È giusto che i bambini la sentano anche quando vanno al catechismo. Chiamare un delitto – un orribile peccato – col suo nome proprio è un requisito assolutamente necessario per sconfiggerlo
Chi, ancora oggi, apre il Catechismo della Chiesa Cattolica, non trova la parola “pedofilia”. Laddove si parla delle “offese alla castità“, lì dove vengono nominati lo stupro, la pornografia, la prostituzione e così via, là non esiste la pedofilia. Di essa, attraverso giri di parole più o meno complicati, se ne parla – sempre senza nominarla – a proposito di incesto e in qualche altro frangente, con toni però sempre doverosamente edulcorati ed indiretti. È venuto il momento di cambiare questo stato di cose e per questo, insieme a un nutrito gruppo di amici, mi sono fatto promotore di una raccolta di firme con la piattaforma Avaaz per far giungere a Papa Francesco la richiesta di introdurre il termine “pedofilia” nel Catechismo: non so quanto fosse giustificata questa assenza nel 1992 ma adesso la sua mancanza è un grido di dolore insopportabile.
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