Cruz (vittima di abusi): «Per la prima volta mi sono sentito ascoltato. L’inviato del Papa ha pianto ascoltando i miei racconti sugli abusi di padre Karadima»
È durato quasi quattro ore l’incontro a New York tra il giornalista cileno Juan Carlos Cruz e monsignor Charles Scicluna, inviato del Papa per la vicenda cosiddetta «Karadima-Barros», molto presente durante il recente viaggio di Francesco in Cile dal 18 al 21 gennaio. Ieri, sabato 17 febbraio, in una parrocchia di New York (Holly Name of Jesus di Manhattan), l’inviato speciale di papa Francesco ha parlato a lungo, senza limiti e senza fretta, con la vittima principale degli abusi del sacerdote cileno Fernando Karadima, processato e condannato sia in sede civile che in sede canonica. «Si è trattato di una riunione lunga e difficile», ha detto Cruz, e poi ha osservato piangendo: «Sono felice di aver potuto parlare con monsignor Charles Scicluna e con il padre Jordi Bertomeu, della Congregazione per la Dottrina della Fede. Si sono comportati molto bene con me. È la prima volta che sento che ci ascoltano».
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