Vaticano orientato a sciogliere il movimento cristiano fondato da un presunto pedofilo

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Per la prima volta una gran parte della chiesa peruviana – d’accordo con il Vaticano – hanno iniziato a parlare apertamente dello scioglimento del Sodalizio di Vita Cristiana, un movimento religioso peruviano ultraconservatore il cui fondatore – Luis Figari – è stato accusato di abusi sessuali su minori, di avere costruito un sistema di controllo interno sulle persone. «Quando una organizzazione religiosa arriva a delinquere, fino al punto di commettere abusi sessuali e abusi finanziari, forse è il momento di scioglierla»  ha riferito il cardinale peruviano Pedro Barreto, secondo quanto riportato dai media locali. Il cardinale ha anche fatto sapere che la Santa Sede ha preso in carico l’ipotesi di scioglimento di questa realtà ecclesiale molto importante e diffusa in Perù, dove gestisce scuole e altre istituzioni legate alla gioventù.

Il caso di Luis Figari, il fondatore, 72 anni e con ottime conoscenze in Vaticano, scoppia ufficialmente solo nel 2015, quando venne pubblicato un libro inchiesta sulla realtà nascosta di questo ordine. Si scoprì che per lungo tempo gli abusi erano stati insabbiati all’interno del Sodalizio, così come maltrattamenti psicologici e fisici. Da lì partì una indagine approfondita anche da parte del Vaticano che ha portato alla luce l’ossessione di Figari per il sesso, la sua personalità narcisista e la propensione a far subire umiliazione ai suoi sottoposti.

Nel frattempo veniva aperto un processo civile in Perù che si è concluso con un nulla di fatto perché il reato è andato in prescrizione. In Vaticano, invece, Figari ha sempre presentato appelli dichiarandosi innocente, anche se il dossier che lo riguarda è piuttosto corposo e alla fine il decreto emesso dalla Congregazione per i  Religiosi lo ritiene responsabile di un episodio di violenza su un ragazzino di 16 anni. Episodi e testimonianze che sono state confermate anche dalla relazione ispettiva fatta a suo tempo del cardinale americano Joseph Tobin, il commissario al quale Francesco aveva affidato il compito di setacciare ogni piega del Sodalicio di Vida Cristiana, ascoltando vittime, raccogliendo prove, analizzando bilanci e documenti amministrativi.

Due anni fa il cardinale Braz de Aviz, prefetto della congregazione dei Religiosi – aveva ordinato che Figari risiedesse in un luogo appartato, a Roma, senza avere contatti con i minori, né con i membri della Sodalicio de Vida Cristiana. Veniva anche esplicitamente ordinato a Figari di non fare ritorno a Lima. Recentemente Figari è stato spostato (con costi a carico della Congregazione di Vita Cristiana) in una casa di riposo in un paese del Sud Italia tenuto rigorosamente segreto.

La congregazione da lui fondata ha iniziato un percorso molto serio di purificazione al suo interno. Ora si attende la decisione del Papa, se scioglierla o meno. Probabilmente la decisione verrà presa tra qualche anno, per vedere se effettivamente i cambiamenti radicali intrapresi stanno funzionando.

Figari è stato consultore del pontificio consiglio dei laici, nominato da Papa Wojtyla, su suggerimento del cardinale americano Stafford, suo amico. Nel 2006 ha pure preso la parola  – durante un incontro con i movimenti cattolici in piazza san Pietro – davanti a Benedetto XVI. Si dice che a Lima fosse sulla stessa lunghezza d’onda, almeno politicamente parlando, con il cardinale super conservatore Cipriani, dell’Opus Dei e, in Vaticano, con il cardinale James Stafford. Insomma, un caso imbarazzante per tutti, in primis per il Papa che prima o poi dovrà decidere cosa fare e come eventualmente punire Figari.

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