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Recensione del libro di Federico Tulli “Chiesa e pedofilia: il caso italiano”

Redazione WebNews by Redazione WebNews
21 Giugno 2017
in Libri
Reading Time: 7 mins read
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“La pedofilia nella Chiesa è opera del diavolo – dice Bergoglio – è una malattia diabolica… dobbiamo esserne convinti per curarla. I pedofili vanno capiti e perdonati”. E invoca la misericordia per loro, i pedofili.

Ma davanti al dato statistico che la pratica della pedofilia clericale è diffusa in tutto il mondo ed ha proporzioni spaventose, l’opinione pubblica è ormai profondamente indignata e non condivide queste affermazioni assolutorie, al contrario, le ritiene i soliti inflazionati escamotage per continuare a coprire i pedofili e aiutarli a sottrarsi alla giustizia. La chiesa cattolica si ritrova dunque come non mai, sotto il fuoco incrociato delle vittime che non sono più disposte a subire in silenzio, della stampa che sbatte i pedofili in prima pagina, dei tribunali che li processano, degli specialisti che smentiscono il presunto disturbo mentale, e perfino di una parte della stessa chiesa cattolica che, tramite i suoi studiosi/teologi/filosofi, prende le distanze dalla morbida e generica definizione di “atti impuri” riferita al gravissimo reato della pedofilia, e inchioda il Vaticano alle sue responsabilità.

“La pedofilia – scrive Federico Tulli, giornalista e autore di “Chiesa e pedofilia, il caso italiano” – non è un vizio, la pedofilia non è un atto di lussuria, la pedofilia non è un peccato e tanto meno un delitto contro la morale o un’offesa alla castità come dice il Catechismo. La pedofilia è un crimine violentissimo contro persone inermi”.

Ecco un libro che non dovrebbe mancare nella libreria di ogni persona perbene, sia cattolica che atea o di qualunque altra fede religiosa purché abbia una coscienza che reclami giustizia e rettitudine, i due requisiti che stanno alla base di ogni consesso umano degno di tale aggettivo.

Parliamo dell’ultima fatica letteraria di Federico Tulli, giornalista e saggista, “Chiesa e pedofilia: il caso italiano” un testo sconvolgente che scuote la mente e il cuore anche dei più cinici e di tutti coloro, credenti o non credenti, che s’illudono sulla disponibilità della Chiesa cattolica a cambiare uno status quo di millenaria potenza. Una potenza spaventosa che le ha permesso e continua a permetterle di perpetrare i più orrendi crimini nella più assoluta impunità, fatto inaudito e unico in tutta la storia occidentale. E senza dubbio il delitto più atroce, inaudito, imperdonabile è quello compiuto sui bambini, creature indifese che la natura e la cultura hanno affidato alla protezione degli adulti e che molti, troppi, di essi adulti tradiscono nei modi più spietati.

Il libro analizza il fenomeno dell’abuso sessuale sui minori a partire dalle origini, cioè dal mondo greco e latino dove era molto diffuso e ampiamente tollerato, anzi ritenuto una componente di rilievo nella relazione tra il maestro e l’alunno.

“Nell’età imperiale romana – scrive Tulli – la prima età della vita era una terra desolata soggetta ad angherie e violenze d’ogni genere“. Questo disprezzo verso l’innocenza dell’età infantile verrà in parte mitigato dal cristianesimo (lo si evince dal celebre monito di Gesù Cristo che suggerisce ai pedofili di legarsi una pietra al collo e gettarsi in mare, lui sì che è per la tolleranza zero) ma di fatto sarà rafforzato dall’ipocrisia e dalla perversione del clero cattolico. Oggi, grazie all’evoluzione della sensibilità morale, scientifica e giuridica della società, la pedofilia e la pederastia sono considerate per quello che sono: reati abominevoli. Anche se continuano a dilagare soprattutto negli ambienti religiosi e proprio da coloro i quali si ergono a detentori e maestri di etica.

L’autore analizza dunque il turpe fenomeno da ogni possibile punto di vista nel tempo e nello spazio, sociale, psicologico, politico, giuridico, portandoci fin dentro l’abisso della fenomenologia del sacro il cui impatto irrazionale contribuisce a determinare un’inflazione psichica nel prete. Un prete che, investito dalla super potenza dell’impunità, si sente autorizzato a varcare finanche i limiti dell’umano e collocarsi al di là del bene e del male!

Sul filo di quest’ottica, infatti, Tulli ci mostra la pretesa – squisitamente clericale – di una normalizzazione del comportamento pedofilo al fine di rivelarlo e stigmatizzarlo sostenendo che solo una piena consapevolezza e una efficace reazione dell’opinione pubblica può mettere fine a questa infinita sconvolgente strage di innocenti, a questa interminabile sequela d’infanticidi esistenziali ad opera di un impressionante numero di maschi bene al riparo dell’abito talare!

Assistiamo così all’emergere dei pedofili, come topi di fogna, nelle chiese di mezzo mondo, dagli Stati Uniti all’Irlanda, dal Belgio all’America del sud, dalla Francia alla Germania e ovviamente e soprattutto in Italia.

“Nella cattolicissima Irlanda– leggiamo esterrefatti – tra il 1995 e il 2011, nonostante le resistenze e le pressioni locali e della Santa Sede, diversi magistrati sono riusciti a indagare e a dimostrare abusi compiuti da oltre mille religiosi su almeno 30.000 bambini ed adolescenti, sgominando un radicato sistema di potere, laico e clericale, che per oltre cinquant’anni era riuscito a coprire le violenze e a garantire l’impunità ai responsabili“. E il primo ministro irlandese Enda Kenny ha denunciato di fronte al suo parlamento le pressioni del Vaticano per insabbiare, occultare e minimizzare le responsabilità del clero su questa serie di delitti e abusi sui minori.

Ebbene, come mai la stessa cosa non avviene in Italia? Perché – spiega l’autore – stante la secolare sudditanza della nostra classe politica al Vaticano, ad un presidente del consiglio italiano una cosa del genere è praticamente impossibile.

Nel 2002, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II (il famoso santo subito) la Chiesa cattolica fu investita da un uragano di scandali pedofili accaduti negli Stati Uniti, in special modo nella arcidiocesi di Boston gestita dal cardinale Bernard Law. Attraverso un’inchiesta a dir poco sensazionale, il “The Boston Globe” fece emergere i numerosi abusi di padre John Geoghan su centinaia di minori con 86 procedimenti giudiziari avviati dalle vittime contro di lui che si conclusero con un risarcimento di dieci milioni di dollari. Altre vittime si fecero avanti presso altre diocesi rivendicando anch’esse un legittimo risarcimento che giunse così a complessivi due miliardi di dollari in dieci anni, portando la Chiesa Cattolica americana sull’orlo della, meritatissima, bancarotta.  Si era appena agli inizi, migliaia di altri casi infatti esplosero nel resto del mondo e le vittime, decise ad andare fino in fondo, diedero uno scossone epocale all’immagine immacolata della Chiesa Cattolica.

A questo punto l’autore passa in rassegna gli innumerevoli scandali accaduti nelle parrocchie italiane dall’inizio dell’unità d’Italia fino al raccapricciante caso dell’istituto Provolo (in Argentina) dove fu scoperta una stanza dedicata alla pedofilia sadica. Lì decine e decine di bambini sordi furono stuprati senza pietà da 27 tra sacerdoti e laici che davano la stura ad abusi sessuali, torture e sevizie che in alcuni casi si concludevano con la morte delle vittime…   messe così a tacere per sempre.

Attraverso un’eccellente, pedissequa e inattaccabile documentazione, Federico Tulli mette sotto gli occhi sgomenti dei lettori, una mole di abusi sui minori senza precedenti, consumati da emeriti aguzzini con la complicità e la protezione dei diretti superiori, vescovi, arcivescovi e cardinali, preoccupati soltanto di mantenere il segreto su tale mastodontica infamia affinché non danneggi l’immagine della Chiesa e non comporti immani esborsi di denaro.

Nessun senso di colpa, nessuna comprensione, nessuna pietà, emerge invece per le vittime. Al contrario, qua e là perfino si insinua che sono piccoli ma scafati seduttori e complici dei loro abusanti!

E c’è dell’altro: nel pozzo nero di questa politica di copertura, di reticenze e di granitica omertà, l’autore rivela collegamenti delinquenziali tra molteplici scandali finanziari: “rapporti con le cosche mafiose e sanguinarie dittature, pedofilia nel clero (…) giochi di potere tra persone disposte a tutto, la pedofilia e il denaro“.

E in che cosa consiste la “punizione”? Consiste nel trasferimento del prete da una parrocchia all’altra dove ovviamente continuerà a compiere i suoi crimini come se niente fosse, e sempre impunemente. Per la cronaca, aggiungiamo una chicca: il citato arcivescovo di Boston, Bernard Law costretto alle dimissioni dalle proteste di migliaia di fedeli per aver protetto padre Geoghan, viene richiamato a Roma da papa Giovanni Paolo II che lo nomina arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore, praticamente gli conferisce un premio!

Sempre Giovanni Paolo II è citato spesso da Tulli non certo per motivi di santità bensì per la sua annosa amicizia con padre Marcial Maciel Degollado il sacerdote messicano fondatore dei Legionari di Cristo, un autentico e incallito malfattore responsabile di uno spropositato numero di crimini. In un libro che difficilmente vedremo in Italia, i cui diritti appartengono alla Grijalbo- Random House Mondadori, sono raccolti i documenti segreti e inediti da cui emerge la consapevole complicità delle gerarchie vaticane a cominciare da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI proprio con Degollado, un vero e proprio campione di perversioni plurime: pedofilo, consumatore di droghe, stupratore seriale e padre di numerosi figli uno dei quali lo accusò di averlo violentato!

Per ben sessant’anni costui perpetrò i suoi crimini godendo della protezione e della stima della Santa Sede fino al 2006, quando, essendo ormai la mole degli scandali di pubblico dominio, papa Benedetto XVI si vide costretto a destituirlo.

Alla domanda spontanea su come mai tutte queste atrocità possono essere compiute nella più indecente impunità, l’autore fornisce l’unica e sola logica spiegazione che si rifà alla struttura della Chiesa Cattolica : “Un’istituzione patriarcale – dice – un compatto e capillare sistema di potere fondato sull’omertà e sulla reticenza di tutti i suoi componenti. Un sistema talmente radicato che nemmeno dopo un secondo scandalo altrettanto esteso (nel 2009- 2010 in Europa e, come abbiamo visto, con oltre 30.000 vittime nella sola Irlanda) i vertici della Santa Sede hanno cominciato a prendere in considerazione l’idea di modificare le norme  e quei rapporti all’interno della Curia con l’esterno, che hanno permesso al sistema stesso di garantire la conservazione di un potere antidemocratico bi-millenario e da sempre contrario al rispetto dei più elementari diritti umani”.

In sintesi l’abuso non è un difetto nel sistema, l’abuso era ed è IL SISTEMA della Chiesa Cattolica e questo libro da incubo ce lo mostra in tutta la sua ripugnante realtà!

 di Angela adamo e Raffaella Mauceri

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.