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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » abusi sessuali » Abusata da una suora a 14 anni, Eva Sacconago muore suicida

Abusata da una suora a 14 anni, Eva Sacconago muore suicida

Redazione WebNews by Redazione WebNews
12 Aprile 2018
in Lombardia
Reading Time: 4 mins read
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Eva Sacconago si è uccisa a 26 anni nella sua abitazione di Busto Arsizio, nel giugno del 2011. Dopo la sua morte i genitori hanno scoperto lettere e mail scritte della suora che 13 anni prima aveva abusato di lei. Suor Maria Angela Farè viene processata e condannata per abusi sessuali a tre anni di reclusione.

Ci sono incontri che possono rovesciare una vita intera e quello tra suor Maria Angela Farè e Eva Sacconago, è uno di questi. All’epoca, nel 1998, Eva ha poco più di dodici anni, è una bambina bionda ed esile; la suora della congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice, invece, è vicina ai cinquanta ed è la responsabile del Centro Primavera dell’oratorio di Busto Arsizio. Dal primo momento la religiosa mostra verso la ragazzina atteggiamenti affettuosi e materni, tanto da conquistarsi la fiducia della piccola. Via via quel rapporto diventò più caldo e intimo. Troppo. Eva comincia a manifestare segni di malessere, prende peso, abbandona lo sport, così mamma Giovanna decide di controllare il diario della ragazzina per scoprire quello che, evidentemente, sua figlia non trova le parole per dirle.

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Una scoperta sconcertante
Nella ‘Smemoranda’ di Eva, Giovanna trova biglietti e lettere a firma di suor Maria Angela dove si rivolge alla ragazzina chiamandola “amore” e facendo riferimento a “baci sulle labbra”. È quanto basta per intervenire chiedendo alla stessa suora, prima, e ai suoi superiori, poi. Il parroco vorrebbe denunciarla, mentre la superiora si limita a disporre il trasferimento della religiosa a Catania. Arriva il giorno della partenza e papà Roberto e mamma Giovanna sono lì all’aeroporto a controllare di nascosto che la suora parta, per essere finalmente certi che l’incubo sia finito. È l’aprile del ’99, per Eva si prospetta una nuova vita, invece non è così. Le ferite scavate dalla relazione con quella donna sono profondissime e la ragazza, pur essendone vittima, non riesce a staccarsi da lei.

La nuova vita
I contatti proseguono con sms telefonate e lettere e nel 2006 suor Farè le trova addirittura un lavoro come segretaria presso l’Istituto di Pavia dove svolge la sua attività. Eva accetta. La sua vita sembra essere approdata a uno stato di calma, quando, una sera di giugno del 2011, dice alla sua amica di voler lasciare l’oratorio, dove i parrocchiani sono malevoli e pettegoli, tanto da aver messo in giro brutte voci su di lei e su don Alessandro. Per l’amica è il segno di un grande cambiamento, forse Eva sta lasciando andare demoni che l’hanno tormentata fin dall’adolescenza. Qualche giorno dopo, invece, la notizia del suicidio. A ventisette anni la bella Eva si è tolta la vita lasciando dietro di sé un oceano di lacrime e dolore, ma anche di parole.

Amore e minacce nelle lettere della suora
La sua voce continua a parlare attraverso lettere, mail e altro materiale che i genitori trovano in casa sua. Documenti sconvolgenti che hanno per protagonista, ancora una volta, suor Maria Angela. Così scrive a Eva:

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Non ci deve essere nessuno di più importante di me, sento che non è così ma non lo accetto. Combatterò con tutte le mie forze per portarti via. Tu sei tutto quello che avrei voluto essere io, legata all’oratorio ma libera di scegliere. Io ho scelto troppo in fretta una vita che mi ha legata troppo.

E ancora:

‘non sono pensieri da suora. Le suore non sono tutte così, credo. Mi spiace per il cattivo esempio che ti do su questo fronte, ma davvero sento che l’amore che provo per te è incontrollabile, è l’amore che ho per te che mi spinge a fare un sacco di chilometri, a scappare di notte, per venirti a cercare. Io so che non è giusto ma non so come controllarmi. Ѐ lo stesso motore della gelosia. Impazzisco al pensiero che tu stia vicino al don, ho paura che lui possa portarti via da me. Impazzisco quando fai la vita comune perché so che tu ti spendi fino all’ultimo con i ragazzi, con il don, con i tuoi amici e invece vorrei essere lì io con te a raccogliere tutte quelle energie che hai per loro e che non usi con me’.

Scattano le accuse: stalking e abusi
Nel 2012 suor Farè viene arrestata con l’accusa di violenza sessuale, stalking e violenza privata. Per la Congregazione delle Ausiliatrici è uno scandalo enorme, per la famiglia Sacconago, il primo barlume di luce alla fine di un tunnel di soprusi e ingiustizia. Spogliata dell’abito monacale, Maria Angela Farè trascorre un periodo ai domiciliari e uno all’istituto psichiatrico di Castiglione delle Stiviere. Periziata, viene indicata come ‘socialmente pericolosa’ perché affetta da un disturbo borderline di personalità.

La vicenda viene discussa a lungo, prima a Busto Arsizio dove c’è chi crede che la povera Eva sia stata istigata al suicidio e chi invece difende a spada tratta la religiosa, poi in tribunale dove sfilano sul banco dei testimoni le amiche di Eva, raccontando di come la ragazza avesse confidato loro di essere perseguitata dalla suora e di aver subito rapporti sessuali ‘sotto costrizione’. Nove anni è la richiesta di condanna per il pm, che si traduce, in sentenza, in una condanna a tre anni per la sola accusa di violenza sessuale su minore. Lo stalking, per i giudici, non sussiste.

Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo Sondaggio anonimo

L’epilogo
Dall’amara storia di Eva è nata ed è rimasta, l’associazione ‘La mia voce ovunque’, fondata dall’amica Monica Guanzini, in sua memoria e che si occupa di recupero di ragazzi adolescenti. Perché intervenire tempestivamente, a volte, può salvare la vita.

https://www.fanpage.it/abusata-da-una-suora-a-14-anni-eva-muore-suicida/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.