Lecce, abusava di un ragazzino, dopo 30 anni la denuncia: fari accesi su prete pedofilo

Comune del Leccese sotto choc: a inchiodare il sacerdote sono le registrazioni

di PIERANGELO TEMPESTA

LECCE – Un prete indagato per pedofilia e una telefonata in cui il sacerdote ammette gli abusi e propone alla vittima di inviargli del denaro. Chiesa leccese sotto choc per l’inchiesta che vede al centro delle attenzioni della Procura un sacerdote di 70 anni di un comune del Nord Salento.

Le voci, in paese, si rincorrevano da anni. Fino a materializzarsi in un fascicolo di indagine in mano al pubblico ministero Stefania Mininni. A irrobustire i sospetti c’è la registrazione di una telefonata tra il prete e la presunta vittima, pubblicata sul sito «Rete L’abuso». Una conversazione di una decina di minuti nella quale l’ex parroco ammette gli abusi («È stata la natura, è stata una debolezza») e poi offre una sorta di risarcimento («Dammi l’iban che voglio farti un regalo per il matrimonio»).
I fatti risalgono a circa 30 anni fa. E il rischio che finiscano in prescrizione è molto concreto. Dipende da quanti reati vengono contestati e da quante aggravanti. Il fascicolo già da tempo si è arricchito di altre denunce: almeno sei. Sullo sfondo, poi, ci sarebbero altri casi rimasti in sordina. A mettere in moto l’indagine è stata la querela presentato da un uomo che ha raccontato di aver subìto molestie sessuale dal sacerdote all’età di 9 anni. Ed è sua la telefonata che, adesso, rende ancora più scomoda la posizione del sacerdote. Gli abusi – secondo quanto denunciato – si sono verificati in un comune dell’hinterland di Lecce. E i ricordi, o meglio gli incubi di quella adolescenza violata, sono affiorati solo di recente. Stando a quanto denunciato, il prete avrebbe rimpiazzato nel ruolo e nella figura il padre del giovane, dopo il divorzio della madre. Avrebbe frequentato la casa del ragazzo, aiutandolo negli studi, accompagnandolo nell’iniziale desiderio di indossare l’abito talare. Ben presto, però, si sarebbe rivelato un pedofilo. Gli abusi sarebbero andati avanti fino a quando il ragazzino non compì 16 anni.

L’uomo, che ora vive all’estero, è sposato e ha dei figli, ha chiesto spiegazioni al prete nel corso della conversazione pubblicata in rete. Alcuni stralci risultano estremamente significativi: «Sono cose avvenute nella vita dell’affettività quando si vuole bene non è che ci sono le telecamere, mo’ s’ha ‘ngrandita la cosa, s’ha fatta fiacca però noi sacerdoti vi abbiamo voluto bene… perché tu che te piensi che pure io non ho avuto i miei problemi, però li abbiamo superati». Poi la richiesta delle coordinate bancarie per inviargli un omaggio in denaro: «Pure per farti gli auguri del matrimonio, per i piccinni che ti sono nati…».
Sulla vicenda interviene l’Arcidiocesi di Lecce: «L’arcivescovo Michele Seccia, informato del caso all’indomani del suo insediamento, avvenuto nel dicembre 2017, ha immediatamente adottato nei confronti del sacerdote in questione tutti i provvedimenti cautelativi consentiti dalla normativa ecclesiastica vigente. Insinuare il sospetto che l’arcivescovo, venuto a conoscenza delle circostanze riferite nella telefonata, abbia anche solo tentato di coprire eventuali abusi, costituisce una grave distorsione della realtà. A seguito dei recenti sviluppi, infatti, monsignor Seccia ha provveduto a rendere ancor più rigide e perentorie le misure già adottate nei confronti del sacerdote. Pertanto egli, nel prendere ancora una volta le distanze da quanto dichiarato da quest’ultimo nel corso del colloquio telefonico captato, si riserva di adire le vie legali contro chi ha osato o oserà mettere in dubbio la sua correttezza, sostenuta da iniziative concrete e documentate, e contro chi ha tentato o tenterà di offendere il suo nome e quello dell’istituzione che rappresenta».

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/lecce/1116766/lecce-abusava-del-ragazzo-fari-sul-prete-pedofilo.html

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