Abusi sessuali su due fratelli: finisce nei guai sacerdote di Aulla

Coinvolto padre Gilioli approdato nel 2005 in Lunigiana  Accuse all’ex fondazione dei Discepoli dell’Annunciazione

Aulla – Stupore ad Aulla per l’indagine su presunti abusi di minorenni e stupri di gruppo che vede coinvolto anche padre Giglio Gilioli, un sacerdote di 73 anni che da tempo si trova in paese.

Padre Giglio aveva celebrato la messa ad Aulla domenica scorsa e nessuno poteva immaginare che il sacerdote dalla parlata fluente e il tono di voce deciso, fosse coinvolto in un’indagine insieme con altri preti sospettati di aver perpetrato abusi sessuali su minori.

L’inchiesta sugli stupri di gruppo ai danni di ragazzini è stata affidata dalla Procura alla Squadra mobile della questura, è nel frattempo stata supportata dalle dichiarazioni effettuate di fronte agli investigatori dalle due presunte vittime. Nei giorni scorsi, su disposizione dei pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, Laura Canovai e Valentina Cosci, sono scattate perquisizioni personali sia a carico dei nove indagati sia relative alle varie sedi dell’ex comunità religiosa compresa quella di Aulla. Questo perché, secondo la Procura, c’è un fondato motivo per ritenere che gli indagati possano conservare in quei locali documenti cartacei e informatici, comprese registrazioni audio e video, relativi agli episodi incriminati.

Documenti, pensano gli investigatori, dai quali potrebbe anche emergere l’esistenza di altre vittime, oltre ai due ragazzi che accusano i religiosi. Da qui la necessità di scoprire nuovi indizi che portino all’individuazione di altre possibili giovani vittime.

L’arrivo ad Aulla di padre Giglio e dei suoi collaboratori non è certo passato inosservato. I sacerdoti si sono subito attivati anche nei confronti della comunità locale e celebrando la Santa Messa anche nelle chiese più distanti dal centro. Ma è sempre stato padre Giglio il catalizzatore del gruppo di nuovi sacerdoti giunti in paese che era riuscito ad avvicinare molte persone e a conquistare la loro fiducia. Per questo ad Aulla in molti sono scettici sull’inchiesta partita da Prato e sentita ora come un vero e proprio terremoto e i più preferiscono attendere prima di commentare.

Don Giglio Gilioli era arrivato da Verona in Toscana nel 2005. A Prato fondò la comunità religiosa I discepoli dell’Annunciazione che ricevette la prima visita canonica nel 2013. Ne seguì un’altra nel 2018 voluta dalla Santa Sede. Poi pochi giorni prima del Natale dello scorso anno il Vaticano decise di sopprimere la Comunità religiosa. All’origine della drastica decisione assunta dal Vaticano vi sarebbero stati una serie di problemi fra i quali “forti perplessità sullo stile di governo del fondatore e sulla sua idoneità nel ricoprire tale ruolo” come evidenziato dal decreto del Vaticano. —

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