Papa Francesco sostiene le vittime: e nei Tribunali?

In occasione del 160° anniversario della morte del Santo curato d’Ars, Papa Francesco ha scritto una lettera a tutti i sacerdoti del mondo.

Già dalle prime righe affronta il tema del dolore causato dalla pedofilia, esprimendo la sua vicinanza a tutti i sacerdoti che “si sentono ridicolizzati e “colpevolizzati” a causa di crimini che non hanno commesso”.

Prosegue: “Negli ultimi tempi abbiamo potuto sentire più chiaramente il grido, spesso silenzioso e costretto al silenzio, dei nostri fratelli, vittime di abusi di potere, di coscienza e sessuali da parte di ministri ordinati. Indubbiamente, è un tempo di sofferenza nella vita delle vittime che hanno subìto diverse forme di abuso; anche per le loro famiglie e per tutto il Popolo di Dio.”

E ancora: “Come sapete siamo fortemente impegnati nell’attuazione delle riforme necessarie per dare impulso, dalla radice, ad una cultura basata sulla cura pastorale in modo che la cultura dell’abuso non riesca a trovare lo spazio per svilupparsi e, ancor meno, perpetuarsi. Non è un compito facile e, a breve termine, richiede l’impegno di tutti. Se in passato l’omissione ha potuto trasformarsi in una forma di risposta, oggi vogliamo che la conversione, la trasparenza, la sincerità e la solidarietà con le vittime diventino il nostro modo di fare la storia e ci aiutino ad essere più attenti davanti a tutte le sofferenze umane”.

Ad una prima lettura sono parole commoventi, parole del Pastore di un gregge attento al periodo drammatico che sta affrontando la Chiesa.

In poche righe esprime comprensione per tutti quei preti che, pur non essendo coinvolti direttamente, rientrano nel “mucchio” di chi fa di tutta l’erba un fascio… così come esprime vicinanza alle vittime e alle famiglie per la sofferenza che li devasta… e il “pezzo forte” è la descrizione dell’impegno finalmente messo in campo dalla Chiesa, riconoscendo le omissioni – che attribuisce al passato – e parlando di “conversione, trasparenza, sincerità e solidarietà con le vittime”.

Non c’è dubbio: per chi è distante da questo dramma le parole del Papa sono una boccata di ossigeno, dopo un “passato” oscuro si è finalmente arrivati ad una consapevolezza degna della più grande istituzione morale, una consapevolezza che cura le ferite e guarda avanti con speranza. Un applauso alle parole.

Ma la realtà è davvero questa?

Come Comitato Vittime & Famiglie di Rete L’ABUSO, ci sentiamo di esprimere tutta la nostra amarezza e il nostro dolore causato da queste parole di Papa Francesco. Fosse solo il suo pensiero saremmo rammaricati ma rassegnati. Il fatto che tutto ciò sia stato espresso in forma di Lettera indirizzata a tutti i sacerdoti di tutto il mondo ci impone invece di esprimere pubblicamente il nostro grido di indignazione perché sono parole ben distanti dalla realtà!

Chi si prende la briga, tra tutti i sacerdoti non coinvolti direttamente o tra il Popolo di Dio, di andare a vedere cosa succede VERAMENTE quando una vittima riesce ad arrivare a denunciare il prete pedofilo, il prete che lo ha brutalmente violentato?

Chi ha il coraggio di AFFIANCARE veramente una vittima nelle aule di Tribunale?

Quando va bene (ASSAI RARAMENTE!) la Chiesa è totalmente assente.

Nella stragrande maggioranza dei casi LA CHIESA È CONTRO LA VITTIMA!

In Tribunale la Chiesa non risparmia nulla pur di difendere il prete pedofilo. E anche nelle Parrocchie i preti si guardano bene dall’avvicinarsi alle vittime!

Chiedetelo alle vittime… l’elenco è lungo…

Chiedetelo a chi si è visto arrivare in aula un pullman di preti della Diocesi, tutti rigorosamente in abito talare, per sostenere il “povero prete accusato”; chiedetelo a chi ha scritto più e più volte al Papa e a vari Cardinali senza ricevere nessuna risposta; chiedetelo ai genitori di quelle vittime che non sono riuscite a sopravvivere agli abusi e si sono suicidate, chiedetelo a chi si è visto sbattere la porta in faccia dal proprio parroco in seguito alla denuncia, chiedetelo a chi ha dovuto sopportare che sotto il suo balcone sfilasse una fiaccolata a sostegno del prete pedofilo; chiedetelo alle vittime delle suore, realtà di cui non parla nessuno; chiedetelo a chi non può affrontare un processo civile perché non ha nemmeno i soldi per fare una perizia medico-legale; chiedetelo alle famiglie che vivono ogni giorno accanto a chi soffre di sindrome post-traumatica…

Chiedetelo alle vittime… l’elenco è lungo…

Questa è la realtà.

Una realtà che fa male.

Le parole del Papa, ancora una volta, sono una pugnalata per le vittime.

Per il Comitato Vittime & Famiglie, e amici

Cristina

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