Vaticano: la stagione dell’ira

«Dies irae, dies illa, dies tribulationis et angustiae, dies calamitatis et miseriae, dies tenebrarum et caliginis, dies nebulae et turbinis, dies tubae et clangoris super civitates munitas et super angulos excelsos.»

L’insieme della cronaca internazionale sugli abusi sessuali degli uomini di Chiesa (culminata a febbraio nel grande summit vaticano col quale il Papa oltre a condurre un collettivo atto penitenziale ha impostato una serie di rimedi alla catastrofe dimenticata) mostra al mondo le piaghe aperte dell’umanità con qualche sostanziale schifezza in più determinata dall’oblio in cui si sperava di far cadere i misfatti.

Non aver reagito per tempo fa scontare alla Chiesa un peccato la cui condanna viene emessa con gli “interessi” del tempo e rappresenta un vulnus pericoloso per l’efficacia globale della sua azione.

Ma non basta. La questione sessuale all’interno della Chiesa dovrà essere affrontata una volta per tutte visto che la pedofilia è soltanto la punta dell’iceberg di un problema secolare e comunque – come ha indicato la storica Lucetta Scaraffia a Euronews – gli abusi sulle religiose sono probabilmente un male ancora più dimenticato della pedofilia.

E non ci sono quartieri che si salvano. Le remote periferie della Terra vengono assimilate alle porzioni benestanti delle città occidentali, europee.

Il caso Preynat

Il cardinale Philippe Barbarin, arcivescovo di Lione, ha contestato l’accusa di non aver denunciato gli abusi sessuali che il sacerdote Bernard Preynat ha compiuto a danno di decine di scout minorenni negli anni Settanta e Ottanta prevalentemente a Ste Foy Les Lyon, una delle periferie borghesi della ricca capitale della regione Auvergne-Rodano-Alpi.

“Grâce à Dieu” (Gran Premio della giuria all’ultima Berlinale) è il titolo del film di François Ozon che riprende una poco felice esternazione del primate delle Gallie al processo che lo vede alla sbarra: Barbarin avrebbe detto :“Grazie a Dio è intervenuta la prescrizione” in relazione alle accuse ad un prete pedofilo.

Con la proiezione del film di Ozon (fino all’ultimo si è tentato di ritardarne l’uscita in Francia) si riaprono le ferite anche fra i parrocchiani di Ste Foy Les Lyon i cui primi ricordi di Padre Preynat erano quelli di un “personaggio esuberante e amatissimo”, molto bravo nell’organizzare vacanze all’estero con i suoi scout. Questa come altre squallide vicende dimostrano quanto la catena di vigilanza gerarchica all’interno della Chiesa sia piena di falle e il reato di negligentia in vigilando diventi poi imperdonabile.

L’associazione delle vittime dei pedofili francesi La Parole Libérée ha censito almeno 70 vittime presunte solo di padre Preynat, casi ormai in maggioranza prescritti.

Le iniziative concrete che non possono fallire

Dopo il summit del 21-24 febbraio tra papa Francesco e i capofila dei vescovi di tutto il mondo sulla protezione dei minori dagli abusi sessuali il moderatore dell’incontro, padre Federico Lombardi, ha informato sulle “iniziative concrete” che sono in gestazione come il nuovo Motu Proprio del papa ‘sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili’, per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella curia romana e nello Stato della Città del Vaticano. Ci sarà anche una nuova legge dello “Stato della Città del Vaticano e delle Linee guida per il Vicariato della Città del Vaticano sullo stesso argomento”.

Si prospetta anche “La pubblicazione da parte della congregazione per la dottrina della fede di un ‘Vademecum’ che aiuterà i vescovi del mondo a comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compiti”. Inoltre “nello spirito della comunione della Chiesa universale, il papa ha manifestato l’intenzione di favorire la creazione di ‘task force’ di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori”.

«Giorno d’ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, giorno di squilli di tromba e d’allarme sulle fortezze e le torri.»

https://it.euronews.com/2019/03/03/vaticano-la-stagione-dell-ira

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