L’ex parroco di Ceprano don Gianni Bekiaris, accusato di violenza sessuale ai danni di un giovane parrocchiano, all’epoca minorenne, si difende. Lo fa chiamando a testimoniare il proprio consulente medico, il professor Cristiano Barbieri dell’università di Pavia, nonché alcune persone, tra cui il segretario personale del religioso, che frequentavano sagrestia e parrocchia.
L’avvocato Giuseppe Pizzutelli, difensore dell’imputato, ha sentito per primo il consulente che ha ritenuto impossibile il verificarsi delle violenze tra un adulto e un ragazzino in assenza di lesioni riscontrate da un referto e di turbamento che poteva essere notato da terzi. Il professor ha contestato, sulla base di dati scientifici, il disturbo della personalità della parte offesa che, a suo dire, non sarebbe stato correttamente diagnosticato per il mancato rispetto dei protocolli previsti. Ha ritenuto poi che tale disturbo sia incompatibile con lo stato di soggezione psicologica che il ragazzino avrebbe manifestato insieme all’altra patologia, secondo le altre consulenze. Per Barbieri o c’è l’uno o l’altro. Inoltre, ha contestato l’esistenza di uno stato di soggezione in quanto avrebbe cambiato numero di cellulare per non farsi contattare da don Gianni al quale – secondo la ricostruzione della difesa – avrebbe anche chiesto dei soldi in prestito. Inoltre – ha evidenziato il consulente della difesa – i test attitudinali compiuti nell’anno del militare avrebbero, all’epoca, dovuto rilevare un disturbo della personalità.
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