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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » Angelo Balducci » Sepe supera l’ostacolo pedofilia, il Papa lo conferma all’Arcidiocesi di Napoli.

Sepe supera l’ostacolo pedofilia, il Papa lo conferma all’Arcidiocesi di Napoli.

Redazione WebNews by Redazione WebNews
27 Gennaio 2018
in Campania
Reading Time: 2 mins read
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Il cardinale avrebbe dovuto lasciare la diocesi a giugno, al compimento dei 75 anni. Papa Francesco, invece, gli ha chiesto di rimanere a Napoli “almeno altri due anni”.

La decisione di papa Francesco è arrivata un po’ a sorpresa: il cardinale Crescenzio Sepe otterrà una proroga e potrà restare arcivescovo di Napoli per “almeno altri due anni”. La notizia è stata fatta trapelare dallo stesso Sepe, mentre in Vaticano come nel capoluogo partenopeo ci si preparava già alla sua successione ed era pure partito il totosostituto. Invece no: l’inscalfibile Sepe non si muoverà da Napoli nonostante il prossimo 2 giugno compirà i 75 anni, età che prevede le dimissioni obbligatorie dall’incarico.

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Papa Francesco ha lasciato tutti, ancora una volta, carichi di meraviglia. Durante un colloquio riservato, ha chiesto a Sepe di restare al suo posto. Il prelato napoletano, che mirava proprio a questo, rimasto molto soddisfatto. Nei giorni precedenti erano circolate voci che volevano la messa in pensione di Sepe come cosa praticamente scontata. Su di lui grava, tra l’altro, l’accusa di aver coperto almeno un sacerdote pedofilo. Un’accusa mai provata e al quale Francesco ha fatto capire di non credere affatto. Così, Sepe non si muoverà da largo Donnaregina almeno fino al 2020, con buona pace di tutti i suoi amici, a Roma e a Napoli.
Sepe è figura da tempo “chiacchierata”. Noto per le sue omelie al limite del bizzarro e per la sua presenza a tutti i più importanti party cittadini, è entrato nel cuore della gente per il suo stile semplice e diretto. Tuttavia, nel corso della sua carriera ecclesiastica ha affrontato diversi scandali, l’ultimo dei quali è proprio quello legato alla presunta copertura di don Silverio Mura. Grande organizzatore del Giubileo del 2000, Giovanni Paolo II lo premiò creandolo cardinale e dandogli la guida della potente e ricchissima Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. La sua gestione della Congregazione spinse Benedetto XVI ad allontanarlo da Roma, spedendolo alla guida dell’arcidiocesi partenopea.
Nel 2010 Sepe fu iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Perugia per aver concesso all’ex ministro dei trasporti Pietro Lunari alcuni appartamenti di proprietà della Congregazione a prezzo di favore in cambio di alcuni lavori al lussuoso palazzo della Congregazione stessa in piazza di Spagna a Roma. Nel 2001 Sepe nominò il dirigente pubblico Angelo Balducci, gentiluomo di Sua Santità, consultore della Congregazione: diverse inchieste giudiziarie hanno svelato intrecci di potere tra il burocrate ed il cardinale. Nel 2014 l’ex sottosegretario all’economia Nicola Cosentino, arrestato per aver favorito la camorra casertana, svelò di aver assunto due nipoti del cardinale su richiesta dello stesso Sepe.

http://napoli.fanpage.it/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.