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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » chiesa » Rivelati altri dettagli sulle denunce del Provolo di La Plata

Rivelati altri dettagli sulle denunce del Provolo di La Plata

Redazione WebNews by Redazione WebNews
7 Agosto 2017
in World
Reading Time: 2 mins read
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La poesia intima dedicata ad un ex seminarista, denunciato da una persona di questo luogo, prova la promiscuità che regnava nell’ordine.

La prima documentazione analizzata che è stata trovata tra le prove sequestrate nel Provolo mendocino apporta dati cruciali per l’indagine degli episodi di abuso e corruzione dei bambini sordi nell’istituto religioso di Luján de Cuyo.

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Parte di questa documentazione è stata pubblicata nell’edizione di ieri de Los Andes e consiste in una lettera che un membro dell’ordine in La Plata ha inviato al sacerdote Nicola Corradi (81, oggi imputato e detenuto per gli episodi nella nostra provincia) nel 2002, quando quest’ultimo era già in Mendoza. 

Lì il remittente -identificato con le iniziali J.G.J.- informa con preoccupazione il prete italiano sulle irregolarità e condotte promiscue osservate nella sede platense, ed accusa con nome e cognome un  ex novizio e seminarista di nome Gerardo per questi “comportamenti deviati”, così come anche si riferisce alla complicità di altri sacerdoti per proteggerlo e avvallare queste azioni.

Di fatto, nella relazione emerge che Gerardo era già stato rifiutato nell’ordine bonaerense precisamente per questo, al tempo che chiede a Corradi che prenda azione nei fatti dato che un gruppo di preti (anch’essi in questa sede) lo proteggono “a cappa y spada” e lo appoggiano di fronte ad una nuova possibilità di ritornare al Provolo. Unita a questa missiva, J.G.J. aggiunge una copia di un poema -quanto meno- bizzarro (nel nuovo senso della parola vincolato a qualcosa di inspiegabile ed inconcepibile) con il quale identificano l’ex seminarista nell’intimità dell’ordine.

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Si tratta di otto strofe ispirate ad un brano del gruppo di musica tropicale Los Sultanes (di effimero successo) Dove si può apprezzare la perversione e la promiscuità tanto di colui al quale allude nella canzone (Gerardo) come dell’immagine che hanno dentro all’ordine di questo ex novizio, il quale era chiamato ironicamente “La segretaria di Lady Di” (Lady Di sarebbe il soprannome di uno dei sacerdoti  del Provolo di La Plata).

Los Andes ha avuto acceso al testo della canzone. J.G.J. ha fatto anche altre denunce sulla mancata consegna degli abiti ai bambini che pernottavano nel convitto del Provolo platense (incluso accusa le suore del luogo di vendere alcuni di questi abiti “per due o tre pesos”), ed anche sul fatto che servivano a questi bimbi alimenti scaduti.

Uno dei dettagli che risulta impattante agli investigatori è che, avendo questa lettera e questa informazione in suo potere, lo stesso Corradi non abbia preso opportunamente misure né avvisato o dato luogo all’intervento della chiesa per far sì che investigasse la situazione (cosa che è stata fatta di fronte alle denunce in Mendoza).

http://www.losandes.com.ar/article/revelan-mas-detalles-sobre-denuncias-del-provolo-de-la-plata

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.