di Roma, decise di richiedere l’archiviazione dell’inchiesta, portando all’esonero definitivo del Dott. Capaldo, il magistrato che insieme alla Dott.ssa Maisto seguiva le indagini, perché si rifiutò di firmare la richiesta di archiviazione. Archiviazione peraltro in seguito confermata dal GIP Dott. Giorgianni. Quindi, da quella data, le indagini sono diventate, diciamo, private, nel senso che me le faccio da solo aiutato dal 2017 dall’avv . Laura Sgro’. Il suo contributo è stato ed è molto importante perché grazie al suo patrocinio per il Vaticano (quindi poter accedere al Tribunale ed altre sedi della Santa Sede) abbiamo potuto dare un cambio di marcia alle mie azioni presentando direttamente denunce e istanze anche lì e al segretario di stato card. Parolin, nel tentativo (ancora non riuscito) di far aprire un’inchiesta all’interno della cinta muraria vaticana. Le uniche risposte ottenute sono state il silenzio e l’indifferenza. Sempre pronti però a far finta di essere propositivi sceneggiando indagini inesistenti per dare l’impressione (solo apparente) di essere collaborativi. Situazioni al limite del paradosso, fino alla tentata “corruzione” di magistrati della procura italiana promettendo fascicoli con alcuni nomi di chi ha avuto responsabilità sul rapimento di Emanuela a patto che la procura imbastisse, o meglio ancora inventasse, una versione verosimile della vicenda utilizzando alcuni dei nomi contenuti nel fascicolo per arrivare ad una sorta di conclusione e chiusura della vicenda che danneggiasse nel minor modo possibile la Santa Sede.

Al momento ci sono diverse iniziative investigative basate su fonti che – mi auguro – possano essere più attendibili di quanto accaduto in passato. Purtroppo il mitomane di turno è sempre pronto dietro l’angolo, ma non posso scartare alcuna possibilità con il rischio di rinunciare a quella giusta.

D. Banda della Magliana, Vaticano, criminalità organizzata. C’è correlazione? E se sì in che modo? Si sarà fatto una sua idea personale in tutto questo tempo.

R. Tutti i giorni mi faccio  questa domanda. Le ipotesi fatte e le piste seguite sono state tante nel corso degli anni, alcune più valide di altre, ma sempre ipotesi rimangono. Nonostante sia passato tanto tempo non sono mai emerse prove che possano confermare una o l’altra ipotesi. L’unica cosa di cui sono certo è che Emanuela non si sia allontanata volontariamente o sia stata vittima di un maniaco, un adescatore seriale, ma che sia stata rapita per fini ancora a noi sconosciuti, questo è un mio convinto pensiero basato sui tanti particolari emersi nel corso delle indagini.

L’ipotesi che lega mia sorella alla banda della Magliana e il Vaticano è l’ipotesi seguita in particolar modo nella seconda inchiesta dopo le dichiarazioni di Sabrina Minardi. Ipotesi legata ad una questione economica riguardante i soldi della mafia che tramite elementi della Magliana sono entrati nelle casse dello Ior e probabilmente in quelle del banco Ambrosiano di Calvi, soldi, sempre secondo le ipotesi, utilizzati da Giovanni Paolo II per la questione Polacca di Solidarnosc e da qui il ricatto al Vaticano da parte della mafia-magliana per riaverli indietro. Io sinceramente non riesco a scartare alcuna ipotesi possibile perché in ognuna delle piste, compresa questa, ci sono indizi che hanno avuto riscontri, come per esempio l’effettivo legame che alcuni elementi della Magliana e dei Testaccini avevano con il Vaticano e lo IOR. Piccole verità in ogni ipotesi e la difficoltà è proprio questa, riuscire ad escludere le varie piste per seguirne una, ma per fare questo servono prove, conferme certe. Invece, di ogni ipotesi, non ci sono prove concrete né della loro attendibilità né della loro falsità .

D. Enrico “Renatino” De Pedis sepolto a Sant’Apollinare. Emanuela rapita o sparita in zona Sant’Apollinare. C’è qualche nesso?

R. E’ quello che la Procura pensò nel 2005 dopo una telefonata anonima alla trasmissione “Chi l’ha visto”, che indicava un legame tra il rapimento di Emanuela e quella sepoltura, messaggio interpretato come se si volesse intendere che all’interno della bara di De Pedis ci fossero i resti di Emanuela. A mio avviso quel messaggio che diceva: “se volete sapere cosa c’e dietro la scomparsa di Emanuela andate a vedere chi è sepolto a sant’Apollinare” voleva far capire che dietro la scomparsa c’era la Santa Romana Chiesa e la criminalità. In parte questo rappresenta un po’ anche il mio pensiero. Dietro la scomparsa di Emanuela c’è chi continua ad occultare la verità. Un sistema di ricatti che lega Stato, Chiesa e criminalità e quella sepoltura ne è l’esempio più alto. La Basilica di Sant’Apollinare è inglobata nel palazzo che comprende la scuola di musica dove studiava Emanuela. Al piano della scuola di musica c’era anche l’ufficio di Oscar Luigi Scalfaro, molto amico sia della direttrice della scuola Suor Dolores che del Card. Poletti, il quale autorizzò la sepoltura di De Pedis nella Basilica. Entrambi, Scalfaro e Poletti, erano molto vicini al rettore della Basilica Don Vergari (indagato per concorso in sequestro dalla procura di Roma) che – a sua volta – sappiamo fosse molto amico di De Pedis. I tre – Poletti, Scalfaro e Vergari – spesso si ritrovavano, durante le varie cerimonie organizzate dalla scuola di musica, all’interno della Basilica di Sant’Apollinare. Il Card Poletti conosceva molto bene De Pedis, ne ho avuto conferma io stesso qualche mese fa. Ho avuto la possibilità di vedere una foto scattata in un appartamento a Piazza Navona che ritraeva De Pedis che versava dello Champagne al Card. Poletti in una sorta di brindisi. Insieme a loro anche un ufficiale, (del quale non ricordo purtroppo il nome e se appartenesse all’esercito o altra arma). La mia attenzione, in quei pochi secondi, fu concentrata sugli altri due. Di recente ho avuto anche alcune testimonianze molto attendibili riguardo al fatto che De Pedis prima della scomparsa di Emanuela, quando ancora non era latitante, era stato visto all’interno della scuola di musica perché amico di Suor Dolores, che lo considerava un benefattore della scuola, e più di una volta uscire dallo studio di O.L. Scalfaro.

D. Pietro, che prove ha di quello che sta dicendo? Scalfaro e De Pedis che si vedono nello studio dell’ex Presidente della Repubblica?

R. Una fonte che reputo molto attendibile. Una persona che frequentava la scuola di musica e si è presentata anche negli uffici della Digos insieme ad un amico per verbalizzare tutto. Sto cercando la documentazione in Procura. Sono sicuro che salterà fuori a breve.

D. Orlandi, mi scusi. Ha mai pensato all’ipotesi pedofilia all’interno delle “Sacre” stanze? E per mettere tutto a tacere la piccola Emanuela doveva essere eliminata.

R. E’ una delle tante possibili ipotesi che emergono dai numerosi indizi che ruotano attorno a questa vicenda. Io sono sempre convinto che il rapimento di mia sorella sia stato organizzato da tempo e non casuale, al di là del movente e delle modalità che hanno portato alla sua scomparsa. Se si tratta di pedofilia all’interno del Vaticano è stato mirato. Magari portare la ragazzina “sbagliata” a qualcuno, documentare e incastrare per creare quell’oggetto del ricatto che fa molta paura.

D. La brava Federica Sciarelli di “Chi l’ha visto” vi ha aiutato molto in tutti questi anni. Le meticolose indagini del suo staff hanno portato a informazioni rilevanti per la risoluzione della vicenda?

R. Federica Sciarelli ci ha aiutato tantissimo soprattutto nel periodo delle prime petizioni, mi invitava praticamente tutte le settimane dandomi quello spazio importante per fare degli appelli. Lei, e la sua redazione, sono stati importantissimi nel tenere alta l’attenzione su questa vicenda. La prima volta che andai in trasmissione aveva un’altro nome, si chiamava “Telefono Giallo” ed era condotto da Augias, era il 1987. Da quel momento si è stabilito un forte legame tra noi e loro, da Augias fino a Fiore de Rienzo e Federica Sciarelli. Ovviamente l’informazione più importante fu quella telefonata che ricevettero nel 2005 che – di fatto – aprì una nuova ipotesi, il possibile coinvolgimento della criminalità e di De Pedis in particolare.

D. Dentro di se coltiva la speranza che sia ancora viva Emanuela?

R. Io continuerò a pensarlo e sperarlo anche perché non c’è al momento una prova certa né della morte né della vita. Una cosa che ho sempre sostenuto è che finché non avrò un corpo per me sarà un dovere cercarla viva.

D. Tre i Santi Padri che si sono succeduti in questa vicenda. Con quale di essi ha instaurato un rapporto migliore? E poi, la ritiene colpevole la Santa Romana Chiesa?

R. Certamente un rapporto migliore basato sulla fiducia fu con Giovanni Paolo II nei primi sei mesi dalla scomparsa, lo ritenevamo un punto di riferimento, ci eravamo affidati a lui, ai suoi appelli e alle parole che ci disse quando venne a trovarci a casa nel Natale del 1983, “sto facendo quanto è umanamente possibile per una soluzione positiva della vicenda e che Emanuela possa tornare a casa”. Poi il silenzio e lui da quel momento permise al silenzio e all’omertà di calare su questa vicenda. Le cose da quel giorno non sono cambiate, anzi peggiorate, il nome di Emanuela è diventato tabù. Oltre alla mancanza di collaborazione, denunciata anche da alcuni magistrati, c’è sempre stata una volontà ad evitare di trattare l’argomento, come se non riguardasse loro, la Chiesa, il Vaticano, eppure (lo ripeto), parliamo di una loro concittadina. Chi indagava all’epoca mi disse che c’era pressione da parte del Vaticano affinché si rallentassero le indagini. L’obiettivo è sempre stato quello di dimenticare e far dimenticare. E questo vuol dire solo una cosa, che la Verità di cui sono a conoscenza è cosi pesante che rischia di  minare un’istituzione che dura da 2000 anni.

D. Vuole indirizzare tramite questo giornale un messaggio a chi ipoteticamente sa ma non vuole parlare? Quale il suo appello?

R. Penso spesso alle persone che sanno ma non parlano, diventando di fatto complici dei veri responsabili. Come fate a vivere con questo fardello sulle spalle? Per difendere e coprire chi? Mi rivolgo soprattutto a chi in Vaticano sa tutto, alla loro presunta cristianità, “presunta” appunto, perché le parole verità e giustizia sono alla base della cristianità, sono le parole della persona che loro dicono di rappresentare, Gesù’ Cristo. “La Verità vi renderà liberi”. Purtroppo queste semplici parole ancora non riescono ad entrare in quelle mura, nonostante siano le parole che si sentono nominare dai vari Papi. Parole che purtroppo rimangono vuote, prive del loro significato. L’ultima, se mi permette, è la parola ipocrisia sulla verità, l’ha pronunciata Papa Francesco in un Lettera enciclica ad Assisi il 3 ottobre 2020. Ad un certo punto scrive:” …… Verità è raccontare alle famiglie distrutte dal dolore quello che è successo ai loro parenti scomparsi…..”

Grazie Pietro, il 14 ci saremo. Buona fortuna per tutto.

https://www.affaritaliani.it/cronache/pietro-orlandi-finche-non-avro-un-corpo-per-me-sara-un-dovere-cercarla-viva-715500.html?fbclid=IwAR0tQHEUoedlkVwPfo5vtABD4vez-IRFG9OmO9VM46_AGfnrLUVxLqeHYc8

Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime Dona il tuo 5Xmille e sostieni le vittime
Previous Post

Abusi sessuali, sacerdoti chiedono le dimissioni dell’arcivescovo di Colonia

Next Post

L’arcivescovo di Belém accusato di abusi: come le nuove regole vaticane possono influenzare le indagini

Redazione WebNews

Redazione WebNews

Redazione servizio web

ArticoliCorrelati

Immagine 2026 06 22 213534
World

Il silenzio di Papa Prevost

by Redazione WebNews
22 Giugno 2026

La Spagna è un Paese in cui si contano 1.621 persone accusate di abusi sessuali e oltre 3.000 vittime documentate....

Immagine 2026 06 21 175314
Cronaca e News

Il Papa a Pavia, otto giorni dopo le critiche sul caso abusi in Spagna

by Redazione WebNews
21 Giugno 2026

20 giugno 2026 – Papa Leone XIV è atterrato a Pavia nel pomeriggio e ha iniziato la sua visita al...

catechismo

Il catechista era un orco 9 anni per abusi su minori

21 Giugno 2026
Immagine 2026 06 21 125259

L’Italia disconosce fino a un chiarimento i rappresentanti di ECA Global

21 Giugno 2026
my light at the end of the tunnel wallpaper jxhy

Sportelli diocesani, dopo 4 anni l’esito è devastante; vittime traumatizzate, senza cure e preti impuniti

20 Giugno 2026
cecchin

Getta fango sul Seminario: le accuse di abusi sessuali erano false. Riabilitati due sacerdoti

20 Giugno 2026
tribunale enna 1

Abusi su minori, catechista condannato a 9 anni di carcere

18 Giugno 2026
Immagine 2026 06 15 112800

Leone XIV in Spagna, cronaca di un disastro

15 Giugno 2026
1781255243 AP20096420896888

L’enorme inchiesta del País sugli abusi sessuali della Chiesa in Spagna

13 Giugno 2026
1719825047 prete abusi fano

Sacerdote accusato di abusi su minore: No al rito abbreviato, il processo prosegue verso il dibattimento

12 Giugno 2026
Load More
Next Post
5c6eaab027183

L'arcivescovo di Belém accusato di abusi: come le nuove regole vaticane possono influenzare le indagini

rs 600x600 150729120906 600.spotlight movie

Il caso Spotlight, la vera storia (e i numeri) degli abusi sessuali dei preti

Cattura 1

L'Irlanda svela l'orrore degli istituti religiosi per madri sole: vi morirono 9mila bambini

Ti sei già tesserato?

Tesseramento

tesseramento antique
by Rete L'ABUSO HRC
4 Gennaio 2026
ShareTweetShareSendShareSend

Highlights

Il catechista era un orco 9 anni per abusi su minori

21 Giugno 2026

L’Italia disconosce fino a un chiarimento i rappresentanti di ECA Global

21 Giugno 2026

Rugolo, la Cassazione spiega perché la condanna è definitiva: ‘Racconto coerente, prove solide’

20 Giugno 2026

Sportelli diocesani, dopo 4 anni l’esito è devastante; vittime traumatizzate, senza cure e preti impuniti

20 Giugno 2026

Getta fango sul Seminario: le accuse di abusi sessuali erano false. Riabilitati due sacerdoti

20 Giugno 2026

Abusi su minori, catechista condannato a 9 anni di carcere

18 Giugno 2026

5Xmille

5Xmille e sostieni le vittime

5Xmille rete labuso page antique
by Rete L'ABUSO HRC
5 Marzo 2020
ShareTweetShareSendShareSend

I più letti 24h

  • Immagine 2026 06 22 213534

    Il silenzio di Papa Prevost

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Sportelli diocesani, dopo 4 anni l’esito è devastante; vittime traumatizzate, senza cure e preti impuniti

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Lotta contro gli abusi sessuali sui minori: l’UE concorda su norme penali più severe e un maggiore sostegno alle vittime.

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Il lato oscuro degli amish

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Getta fango sul Seminario: le accuse di abusi sessuali erano false. Riabilitati due sacerdoti

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Rugolo, la Cassazione spiega perché la condanna è definitiva: ‘Racconto coerente, prove solide’

    0 shares
    Share 0 Tweet 0
  • Lettere alla redazione: ‘Ecco cosa è successo a un incontro organizzato dal Rinnovamento carismatico’

    0 shares
    Share 0 Tweet 0

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Rete L'ABUSO

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Navigate Site

  • Contatti, uffici e servizi dislocati
  • DONA – sostieni il nostro costante impegno
  • 5Xmille e sostieni le vittime
  • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
  • Sala CONFERENZE
  • Sportelli legali regionali
  • Sportelli terapeutici regionali
  • Tesseramento
  • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
  • Informazione sui contenuti – Liberatoria

Follow Us

No Result
View All Result
  • L’Associazione
    • CHI SIAMO – Da dove nasce la rete e perchè
    • Contatti, uffici e servizi dislocati
      • Disclamer – Donazioni liberali e tesseramento Soci
      • Informazione sui contenuti – Liberatoria
      • INFORMATIVA RIGUARDO AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI (ART. 13 REG. UE 2016/679)
    • Gli autori del blog
    • Sportelli legali regionali
      • Gratuito patrocinio per le vittime di violenza sessuale
      • Cosa NON deve fare una vittima
      • Violazione dei diritti nei processi canonici
    • Sportelli terapeutici regionali
      • I vissuti emotivi della vittima
      • Trauma dell’abuso sessuale infantile
    • Tesseramento
    • Panchina viola contro l’abuso sessuale di minori e persone vulnerabili
    • #AllSurvivorsDay – Giornata dei sopravvissuti
    • Fai la spesa da MD e sostieni Rete L’ABUSO
    • DONA – sostieni il nostro costante impegno
    • 5Xmille e sostieni le vittime
  • “Il Punto”
    • #CeiToo-L’INCHIESTA ITALIANA
    • Tutti gli articoli de “Il punto”
    • Tesi
    • Sala CONFERENZE
  • Coord. Famiglie
    • Comunicati
  • Osservatorio
    • Mappa dei casi nelle Diocesi italiane insicure
    • Province e regioni
    • Dato sulla Giustizia italiana
    • Database degli abusi sessuali nel clero italiano
      • Annuario dei casi
      • I dati generali di casi e sopravvissuti
      • Svizzera italiana
    • Le omissioni nelle Diocesi CEI
      • Gli “Omertosi”
      • Comunità di recupero per sacerdoti
      • La DDF e i casi denunciati
    • Live SEARCH
    • Senza fare nomi – Sondaggio anonimo
  • Notizie
    • Cronaca Locale, regioni e province
    • Scout
    • Città del Vaticano
    • Federico Tulli, l’approfondimento
    • L’archivio storico del portale
    • TG Tematico
  • Media

- Rete L'ABUSO - Sezione tematica indipendente della Casa della legalità e della cultura ODV © Tutti i diritti riservati

Accedi o Registrati al Portale

Effettua il tuo accesso

login Accedi o registrti

Accedi o Registrati al Portale

Puoi farlo con un CLICK utilizzando i tuoi account social

Accedi con Facebook  Accedi con GOOGLE

In alternativa puoi registrarti compilando il modulo che trovi QUI

Accedi registrati

Abiamo bisogno del tuo sostegno per poter continuare!

Effettuando un acquisto di almeno 30 euro noi doneremo 1 euro alla tua non profit preferita. Devi solo scaricare l’App MD e scansionare il QR code presente sullo scontrino.

Login / Registrati

Password dimenticata?
Registrati

Informazione sui contenuti

La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.