Le Marche regalano un fiume di soldi alla chiesa, 800.000€ solo di fondi diretti alle parrocchie

Sembra un vero e proprio Marche- ttone a parrocchie e scuole paritarie, almeno stando a quanto risulta dalla PIATTAFORMA 210 della Regione Marche che lancia un bando al quanto curioso.

La nostra indignazione non è rivolta solamente al fiume di denaro, ma alla preoccupazione che quel fiume di denaro destinato soprattutto alle parrocchie, ma non solo, possa portare l’istituzione ecclesiastica, che ad oggi non ha ancora attuato in Italia alcun provvedimento concreto in tutela dei minori, a produrre nuovi casi di abusi sessuali a danno di minori.

Il nostro purtroppo non è un pregiudizio, ma la preoccupazione reale dovuta al fatto che mentre in tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, di fronte allo scandalo pandemico che ha investito il pianeta, i Governi abbiano preso provvedimenti in tutela della popolazione, avviato commissioni di inchiesta che hanno portato alla luce nomi e cognomi dei sacerdoti pedofili, potendo così monitorare i loro spostamenti e al tempo stesso dando la possibilità ai cittadini di poter controllare a chi affidano i propri figli, il nostro paese vive ancora nella più totale incognita.

In Italia, malgrado le richieste che da anni la Rete L’ABUSO inascoltata avanza al Governo, malgrado il pesante sollecito fatto anche dal Comitato ONU per la tutela dell’infanzia che intima all’Italia una commissione di inchiesta e alla Magistratura di fare indagini più accurate proprio alla luce dei più di 300 casi di preti tra indagati o condannati per pedofilia solo nel nostro paese, il fatto che questo enorme finanziamento che ha la finalità di convogliare migliaia di minor presso strutture cattoliche senza controllo, ha sollevato la nostra grande preoccupazione.

Strutture senza controllo perché di fatto lo Stato e la stessa magistratura, come documenta ampliamente il report prodotto dalla Rete L’ABUSO per il comitato ONU che dopo l’esamina, nel suo report conclusivo di risposta lo conferma in toto (al punto 21), ma anche come documenta l’inchiesta giornalistica di Emanuela Provera e Federico Tulli, raccolta nel libro edito da Chiarelettere “Giustizia Divina”, purtroppo tutt’ora, a differenza degli altri paesi, lo Stato italiano lascia la gestione dei preti pedofili alla discrezione del clero.

L’italia infatti, a differenza degli altri paesi più industrializzati, è quella che come denuncia anche l’esperto di statistiche irlandese Mark Vincent Healy, sulla base della popolazione, non solo ha il potenziale più alto di preti pedofili, ma anche quello di vittime e di casi in cui – come confermano le Nazioni Unite – queste non ricevano giustizia e assistenza alcuna dallo Stato italiano, ancor meno dalla chiesa.

Ma passiamo alle cifre esorbitanti destinate alla sola Regione marche, che conta appena un milione e mezzo di abitanti, elargendo solo di fondi diretti unicamente alle parrocchie € 800.000,00.

Poi ci sono tutti gli altri richiedibili anche, ma non solo dal clero che tuttavia detiene nel nostro paese il primato delle scuole private paritarie e del volontariato.

Servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni) non convenzionati € 723.000,00

Servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni) convenzionati 434.000,00

Scuole dell’infanzia paritarie (3-6 anni) 1.774.448,00

Scuole primarie parificate € 75.000,00

Scuole paritarie di I e II grado € 225.000,00

Francesco Zanardi