«Molestie su ragazzine», il sacerdote è stato assolto

L’accusa aveva chiesto 3 anni per lui e 6 mesi per una donna (favoreggiamento). I fatti risalivano al 2010, i primi atti di indagine avvennero nel maggio 2013

GROSSETO. Assolto perché il fatto non costituisce reato dall’accusa di aver molestato una ragazzina di non ancora 14 anni, di cui secondo l’accusa aveva toccato il seno. Assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di aver palpeggiato un’altra ragazzina, dandole anche un bacio vicino alle labbra. Assolto, ancora perché il fatto non sussiste, dall’accusa di aver abbracciato e palpeggiato il seno di una terza ragazzina, questa di poco più grande.

«È finito un calvario durato sei anni», commenta dopo la lettura della sentenza l’avvocato Lorenzo Mascagni, codifensore con il collega Giacomo Gonzi di Siena, del sacerdote 56enne imputato di tre casi di violenza sessuale che sarebbero avvenuti nel corso del 2010. Il collegio del Tribunale (Giovanni Puliatti presidente, Gian Marco De Vincenzi, Beatrice Bechi) è tornato in aula per leggere il dispositivo dopo circa un’ora di camera di consiglio. Brevissima l’udienza di ieri, cui il parroco era presente (come nelle altre volte): le richieste erano state formulate nell’udienza precedente, a marzo. L’accusa (il pm Giovanni De Marco che aveva ereditato il fascicolo) aveva sollecitato una condanna di tre anni e sei mesi per il sacerdote, ritenendo il dibattimento avesse chiarito le dinamiche e le responsabilità. Per lui ma anche per la donna di 53 anni imputata di favoreggiamento, che secondo l’accusa avrebbe aiutato il parroco a eludere le indagini affermando in due occasioni di non ricordare il contenuto di una riunione tenutasi alla presenza di lui e di due delle tre ragazzina, da lei stessa organizzata in seguito alle confidenze da loro ricevute in merito alla presunta violenza sessuale riferita. Per lei la richiesta era stata di sei mesi. È stata assolta anche lei, il fatto non sussiste, difesa dall’avvocato Giuseppe Nicosia. Nel processo era presente anche una delle (allora) ragazzine, costituitasi parte civile con l’avvocato Alberto Solari: questi si era associato alle richieste dell’accusa mentre tutti e tre i difensori avevano sollecitato l’assoluzione, con arringhe articolate anche in merito alle discrasie emerse in fase di dibattimento, che si è svolto a porte chiuse. L’udienza di ieri sarebbe dovuta servire alle repliche, ma il pm (in aula la dottoressa Anna Pensabene) ha rinunciato a farle e così il collegio è entrato subito in camera di consiglio per la decisione.

Il sacerdote aveva lasciato la parrocchia e per qualche tempo si era tenuto in qualche modo lontano dal ministero. Poi è tornato ad amministrare una comunità. Non interrogato in fase di indagine, si è poi fatto esaminare in aula. L’esatto opposto dell’altra imputata.

«Siamo molto soddisfatti per l’esito del processo», commenta l’avvocato Nicosia. «Devo leggere le motivazioni», si limita a dire l’avvocato Solari. Motivazioni che saranno depositate entro 80 giorni.

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