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Rete L'ABUSO - Associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero
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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Chiesa d’Inghilterra ai preti: “Negare assoluzione ai peccatori di gravi crimini”

Chiesa d’Inghilterra ai preti: “Negare assoluzione ai peccatori di gravi crimini”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
6 Gennaio 2019
in Cronaca e News
Reading Time: 2 mins read
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LONDRA – Al peccatore che confessa gravi crimini a un prete dovrebbe essere “negata l’assoluzione e detto di consegnarsi alla polizia”: è il nuovo parere della Chiesa d’Inghilterra ma aggiunge che i preti non possono violare il segreto della confessione e denunciare il criminale. Le linee guida dei vescovi arrivano dopo mesi difficili per la Chiesa d’Inghilterra sull’opportunità di abolire il principio secondo il quale i peccati confessati devono rimanere segreti.

I vescovi hanno ammesso che la scorsa estate erano divisi sul ruolo della confessione e il dovere del clero di riferire eventuali informazioni. Le nuove linee guida, che riguardano anche come trattare i parrocchiani pedofili conclamati e “toccamenti ammissibili”, seguono una serie di scandali sugli abusi sessuali, scrive il Daily Mail.

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L’ex vescovo di Gloucester, Peter Ball, nel 2015 è stato in carcere 32 mesi per aver abusato sessualmente di 18 ragazzi nell’arco di trent’anni. Nel 2016 l’ex arcivescovo di York, Lord Hope, è stato oggetto di indagini della polizia per aver coperto gravi violenze sui minori da parte dell’ex presidente del Manchester Robert Waddington.

Altre sezioni delle linee guida dicono ai vicari che non possono rifiutarsi di ammettere un pedofilo nei servizi ecclesiastici ma dovrebbe seguirlo, sedere sullo stesso banco e assicurarsi che non provochi problemi. Alle parrocchie sono state fornite anche le regole sul “toccamento ammissibile”, ovvero come avere un contatto fisico con i bambini.

I Vicari e chiunque altro frequenti i bambini in una parrocchia, possono abbracciarli ma in pubblico e prendere le loro mani solo per aiutarli a spostarsi; possono sedersi fianco a fianco a un bambino ma non che “sieda sulle ginocchia” di un adulto. La Chiesa d’Inghilterra non ha confessionali e i sacerdoti possono ascoltare i peccati dei fedeli in privato. Il segreto della confessione è previsto da una legge della Chiesa nel 1603 che i vescovi avevano considerato di abrogare.

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Le nuove linee guida sostengono che se l’ammissione di abusi sui minori viene fatta in confessione da una persona che chiede l’assoluzione, al prete “è vietato rivelare qualsiasi cosa, inclusi reati penali”. Tuttavia, aggiungono: “Quando un penitente nel corso della confessione rivela di aver commesso un grave crimine, il sacerdote dovrebbe chiedere di consegnarsi alla polizia o ad altra autorità e se rifiuta, non dare l’assoluzione”. Le linee guida non indicano in ogni caso come un prete possa verificare se il peccatore abbia contattato la polizia. Sottolineano inoltre che a chi ha commesso reati sessuali può essere vietato prendere un tè o un caffè dopo un servizio religioso, di unirsi al coro o ai campanari.

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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