Neppure la pandemia ferma il cattivo gusto della chiesa per la giornata dei bambini vittime di abusi

Quest’anno la XXIV GBV si celebra dal 25 aprile al 3 maggio, e sarebbe dovuta finire con il tradizionale incontro con il Santo Padre in piazza san Pietro, ma, a causa della pandemia, la partecipazione alla recita del Regina Cœli potrà essere soltanto virtuale, attraverso i social network.”

Questo quanto riporta International Family News, ricordando l’iniziativa ideata nel 1995, in tempi meno conclamati, prima che tutto iniziasse, almeno pubblicamente.

Iniziativa che dall’anno 2000, dopo quanto tristemente emerso dall’indagine giornalistica del team Spotlight, ha cominciato ad essere un insulto per tutti coloro che dell’ancor oggi impunita e criminale chiesa cattolica, sono vittime in tutto il mondo, vittime alle quali la chiesa cattolica non ha mai reso – e non intende farlo – alcuna giustizia.

Uomini che ancora oggi, malgrado le loro continue testimonianze, dalla chiesa non hanno ottenuto neppure un risarcimento umano e, che tutti gli anni, sono costrette nel dolore e nella difficoltà che gli abusi dei preti gli hanno arrecato nella vita di tutti i giorni, a subire una tale irriverente baracconata di cattivo gusto, paradossalmente promossa dalla stessa chiesa, che puntualmente le stupra con la sua rinnovata ipocrisia e che come si legge nello striscione, sembra quasi voler accusare gli altri “della indifferenza contro la pedofilia”.

Vittime che per la chiesa valgono solo quando c’è da fare propaganda, ma che nei fatti concreti, non gli si riconosce neppure il valore della vita umana.

Francesco Zanardi

Portavoce delle vittime italiane dei preti pedofili

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