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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Minorenni stuprate in nome di Dio: arrestato guru della chiesa “La luz del Mundo”

Minorenni stuprate in nome di Dio: arrestato guru della chiesa “La luz del Mundo”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
8 Giugno 2019
in World
Reading Time: 4 mins read
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Naasón Joaquín García, il capo della chiesa messicana “La Luz del Mundo”, è considerato da quasi due milioni di fedeli un apostolo di Gesù. Martedì la polizia lo ha arrestato a Los Angeles con l’accusa di abusi sessuali su almeno quattro minorenni, possessione di pornografia infantile e altri reati. Per i seguaci del guru, l’accusa è “falsa e infondata” e hanno organizzato veglie di preghiera in tutto il Messico implorando l’intervento divino per la sua liberazione.

di Mirko Bellis

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Naasón Joaquín García, il capo della chiesa messicana “La Luz del Mundo” (“La Luce del mondo”, ndr), è stato arrestato martedì all’aeroporto di Los Angeles appena sbarcato. Considerato da quasi due milioni di fedeli un “apostolo di Gesù”, è accusato di abusi sessuali su minori, di possessione di materiale pedopornografico e di traffico di esseri umani. Assieme a García sono finite in prigione anche due donne, Alondra Margarita Ocampo, 36 anni, e Susana Medina Oaxaca, di 23. Una quarta persona, Azalea Rangel Meléndez, è attualmente ricercata dalla polizia statunitense.

Tutti gli imputati sono legati alla “Luz del Mundo”, una chiesa presente in oltre 50 stati al mondo. D’accordo con quanto riportato dal procuratore generale della California, Xavier Becerra, il guru e le sue complici sono accusati di 26 reati commessi tra il 2015 e il 2018.  Secondo le denunce a loro carico, obbligavano le vittime a subire le violenze sessuali dicendo che se si fossero opposte avrebbero fatto un affronto a Dio. Insomma, stupri su bambine e adolescenti nel nome del Signore, di cui il leader spirituale si considerava un apostolo.

Nel documento presentato dall’accusa sono descritti tutti gli abusi subiti dalle minorenni, discepole della “Luz del Mundo”. In un’occasione, Alondra Ocampo ha obbligato una 15enne ad esibirsi assieme ad altre ragazzine in una danza “sensuale” per Joaquín García “con il minor numero possibile di vestiti addosso”. Dopo il ballo, García avrebbe dato anche un sermone sulle “concubine dei re” aggiungendo: “Un apostolo di Dio non può essere mai giudicato per le sue azioni”.  Un’altra volta, sempre Ocampo ha costretto la ragazza e altre minorenni a spogliarsi e a masturbarsi mentre scattava loro delle foto che poi ha inviato al guru. L’adolescente sarebbe anche stata molestata da García nel suo ufficio di Los Angeles. Una seconda vittima, invece, ha raccontato di essere stata stuprata dal capo della “Luz del Mundo”. Una violenza che le ha causato un “grave danno fisico”. Una terza adolescente è stata costretta a fare sesso orale con l’accusato mentre una quarta è stata stuprata in almeno due occasioni da Joaquín García e Azalea Meléndez Rangel. Ad incastrare il capo della chiesa messicana ci sono anche le foto pedopornografiche inviate dalle sue collaboratrici.

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L’inchiesta del procuratore della California è iniziata nel 2018 dopo una denuncia presentata al dipartimento di giustizia attraverso un modulo online creato per i casi di abusi sessuali da parte del clero. “I reati commessi dagli imputati – ha detto Xavier Becerra – non possono trovare posto nella nostra società”. L’ufficio del procuratore aveva chiesto una cauzione di 25 milioni di dollari ma il giudice, dopo il rifiuto di García a riconoscere le sue responsabilità, ha elevato la somma per la sua scarcerazione fino a 50 milioni di dollari.

La “Luz del Mundo” è una delle più potenti congregazioni religiose dell’America Latina. La chiesa è stata fondata a Guadalajara nel 1926 dal nonno di Naasón Joaquín García e, generazione dopo generazione, è toccato a lui diventare il leader indiscusso. Assicura di essere presente in 58 Paesi al mondo: solo in Messico i fedeli sono 1 milione e 800mila. Tuttavia, secondo il censo del 2010, erano poco meno di 200mila le persone che hanno dichiarato di appartenere alla “Luz del Mundo”. I seguaci sostengono di essere “la restaurazione della Chiesa che Gesù Cristo ha fondato nel primo secolo della nostra era con la missione di annunciare ad ogni persona la buona notizia della salvezza”. A Guadalajara, capoluogo dello Stato di Jalisco, sorge il tempio principale capace di accogliere 12.000 persone e uno degli edifici più all’avanguardia nella regione.

Appena saputa la notizia dell’arresto di García, in tutto il Messico i fedeli della “Luz del Mundo” hanno cominciato una veglia di preghiera. In ginocchio, tra lacrime di disperazione, hanno implorato l’intervento divino per la liberazione del suo apostolo. “Sappiamo che tutto è un equivoco e sarà risolto – ha detto Ely Bravo, una seguace di 33 anni – per noi l’apostolo di Dio è il nostro esempio”.

In una dichiarazione pubblica, la chiesa “Luz del Mundo” afferma che “L’apostolo di Gesù Cristo, il fratello Naasón Joaquín García si è sempre comportato in conformità con la legge e nel pieno rispetto delle istituzioni e della dignità della persone”. I fedeli, inoltre, fanno sapere che “rifiutano categoricamente le false accuse che sono state fatte contro di lui”. Dopo un appello alle istituzioni degli Stati Uniti e della California, concludono con la speranza che le denunce non sfocino in atti di intolleranza e discriminazione religiosa contro i membri della chiesa.

Il sedicente Apostolo di Gesù Cristo e leader spirituale della Luce del Mondo dovrà rimanere almeno fino a lunedì prossimo in prigione. In una breve udienza tenuta mercoledì pomeriggio alla Corte suprema di Los Angeles, Naasón Joaquín García e le due donne accusate con lui hanno rifiutato di dichiararsi colpevoli e il giudice ha deciso di rinviarli a giudizio.

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https://www.fanpage.it/minorenni-stuprate-in-nome-di-dio-arrestato-guru-della-chiesa-la-luz-del-mundo/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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