Vaticano, contro gli abusi sulle suore avanza l’idea di una commissione di inchiesta

di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – «Intanto si potrebbe fare una commissione tra tutti i dicasteri che custodiscono nei propri archivi denunce di abusi sulle religiose. Congregazione dei Religiosi, Congregazione per il Clero, Propaganda Fide. Si potrebbe partire da questo per studiare il fenomeno e la sua estensione». La proposta arriva da Lucetta Scaraffia, direttore del mensile dell’Osservatore Romano, Donne Chiesa Mondo. Puntuale, precisa, coraggiosa, Scaraffia descrive in una conversazione alla stampa estera un fenomeno che ha a che fare con l’abuso di potere maschile, prima ancora che con l’abuso sessuale in sè.

Finora il silenzio ha coperto tante situazioni scabrose e le denunce  negli anni si sono ammonticchiate sugli scaffali delle congregazioni. Altre volte sono stati gli ordini religiosi a non dare seguito alle richieste di giustizia, altre volte ancora le suore preferivano tacere scoraggiate dalla mentalità omertosa esistente. A novembre l’Unione delle Superiori Generali ha chiesto a tutte le suore vittime di violenze o abusi di non avere paura e procedere alla denuncia.

Il Papa mentre tornava dagli Emirati Arabi, rispondendo ai giornalisti, per la prima volta ha ammesso che ci sono stati sacerdoti e vescovi che hanno abusato sessualmente delle suore. Si tratta di un capitolo buio che era stato denunciato negli anni Novanta e poi messo a tacere. Lucetta ha spiegato che ci sono state anche suore che dopo una violenza subita da missionari, preti o vescovi, sono rimaste incinte e hanno abortito o partorito figli non riconosciuti.
Donne Chiesa Mondo è una rivista diretta da Lucetta Scaraffia, femminista e docente di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma che si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia religiosa.

Scaraffia ha spiegato che la violenza sulle donne nei contesti ecclesiastici va considerata come un «abuso di potere, abuso che nasce da una interpretazione perversa del ruolo sacerdotale» e dalla evidente mancanza di riconoscimento delle donne all’interno della Chiesa. E mentre per i minori «l’ammissione e la condanna conseguente sono obbligate, dal momento che partono da una trasgressione riconosciuta dal codice penale, per le donne il discorso è più complesso».

Lo scorso novembre, l’Unione Internazionale Superiore Generali (UISG, l’organizzazione mondiale di Superiore generali di Istituti di Religiose cattoliche, approvata canonicamente) aveva denunciato pubblicamente la «cultura del silenzio e della segretezza» della Chiesa intorno alle storie di molestie e di abusi di genere.

https://www.ilmessaggero.it/vaticano/abusi_suore_vaticano_papa_commissione_inchiesta-4300015.html

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