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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Scandaloso che il rapporto su McCarrick, promesso sei mesi fa, non è ancora reso pubblico dalla Santa Sede

Scandaloso che il rapporto su McCarrick, promesso sei mesi fa, non è ancora reso pubblico dalla Santa Sede

Redazione WebNews by Redazione WebNews
15 Maggio 2020
in Città del Vaticano
Reading Time: 3 mins read
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di Vik van Brantegem

Con un tweet di ieri, 12 maggio l’avvocato rotale JD Flynn, caporedattore della Catholic News Agency, ha sottolineato quanto sia scandaloso, che il rapporto della Santa Sede sull’ex Cardinale Theodore McCarrick ancora non sia stato rilasciato: “It has been six months since Cardinal O’Malley said ‘The intention is to publish the Holy See’s response soon…’. A lot has happened in those six months. But as Rome gets back to work, there are not yet indications of when the McCarrick report will be released” (Sono passati sei mesi da quando il cardinale O’Malley ha detto ‘L’intenzione è di pubblicare presto la risposta della Santa Sede…’. Sono successe molte cose in quei sei mesi. Ma mentre Roma torna al lavoro, non ci sono ancora indicazioni su quando il rapporto McCarrick verrà rilasciato).

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Theodore McCarrick, ex Arcivescovo metropolita di Washington ed ex Cardinale, dopo averlo espulso dal Collegio cardinalizio, il 16 febbraio 2019 fu dimesso dallo stato clericale da Papa Francesco, perché colpevole di abusi sessuali su minori e giovani seminaristi.

Era l’11 novembre 2019, quando l’Arcivescovo Metropolita di Boston, il Cardinale Sean P. O’Malley, appena tornato dalla visita ad limina con Papa Francesco, riferì all’Assemblea autunnale dei vescovi americani, che la Santa Sede era intenzionato di pubblicare il rapporto completo su McCarrick entro Natale o, al massimo, all’inizio del nuovo anno. Siamo a metà maggio e non se vede neanche l’ombra del rapporto, che dovrebbe contenere i risultati delle indagini sull’ex cardinale accusato di aver abusato nella sua lunga carriera sia di minori sia di giovani seminaristi. “Abbiamo spiegato al Segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin, che i sacerdoti e il popolo del nostro Paese sono ansiosi di ricevere i chiarimenti della Santa Sede su questa tragica situazione”, precisò sei mesi fa il Cardinale O’Malley, chiarendo che per tutti era davvero sconcertante pensare che McCarrick sia potuto diventare arcivescovo e cardinale, senza che chi sapeva sia intervenuto a riguardo. “La lunga attesa ha provocato una grande frustrazione nei vescovi e nel nostro popolo e a questo silenzio apparente si è data un’interpretazione molto dura e persino cinica”, ha continuato O’Malley. Parolin aveva precisato a O’Malley che era stato sua intenzione pubblicare i risultati prima dell’incontro autunnale dei vescovi americani, ma poiché il processo investigativo coinvolgeva diverse diocesi americane e diversi dicasteri della Santa Sede, responsabili anche dell’ascesa di McCarrick, si era preferito aspettare. Al Cardinale O’Malley era stato mostrato un volume corposo con tutte le carte dell’inchiesta, che sarebbe stato tradotto in italiano e trasmesse al Papa. “Il desiderio e l’impegno della Santa Sede è quello della completezza e della trasparenza, in modo da rispondere alle domande delle persone e non semplicemente creare altre domande”, aveva sottolineato il Cardinale O’Malley, rispondendo a una sollecitazione del Vescovo di Lansing (Michigan), Mons. Earl A. Boyea, che in apertura di seduta aveva chiesto un aggiornamento sul rapporto della Santa Sede, assieme ad altri vescovi che chiedevano di inserire il tema in agenda. In realtà, la questione degli abusi non era nel programma dell’Assemblea. Il Presidente della Conferenza Episcopale Cardinale DiNardo ne ha fatto cenno nel suo discorso conclusivo, dicendo che le misure sugli abusi sessuali del clero, adottate dai vescovi nel giugno precedente, erano “solo un inizio. Bisogna fare di più” e lavorare molto per la trasparenza.

Il 13 febbraio 2019, la Sessione Ordinaria (Feria IV) della Congregazione per la Dottrina della Fede, dopo aver esaminato gli argomenti presentati nel ricorso di McCarrick, aveva deciso di confermare il decreto del Congresso. Quindi, Papa Francesco ha riconosciuto la natura definitiva, a norma di legge, di questa condanna, che è stata notificata a Theodore McCarrick in data 15 febbraio 2019 res iudicata, cioè non soggetta ad ulteriore ricorso.

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Anche se McCarrick fu condannato in forma definitiva, le domande sul caso restano ancora senza una risposta credibile ed è palese che c’è ancora molto da lavorare sulla trasparenza, anzi, per iniziare a dare almeno una parvenza di trasparenza. O si spera, che la questione finirà nel dimenticatoio? Oppure che McCarrick sarebbe morto?

Scandaloso che il rapporto su McCarrick, promesso sei mesi fa, non è ancora reso pubblico dalla Santa Sede

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.