Prato, nove religiosi indagati per abusi su minori

Al centro delle indagini una comunità soppressa dal Vaticano a dicembre. I fatti denunciati anche dal vescovo.

PRATO. Nove religiosi sospettati di abusi sessuali di gruppo. È l’ipotesi per la quale la procura di Prato ha aperto un’inchiesta che coinvolge nove religiosi dell’ex comunità ‘Discepoli dell’Annunciazione’ soppressa dal Vaticano a dicembre in seguito a una visita canonica. Lo riporta il quotidiano La Nazione. Presunte vittime degli abusi due fratelli, minori all’epoca dei fatti, affidati dai genitori alla comunità, dalle cui dichiarazioni a distanza di anni sarebbe nata l’inchiesta. Gli indagati sono 5 sacerdoti, un frate e 3 religiosi. Tra questi figura anche il fondatore della comunità religiosa, don Giglio Gilioli, 73 anni, sacerdote veronese trasferitosi a Prato da oltre dieci anni.

I reati contestati dalla Procura di Prato sono violenza sessuale su minori e violenza sessuale di gruppo. Bei giorni scorsi la squadra mobile ha effettuato anche perquisizioni nei confronti degli indagati e accertamenti nelle tre sedi della comunità, a Prato, ad Aulla (Massa Carrara) e a Calomini, in provincia di Lucca, dove si sarebbero consumati gli abusi.

Il vescovo di Prato, monsignore Giovanni Nerbini ha espresso piena fiducia nella magistratura. “Le ipotesi di reato sono gravissime e addolorano l’intera comunità diocesana pratese”, sottolinea il comunicato diffuso dalla Curia. Lo stesso vescovo lo scorso dicembre si era recato, di propria iniziativa, in Procura per riferire i fatti a sua conoscenza dopo le denunce presentate alla Diocesi nei mesi scorsi.

“Non nascondo il mio dolore e la mia viva preoccupazione e vorrei sperare che gli addebiti mossi non risultino veri, ma voglio chiaramente dire – afferma monsignor Nerbini – che il primo interesse che la Chiesa di Prato ha è quello della ricerca della verità. Per questo auspico che la Magistratura, nell’interesse di tutti, possa portare quanto prima a termine le indagini”.

La vicenda aveva avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando all’allora vescovo di Prato, monsignore Franco Agostinelli, era stata presentata una denuncia da parte di un giovane il quale raccontava che diversi anni prima – all’epoca lui era minorenne – aveva subìto abusi sessuali e psicologici all’interno della comunità in questione. Della notizia il vescovo aveva dato immediatamente comunicazione alla Congregazione per la Dottrina della Fede, la quale nel settembre scorso aveva disposto la celebrazione di un processo amministrativo penale.

Il vescovo attuale aveva così immediatamente provveduto all’apertura del procedimento – tuttora in corso – secondo le norme del diritto canonico. Senza attenderne le conclusioni, il vescovo diocesano si era recato lo scorso dicembre, di propria spontanea iniziativa presso la Procura della Repubblica di Prato. Fin da subito il vescovo aveva accolto e ascoltato il denunciante.

Poche settimane fa la Diocesi aveva dato notizia della soppressione, voluta dalla Santa Sede, dell’associazione di fedeli “Discepoli dell’Annunciazione”: questo provvedimento, assunto dalla Congregazione vaticana per la vita religiosa prima e indipendentemente dell’avvio del procedimento penale canonico e delle indagini da parte della Procura pratese, è basato, come già reso noto, “su gravi mancanze riguardanti il carisma e lo svolgimento della vita religiosa all’interno della comunità, oltre che dal venir meno degli aderenti”.

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