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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Abusi, il Papa accetta le dimissioni di McCarrick: non è più cardinale

Abusi, il Papa accetta le dimissioni di McCarrick: non è più cardinale

Redazione WebNews by Redazione WebNews
28 Luglio 2018
in Città del Vaticano, World
Reading Time: 4 mins read
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Pervenuta ieri sera al Pontefice la lettera rinuncia dell’arcivescovo emerito di Washington. Sospeso da ogni ministero pubblico, condurrà una vita di preghiera e penitenza fino a quando le accuse rivoltegli non saranno chiarite nel processo canonico

SALVATORE CERNUZIO

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CITTÀ DEL VATICANO

Theodore McCarrick non è più cardinale. Dopo le accuse di abusi su minorenni, l’88enne arcivescovo emerito di Washington, tra le più influenti figure della Chiesa negli Stati Uniti, ha presentato al Papa la rinuncia da membro del Collegio Cardinalizio. Francesco ha accettato le dimissioni. È la Sala Stampa vaticana a riferirlo con un comunicato – anticipato in mattinata da una breve nota della Conferenza episcopale americana (Usccb) – in cui si spiega che la lettera di rinuncia di McCarrick è pervenuta al Papa nella serata di ieri, 27 luglio.

«Papa Francesco – si legge nel comunicato – ne ha accettato le dimissioni da cardinale ed ha disposto la sua sospensione dall’esercizio di qualsiasi ministero pubblico, insieme all’obbligo di rimanere in una casa che gli verrà indicata, per una vita di preghiera e di penitenza, fino a quando le accuse che gli vengono rivolte siano chiarite dal regolare processo canonico».

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Lo scorso 20 giugno il porporato, era stato rimosso dal ministero pubblico dopo l’accusa di aver violentato un adolescente 45 anni fa mentre era sacerdote a New York , dove nel 1977 divenne vescovo ausiliare. Arcivescovo di Metuchen e di Newark, entrambe nel New Jersey, fino al 2000, anno in cui fu scelto alla guida della diocesi della capitale federale americana da Giovanni Paolo II che l’anno dopo lo creò cardinale, McCarrick era stato in passato già al centro di polemiche, quasi sempre rimaste sopite, per essere coinvolto in relazioni sessuali con adulti. 

Alcune fonti consultate da Vatican Insider rivelano che in tanti, soprattutto nelle due diocesi del New Jersey, già dagli anni Novanta erano a conoscenza di alcuni comportamenti sconvenienti del cardinale nei confronti di seminaristi più giovani, ai quali chiedeva di accompagnarlo nelle sue trasferte negli Usa o in Europa o in gruppo dentro ad appartamenti. McCarrick – ci riferiscono – in alcune occasioni avrebbe avanzato richieste esplicite di prestazioni sessuali a giovani maggiorenni, approfittando del suo ruolo di potere. Le vittime, oltre ai seminaristi, sarebbero anche componenti di famiglie che il prelato frequentava abitualmente tanto da chiamarlo “zio Ted”. In particolare, i media statunitensi riferivano il mese scorso di un report che conteneva la testimonianza di un uomo abusato dal cardinale quando aveva 11 anni, le violenze sarebbero proseguite per i successivi vent’anni.

Lo stesso cardinale Joseph Tobin, attuale arcivescovo di Newark, nella nota di giugno pubblicata sul sito della diocesi in cui annunciava la sospensione di McCarrick, affermava che: «In passato, ci sono state accuse secondo le quali egli che era coinvolto in relazioni sessuali con adulti. Questa arcidiocesi e la diocesi di Metuchen hanno ricevuto tre accuse di cattiva condotta sessuale con adulti decenni fa; due di queste accuse hanno portato a dei risarcimenti».

Nella stessa occasione, l’arcivescovo di New York, il cardinale Timothy Dolan, affermava che l’accusa di abusi di giugno nei confronti del cardinale era stata «la prima segnalazione di una violazione della Carta per la protezione dei bambini e dei giovani mai fatta contro di lui di cui l’arcidiocesi sia a conoscenza». I risultati dell’indagine erano stati forniti all’Arcidiocesan Review Board, un gruppo di professionisti tra giuristi, esperti di forze dell’ordine, genitori, psicologi, un prete e una religiosa: tutto il comitato aveva ritenuto «le affermazioni credibili e fondate».

Non sono pochi i vescovi americani che, interpellati in queste settimane, hanno affermato di non esser mai venuti a conoscenza né di aver mai sospettato della cattiva condotta dell’arcivescovo. Anche il cardinale Kevin Farrell, vescovo ausiliare di McCarrick a Washington nei primi anni 2000, ora prefetto del Dicastero per laici, famiglia e vita, in una intervista al Catholic News Service ha affermato di non aver avuto «nessun indizio» a riguardo, «nessuno, in nessun modo».

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Da parte sua McCarrick ha sempre dichiarato la propria innocenza, dicendo di non avere memoria dell’abuso di cui era stato accusato in quanto sarebbe avvenuto quasi mezzo secolo fa, ma di essere pronto a collaborare con le indagini e di accettare «con obbedienza» la decisione della Santa Sede a non esercitare più alcun ministero pubblico. Dopo un mese di infuocate polemiche, specie sui media statunitensi, il porporato ha deciso lui stesso di rinunciare al posto all’interno del Collegio cardinalizio, dove rientrava nel gruppo di cardinali non elettori in caso di eventuale Conclave.

È di pochi giorni fa la nota firmata dal cardinale di Boston Sean O’Malley su McCarrick , nella quale il presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori, stretto collaboratore del Papa come membro del C9, affermavano che considerando il caso dell’arcivescovo emerito di Washington «le scuse non bastano», ma che esso offre l’occasione per ribadire l’urgenza di individuare procedure chiare e definite riguardanti le accuse di abusi sessuali a carico di vescovi e cardinali.

Non si ha memoria recente di un caso di rinuncia di un cardinale per casi legati ad abusi. L’unica effettiva dimissione di un porporato risale al 1927, novantuno anni fa, quando il francese Louis Billot depose la porpora ma per disaccordi di natura “politica” con Pio XI, noto anche per la sua severità nei confronti dei suoi collaboratori.

Ben diversa anche la vicenda del cardinale scozzese Keith O’Brien, il quale alla vigilia del Conclave del 2013 che elesse Bergoglio, aveva presentato la «rinuncia ai diritti e alle prerogative del cardinalato» dopo esser stato accusato ed aver lui stesso confessato violenze sessuali su tre sacerdoti e un ex seminarista negli anni Ottanta e Novanta. O’Brien, morto nel marzo 2018, non partecipò al Conclave ma non perse mai il titolo cardinalizio.

http://www.lastampa.it/2018/07/28/vaticaninsider/mccarrick-non-pi-cardinale-il-papa-accetta-le-dimissioni-dopo-le-accuse-di-abusi-1nAghRGXJJx1wcg14AKPLI/pagina.html

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.

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