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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Asti » Isernia, pedofilia in parrocchia: il vescovo Cibotti pronto ad allontanare il prete

Isernia, pedofilia in parrocchia: il vescovo Cibotti pronto ad allontanare il prete

La sindaca di Acquaviva ‘affida’ a un avviso le disposizioni della Curia dopo il servizio delle Iene sul presunto caso di abusi che ha scosso la comunità

Redazione WebNews by Redazione WebNews
15 Marzo 2018
in Abruzzo - Molise
Reading Time: 2 mins read
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Il vescovo ha deciso: allontanerà dalla parrocchia il sacerdote finito al centro del caso di presunta pedofilia.
A darne notizia è stata la sindaca di Acquaviva d’Isernia, Francesca Petrocelli, che ieri ha affisso un avviso pubblico in cui illustra i risvolti di una vicenda che negli ultimi tempi ha creato malcontento tra i fedeli.

Il punto di svolta c’è stato domenica sera, dopo che la trasmissione ‘Le Iene’ ha mandato in onda un servizio in cui il prete ha incontrato il suo accusatore, il 34enne polacco Giorgio Babicz. Le frasi pronunciate da sacerdote, tradotte dai sottotitoli, hanno fatto scattare l’allarme delle mamme e della stessa prima cittadina che nelle scorse ore ha avuto un faccia a faccia con monsignor Camillo Cibotti.

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Nella comunicazione della sindaca si legge: «In data 13 marzo 2018 ha avuto un incontro con sua eccellenza monsignor Cibotti, vescovo della diocesi di Isernia-Venafro per affrontare le note problematiche riguardanti la parrocchia di Sant’Anastasio Martire, che hanno turbato la nostra comunità e quella nazionale e che hanno avuto notevole rilievo su tutti gli organi di comunicazione di massa.

Sua eccellenza Cibotti, su invito della sottoscritta, ha assicurato che farà visita alla nostra comunità domenica 18 marzo 2018, alle ore 11, celebrando la Santa messa che si terrà nella chiesa madre e in quella sede annuncerà la sostituzione dell’attuale parroco con altro sacerdote, probabilmente prima della Santa Pasqua».
Il vescovo ha quindi accolto l’invito del capo dell’amministrazione di allontanare il parroco e ha peraltro garantito che sono ancora in corso gli accertamenti, di natura ecclesiastica, per arrivare alla verità e alla chiusura di una vicenda molto dolorosa, sia per le parti coinvolte, sia per l’intera comunità dei fedeli che rientrano nella diocesi.
Ha creato non poco sconcerto, dunque, il servizio mandato in onda domenica scorsa dal noto programma di Italia 1. Fino a quel momento, infatti, i fedeli avevano difeso il loro parroco, certi della sua innocenza. Ma poi qualcosa è cambiato.

Ciò che più ha sconvolto la piccola comunità è stato il dialogo tra il prete e la sua presunta vittima. Frasi che hanno profondamente turbato il paese.
«A volte nella vita uno può anche sbagliare – ha dichiarato il parroco nella conversazione on Babicz in lingua polacca -. Per quegli errori che ho commesso ti chiedo sinceramente scusa.

Dona adesso Dona adesso Dona adesso

Non sto dicendo che ero un Santo. Io voglio che ci sia pace tra di noi, come comanda il Signore. Senti nessuno è perfetto. È inutile che andiamo a scavare nel passato. La vita è un mistero, questa è la verità. Mettiamoci una pietra sopra. Tu dimentica e io dimentica. Iniziamo a vivere in un modo cristiano».

Jan Mazurkiewicz

Isernia, pedofilia in parrocchia: il vescovo Cibotti pronto ad allontanare il prete

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.