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Portale dell'Associazione Rete L'ABUSO | world » Suor Cathy, uccisa dopo aver scoperto lo scandalo dei preti pedofili

Suor Cathy, uccisa dopo aver scoperto lo scandalo dei preti pedofili

Redazione WebNews by Redazione WebNews
28 Luglio 2017
in World
Reading Time: 5 mins read
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Suor Catherine Cesnik fu trovata morta il 3 gennaio 1970 in un bosco del Maryland. Insegnante in una scuola femminile cattolica di Baltimora, la giovane suora era venuta a conoscenza degli abusi sessuali a cui le studentesse erano costrette dai preti della scuola.

Negli anni Sessanta Pittsburg, in Pennsylvania, era ancora la città industriale che si era guadagnata il significativo nome di Steel City, la città d’acciaio. Nel popoloso quartiere nord-orientale di Lawrenceville, abitato prevalentemente da operai e pendolari, vivevano i Cesnik, una distinta famiglia con quattro figli. Catherine era certamente la più giudiziosa tra tutti, quella che si dice una ragazza con la testa sulle spalle, sveglia, intelligente, responsabile. Sua madre la guardava crescere con la certezza che avrebbe avuto un futuro radioso. Dopo essere stata eletta presidente del consiglio degli studenti e reginetta di maggio, si diplomò alla Saint Augustine High School, nel 1960.

Suor Cathy
Allegra, esuberante e straordinariamente bella, decise di prendere i voti in un ordine religioso dedicato all’insegnamento, la sua vera vocazione. Anche di fronte a un pretendente che voleva sposarla, un giovane seminarista di nome Gerard Koob, che avrebbe rinunciato all’abito talare per lei, Cathy scelse i voti. Decisa, come era stata fin dall’infanzia, andò dritta per la sua strada e nel 1965 cominciò a insegnare alla Archbishop Keough High School. Rimase lì per quattro anni fino a quando non la trasferirono alla Western High School di Baltimora, nel Maryland, una scuola cattolica a quattro ore dalla città dove era cresciuta. Tra i banchi dell’istituto femminile, suor Cathy, che insegnava letteratura inglese, diventò la beniamina delle ragazze. Da quando c’era lei, Shakespeare non sembrava più noioso. Studiare poesia con Suor Cathy era diventato quasi un momento mistico.

La scomparsa
La giovane suora viveva in un modesto appartamento alla periferia di Baltimora. Il pomeriggio del 7 novembre 1969 uscì per andare al centro commerciale a compare un regalo a un suo familiare. Quando la consorella che viveva con lei non la vide rientrare, fece subito una telefonata: chiamò Gerard Koob. Pur avendo rifiutato la proposta di matrimonio, Cathy era molto legata a lui e i due continuavano a scriversi struggenti lettere d’amore. Ma padre Gerald, che si trovava a cena con un altro sacerdote, non sapeva dove fosse Cathy. I due preti raggiunsero la coinquilina di Catherine e insieme avvertirono la polizia della sua scomparsa.

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Le ricerche
Suor Catherine non tornò a casa quella sera, nemmeno il giorno dopo e quello dopo ancora. La sua auto fu trovata parcheggiata a pochi metri da casa, al centro della carreggiata, in curva. Chiunque avesse lasciato lì quell’auto, voleva che fosse trovata. Sui giornali locali di Baltimora si parlava ogni giorno della misteriosa scomparsa della suora, mentre la famiglia Cesnik non poteva rassegnarsi all’idea che se ne fosse andata senza dir loro nulla, che avesse lasciato quella vita che aveva costruito con amore e responsabilità. Cathy, infatti, non lo aveva fatto: era distesa in mezzo alle foglie autunnali di un bosco nei pressi di Lansdown, con il cranio sfondato.

Baltimora sotto choc
Fu un cacciatore a trovare il suo corpo congelato dal gelo invernale, il 3 gennaio 1970. La notizia dell’omicidio della giovane suora sconvolse le consorelle, le studentesse e gli altri colleghi della Western School. I Cesnik ascoltarono con lo sguardo perso gli agenti che gli annunciavano il ritrovamento del cadavere della loro Cathy, uccisa a 26 anni. Al centro delle indagini, inizialmente, finì Gerard Koob, ma aveva un alibi e i sospetti si allontanarono subito. Alcuni poliziotti, però, rimasero convinti che il giovane prete sapesse più di quanto non avesse detto.

La rivelazione
La polizia smise di indagare fino a quando, nel 1994, Jean Wehner, quarantenne ex studentessa della Western, non fece una sconvolgente scoperta. Sul lettino dell’analista, dove ogni settimana ripercorreva la sua vita inciampando nei ricordi, mise a fuoco immagini del suo passato che aveva completamente rimosso. Ricordò come a 16 anni si fosse rivolta ai preti della scuola per avere aiuto con i suoi genitori, che avevano scoperto che fumava marijuana.

I preti pedofili
Ripresero forma e corpo il cappellano scolastico, padre Joseph Maskell, che l’aveva violentata nel suo ufficio; padre Neil Magnus, che si era masturbato nel confessionale mentre lei gli rivelava gli abusi subiti; il ginecologo, Christian Richter, che l’aveva visitata alla presenza del reverendo Maskell, per assicurarsi che non fosse incinta. Un mondo di orrore nascosto nei cassetti della memoria e tornato prepotentemente alla luce della coscienza. Poi rivide quella scena: padre Maskell che le mostrava il cadavere di Suor Cathy abbandonato nel bosco: “Ecco che fine fa chi parla male degli altri” le disse.

Lo scandalo
Si presentò alla polizia per denunciare gli abusi e ciò che ricordava dell’omicidio. Un’inchiesta che la vedeva testimone anonima sotto il nome di ‘Jane Doe’ fece tremare le mura dell’Arcidiocesi di Baltimora, la prima giurisdizione cattolica del Paese. Altre vittime di abusi sessuali saltarono fuori dopo la denuncia della quarantenne. L’avvocato Teresa Lancaster, nelle carte dell’inchiesta indicata come ‘Jane Roe’, raccontò alla polizia gli abusi subiti dai preti quando era studentessa, aggiungendo un particolare decisivo: Suor Cathy aveva scoperto il segreto dei preti e aveva affrontato Maskell. Alla denuncia seguì una richiesta di risarcimento di 40 milioni di dollari a carico di Maskell e l’Arcidiocesi. Sean Caine, portavoce della circoscrizione vescovile, ammise che le accuse contro i sacerdoti erano “credibili”.

Chi insabbiò l’omicidio?
Ai tempi dell’omicidio Maskell era il cappellano della polizia della Contea di Baltimora, della Polizia di Stato del Maryland e della Guardia Nazionale del Maryland. Il fratello maggiore, l’agente di polizia Tommy Maskell, era stato ferito mentre cercava di fermare una rapina. È facile immaginare che il cappellano fratello di un poliziotto eroe all’epoca fosse stato trattato con riguardo dalla polizia locale. Nick Giangrasso, l’agente che si occupò del caso, dichiarerà in futuro di avere avuto la sensazione che il caso fosse stato insabbiato per proteggere la Chiesa.

L’epilogo
Le nuove indagini non ebbero conseguenze legali sui presunti responsabili degli abusi. Essendo stati denunciati a più di tre anni dai fatti, gli abusatori, secondo la legge del Meryland, non erano più punibili. Padre Magnus è morto nel 1988, molto prima che lo scandalo scoppiasse. Il reverendo Maskell, destituito dal sacerdozio dopo la denuncia, è morto nel 2001. Il suo DNA è stato recentemente confrontato con una traccia trovata su una sigaretta raccolta all’epoca sulla scena del ritrovamento del corpo, ma è risultato negativo.

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Oggi la polizia indaga sul possibile collegamento dell’omicidio di Suor Cathy con altri delitti avvenuti a Baltimora nello stesso periodo. La 20enne Joyce Malecki, venne trovato morta pochi giorni dopo la scomparsa di suor Cathy in un fiume vicino. La sua auto abbandonata fu ritrovata in una stazione di servizio a Odenton. Il 16 ottobre 1970, la 16enne Pamela Lynn Conyers scomparve dopo essere andata al centro commerciale Hurundale di Glen Burie. Quattro giorni dopo, il suo corpo fu trovato in un bosco del Maryland. Nel settembre 1971, Grace Elizabeth Montayne, studentessa cheerleader della Franklin Sr. High School fu trovata morta dietro al cimitero di Auburn di Westport, a Baltimora. Il caso è stato ripreso anche dalla serie-documentario prodotta da Netflix, The keepers.

http://www.fanpage.it/suor-cathy-uccisa-dopo-aver-scoperto-lo-scandalo-dei-preti-pedofili/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.