«Se sei stato anche tu, come me in passato, vittima di abusi sessuali da parte di un prete (di questa parrocchia) ora anziano che non c’è più. Aiutaci a fare chiarezza, dai info su questa brutta storia a info@laretelabuso.org». Alcuni volantini con queste frasi, da qualche giorno, campeggiano in zona Ponte Crencano. Ce n’erano forse altri, ma sono stati rimossi. Questi si trovano ancora davanti alla chiesa, ai giardini comunali di fronte alla chiesa, in via Prati, negli altri giardini comunali di via Locchi. E poi davanti alla sede della Società sportiva US Cadore, davanti alla posta di via Mameli, alla fermata del bus in via Tommaseo e davanti scuole medie Cesare Battisti dove c’è l’attraversamento pedonale.
Ogni giorno, emergono nuovi casi legati alla pedofilia dei preti. Ma questo messaggio, lasciato da quello che ora sarà certamente diventato un uomo, è un pugno allo stomaco, perchè i preti, come gli insegnanti sono quelle figure cui affidiamo i nostri figli, credendo che siano nelle mani giuste di persone che dovrebbero farli crescere in personalità e cultura. L’Associazione dei sopravvissuti all’abuso sessuale del clero ha già pubblicato sul loro sito la storia di un altro giovane, i cui abusi sarebbero fatti risalire allo stesso prete. Ma questo, secondo i volontari della Rete, è un altro caso, che loro non conoscono. Nel frattempo, il prete che si denuncia essere stato abusatore è deceduto.
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