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I vescovi sulla pedofilia del clero ripetono le solite cose per non fare alcun passo in avanti (Noi siamo chiesa)

Redazione WebNews by Redazione WebNews
26 Maggio 2017
in Cronaca e News
Reading Time: 8 mins read
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Le scosse sismiche, le abbondanti nevicate, le vittime e il dolore; ma anche la vicinanza e solidarietà della Chiesa italiana alle popolazioni del Centro Italia. Una Chiesa che, proprio in forza della sua prossimità alla gente, alza la voce per chiedere un Piano nazionale contro la povertà, decreti attuativi che diano concretezza a provvedimenti a favore della famiglia, affido a case famiglia per i minori non accompagnati e riconoscimento della cittadinanza per quanti hanno conseguito il primo ciclo scolastico. E non manca di esprimere preoccupazione per le proposte legislative legate al fine vita.

I temi della prolusione con cui il Cardinale Presidente, Angelo Bagnasco, ha aperto la sessione invernale del Consiglio Episcopale Permanente – riunito a Roma dal 23 al 25 gennaio 2017 – hanno trovato nei Vescovi attenta considerazione, approfondimento e rilancio.

Sullo sfondo della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi – che Papa Francesco ha convocato per il mese di ottobre del 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale – e degli Orientamenti pastorali del decennio il Consiglio Permanente ha messo a fuoco il tema principale della prossima Assemblea Generale (Roma, 22-25 maggio). Ha condiviso le procedure per eleggere in quella sede la terna relativa alla nomina del Presidente della CEI.

Nel corso dei lavori si è discussa una bozza di Sussidio sul Rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente.

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I Vescovi hanno continuato la riflessione in merito alla revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici in Italia in materia matrimoniale. Hanno, quindi, accolto una comunicazione circa la conclusione dei lavori della Commissione paritetica (ex art. 49 della Legge n. 222/1985). Un aggiornamento è stato dedicato anche alla tematica del fine-vita, a partire dal testo unificato in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari.

Ampio spazio è stato posto all’esame dei piani di lavoro delle Commissioni Episcopali, così da orientarne la programmazione del prossimo quinquennio.

Fra gli adempimenti amministrativi, il Consiglio Permanente ha preso visione della proposta di ripartizione dei fondi dell’otto per mille che perverranno nel 2017. Ha provveduto ad alcune nomine, fra le quali quella di un membro di Commissione Episcopale, quella dell’Economo della CEI e una proposta circa l’Assistente Ecclesiastico Generale dell’Azione Cattolica Italiana. Infine, sono stati approvati provvedimenti relativi a statuti di alcune Associazioni di fedeli.

  1. Terremoto, le risposte della Chiesa

La tragedia perdurante che sta mettendo a dura prova le popolazioni del Centro Italia – sotto forma di continue scosse sismiche e di nevicate eccezionali – ha incontrato la piena sollecitudine del Consiglio Permanente. I suoi membri si sono fatti interpreti del dolore di intere comunità, lacerate negli affetti e nei luoghi di riferimento principali, a partire dalle abitazioni. Forte è emersa anche la preoccupazione per le centinaia di chiese pesantemente danneggiate, con un impoverimento significativo di beni culturali e identitari. Tale scenario, è stato rimarcato, rischia di compromettere pure la prossima stagione turistica, con ricadute economiche negative per l’intero indotto.

A fronte di questa situazione, il Consiglio Permanente ha, innanzitutto, manifestato stima e ammirazione per la grande dignità con cui la gente sta affrontando la situazione; una gratitudine particolare è stata espressa nei confronti dei presbiteri e dei Vescovi, che anche in questa circostanza hanno saputo rivelarsi padri e pastori. Nel contempo, i lavori hanno richiamato anche l’importanza che su queste terre – una volta passata la prima emergenza – non si spengano i riflettori. Va in questa direzione l’impegno assicurato in molteplici forme dalla Chiesa italiana, a partire dalla valorizzazione della generosità delle parrocchie, che hanno risposto alla colletta indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana devolvendo circa 22 milioni di euro. Attraverso Caritas Italiana, questi fondi sono impiegati per risposte a bisogni primari – in alcune zone, è stato rilevato dai Vescovi, permangono ancora difficoltà di approvvigionamento di viveri – e per la realizzazione di alcune strutture polifunzionali a servizio delle comunità; sono stati, inoltre, avviati i primi progetti sociali e di sviluppo economico.

I membri del Consiglio Permanente hanno condiviso anche altre iniziative, con cui dare continuità all’impegno di vicinanza solidale. Attingendo alle risorse dell’otto per mille, la prima misura ha visto lo stanziamento di 300mila euro a ognuna delle 26 diocesi interessate dalle conseguenze del sisma (con un ammontare complessivo di 7 milioni e 800mila euro) per interventi su edifici ecclesiastici destinati al culto e alla pastorale. Tra le altre realizzazioni, il lavoro congiunto e costante di questi mesi con il Commissario Straordinario per la ricostruzione e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – e che ha coinvolto anche i Vescovi delle zone danneggiate – ha portato alla firma di un Protocollo d’Intesa. Con tale strumento si vengono a concordare insieme “priorità, modalità e termini per il recupero dei beni culturali di interesse religioso danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo”. Sono stati, inoltre, istituiti una Consulta – finalizzata a rendere stabile lo scambio e la collaborazione tra le parti – e un Tavolo di lavoro tecnico che, oltre a definire le priorità degli interventi per il recupero dei beni culturali di interesse religioso, è chiamata ad assicurare il coordinamento e le istruttorie.

  1. Povertà, quali politiche familiari?

La difficile situazione del Paese, legata all’emergenza sismica, ha rafforzato nel Consiglio Permanente la volontà di favorire una piena consonanza di intenti per una risposta corale. Questa attenzione non ha impedito ai Pastori di farsi voce delle difficoltà in cui versano molte famiglie a causa di una crisi economica che ne segna un preoccupante impoverimento, a fronte anche di situazioni di evidente e intollerabile privilegio. Di qui, la richiesta pressante dell’Episcopato per politiche familiari che possano trovare attuazione senza ulteriori dilazioni di tempo e di misure che aiutino la ripresa dell’occupazione: sono condizioni di futuro, soprattutto per i giovani e per il Meridione.

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  1. Giovani, dall’Assemblea al Sinodo

I giovani – sui quali già si era soffermata la prolusione del Cardinale Presidente – sono tornati al centro dell’attenzione del Consiglio Permanente anche in relazione alla scelta del tema principale della prossima Assemblea Generale (Roma, 22-25 maggio 2017). Nell’offrire indicazioni su contenuti e modalità i Vescovi hanno, da una parte, valorizzato il percorso degli Orientamenti pastorali del decennio, proponendo che l’Assemblea si confronti sulla questione educativa e sull’azione pastorale in riferimento proprio all’universo giovanile; dall’altra, si sono riconosciuti quali destinatari diretti nel lavoro di coinvolgimento di tutte le componenti ecclesiali sul tema della prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (Roma, ottobre 2018). Essa, infatti, è stata convocata dal Santo Padre proprio su I giovani, la fede e il discernimento vocazionale; lo scorso 13 gennaio ne è stato presentato il Documento preparatorio.

Il Consiglio Permanente si è, quindi, ritrovato concorde nell’affrontare la presenza delle nuove generazioni nella Chiesa, quale opportunità per verificare la capacità di quest’ultima di generare a una vita di fede. Ha immaginato di farlo coinvolgendo direttamente i giovani, impegnandosi – nello spirito del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze – a farli sentire soggetti di tale processo.

In questa luce, si guarda con attenzione al Servizio Nazionale per la pastorale giovanile per l’elaborazione di proposte che aiutino a rileggere le pratiche pastorali, ad accogliere le istanze dei giovani e a valorizzare i luoghi di spiritualità presenti sul territorio.

I Vescovi sottolineano come assumere la centralità del mondo giovanile interroghi metodi, linguaggi e ambienti – anche oltre le parrocchie – e la disponibilità a farsi loro incontro per coinvolgerli nell’esperienza ecclesiale. Una proposta più articolata, sulla quale impostare il lavoro dell’Assemblea, è affidata alla Segreteria Generale in vista del Consiglio Permanente di marzo. Gli ambiti individuati – attorno ai quali si è pensato anche di chiedere ad alcuni giovani di portare la loro testimonianza in Assemblea – toccano le modalità della proposta di Gesù Cristo e, quindi, l’incidenza della fede nella vita; la dimensione ecclesiale, quella missionaria e il rapporto con la cultura.

  1. Presbiteri, una traccia di proposte qualificate

“Episodi di infedeltà al ministero e di oggettivo scandalo sono motivo di dolore, a non fanno comunque venir meno la stima e l’ammirazione per il presbiterio nel suo complesso”.

Lo sguardo di fiducia, espresso dal Card. Bagnasco nella prolusione, trova conferma nelle pagine del Sussidio, che giunge a conclusione del lavoro compiuto dai Vescovi nell’ultimo biennio attorno al tema del Rinnovamento del clero a partire dalla formazione permanente. Il testo punta a raccogliere e a consegnare al discernimento degli stessi sacerdoti una traccia di lavoro condiviso, con alcune proposte qualificate. L’intento è anche quello di agevolare la virtuosa circolazione di iniziative già in atto, oltre alla creazione di percorsi che favoriscano la comunione e la ministerialità, il cammino spirituale dei presbiteri e il rinvigorimento della loro attività missionaria, insieme a una migliore e più snella gestione delle questioni economiche e amministrative. In questa luce, dà voce all’importanza che nella formazione permanente di saper passare da esperienze occasionali e progetti organici, strutturati per un cammino che aiuti i presbiteri a ravvivare il dono ricevuto.

Dopo il passaggio in Consiglio Permanente, i Vescovi si sono dati come scadenza la metà di febbraio per eventuali osservazioni e integrazioni; quindi, il Sussidio sarà messo a disposizione, quale strumento pratico e pastorale.

  1. Varie

Le dodici Commissioni Episcopali – a cui sono affidate all’interno della Conferenza Episcopale compiti di studio, di proposta e di animazione – hanno presentato i loro piani di lavoro per il quinquennio al Consiglio Permanente, che li ha approvati. È esplicito in ciascuno di essi un riferimento agli Orientamenti pastorali del decennio, al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze e ai principali documenti del Magistero pontificio (Evangelii gaudium, Laudato si’, Amoris laetitia), nell’impegno di accompagnarne la ricezione e attuazione all’interno dei diversi ambiti pastorali.

Durante i lavori del Consiglio Permanente è proseguita la riflessione relativa alla revisione delle Norme circa il regime amministrativo dei Tribunali ecclesiastici in Italia in materia matrimoniale: sarà ripresa anche nella sessione primaverile, per essere quindi sottoposta a maggio all’approvazione dell’Assemblea Generale.

Sono state affrontate le procedure per l’elezione nella prossima Assemblea Generale della terna relativa alla nomina del Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (art. 26, § 1 dello Statuto).

Tra le comunicazioni, vi è stato un aggiornamento circa la conclusione dei lavori della Commissione paritetica (ex art. 49 della Legge n. 222/1985) e sulla tematica del fine-vita, a partire dal testo unificato in materia di consenso informato e dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari. Al riguardo, è risuonata chiara la preoccupazione dei Vescovi per proposte legislative che rendono la vita un bene ultimamente affidato alla completa autodeterminazione dell’individuo, sbilanciando lo stesso patto di fiducia tra medico e paziente.

I Vescovi hanno condiviso l’obiettivo di fondo della prossima Settimana Sociale dei Cattolici in Italia, dedicata alla questione del lavoro (Cagliari, 26-29 ottobre 2017): realizzare un incontro partecipativo che, anche in questo ambito, rinnovi l’impegno delle comunità cristiane. La proposta si articola attorno a quattro registri comunicativi: la denuncia delle situazioni inaccettabili, il racconto del lavoro nelle sue trasformazioni, le buone pratiche in termini di occupazione e non solo, le proposte da avanzare sul piano istituzionale.

Fra gli adempimenti amministrativi, il Consiglio Permanente ha preso visione della proposta di ripartizione dei fondi dell’otto per mille che perverranno nel 2017.

Infine, sono state approvate modifiche allo statuto dell’Associazione “Movimento Apostolico Sordi” e si è proceduto al riconoscimento dell’Associazione “Figli in Cielo” Scuola di Fede e di Preghiera.

  1. Nomine

Nel corso dei lavori, il Consiglio Episcopale Permanente ha provveduto alle seguenti nomine:

–      Membro della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo: S.E. Mons. Francesco Giovanni Brugnaro, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche;

–      Economo della Conferenza Episcopale Italiana: Diac. Mauro Salvatore (Brescia).

–      Consulente Ecclesiastico Nazionale dell’Associazione Professionale Italiana Collaboratori Familiari (API-COLF): Don Francesco Poli (Bergamo).

–      Consulente ecclesiastico nazionale della Federazione Italiana Unioni Diocesane Addetti al Culto/Sacristi (FIUDAC/S): Mons. Giulio Viviani (Trento).

–      Consulente Ecclesiastico Nazionale della Confederazione Italiana Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana: Don Mario Camborata (Senigallia).

Roma, 26 gennaio 2017

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

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