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il Portale della Rete L'ABUSO - Home » argentina » Provolo: per il Segretario di Culto, l’indagine va molto lentamente

Provolo: per il Segretario di Culto, l’indagine va molto lentamente

Redazione WebNews by Redazione WebNews
21 Aprile 2017
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Reading Time: 2 mins read
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Il segretario di Culto della Nazione ha parlato in Senato alla presenza dei legislatori di Mendoza. “È molto poco ciò che possiamo fare”, si è lamentato.

Nella riunione della Commissione delle Relazioni Esterne di oggi, presieduta dal senatore nazionale per la UCR, Julio Cobos, è stato presente il segretario di Culto della Nazione, Santiago de Estrada, il quale ha dato informazioni sul caso Provolo ed ha risposto alle inquietudini dei senatori presenti. 

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De Estrada si è lamentato per la mancanza di informazioni sul caso ed ha criticato la lentezza con la quale avanza l’indagine giudiziaria. “C’è un segreto istruttorio, per questo contiamo con molta poca informazione. Non sappiamo con certezza chi sono le vittime. Ci dicono che stanno prendendo le testimonianze e che per questo si sta ritardando tanto il processo. Stiamo in sospeso, ci piacerebbe sapere di più“, si è difeso il funzionario.

Anche il segretario di Culto si è riferito alla commissione investigatrice inviata dalla Santa Sede, i quali incontrarono i preti detenuti, ma non le vittime ed i loro familiari. “Torneranno a Mendoza la settimana che viene a chiedere l’accesso al fascicolo. Non si sono incontrati con le vittime perchè non hanno la certezza su chi sono. È stato chiesto loro di presentare uno scritto con gli elementi dell’indagine a coloro che vogliono avere l’accesso“, ha spiegato.

Rispetto al possibile intervento che possa avere la segreteria di Culto, De Estrada ha minimizzato l’ingerenza del suo portafoglio: “Sono 500 istituzioni di culto cattolico iscritte in tutto il paese. La segreteria chiede gli statuti, la costituzione e la nomina di autorità; ma non può fare molto di più. Non possiamo chiedere precedenti ai chierici, né intrometterci nella vita interna di ogni istituzione. Non ci corrisponde la funzione di supervisione“, declinando le responsabilità il funzionario.

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“Quando sapremo chi sono le vittime e che tipo di aiuto necessitano, potremo intervenire dallo Stato. Ci sono 500 istituzioni iscritte e quella denunciata è una sola“, ha argomentato il segretario di Culto.

Infine, De Estrada si è riferito alla richiesta di informazioni a Verona sui precedenti del prete Nicola Corradi, il quale avrebbe già avuto denunce di abuso prima di arrivare in Argentina nel 1969. “Sono state chieste informazioni a Verona sui precedenti di Corradi ma non hanno risposto; continueremo ad insistere. Non posso fare una richiesta formale ma una richiesta informale“, ha chiuso De Estrada.

Tradotto per Rete L’ABUSO da Roberta Pietra

http://www.mdzol.com/nota/729732-para-el-secretario-de-culto-la-investigacion-va-muy-lenta/

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La Rete si è impegnata al compimento di “Spotlight on Italian survivors” coniugando il lavoro enorme occorso alla necessità di tentare di colmare un vuoto insopportabile nel nostro Paese, di cui pare non esserci realistica percezione: la pericolosità incombente sulla vita dei bambini e delle bambine commisurato alla vastità del fenomeno italiano, ma che non riguarda solo il perimetro di influenza della chiesa-istituzione.

Questo contributo ha come scopo principale quello di puntare un cono di luce, deciso e abbagliante, sulla carenza della tutela preventiva e protettiva, che deve essere concreta ed urgente verso i minori e le persone poste in posizione di vulnerabilità.

Ciò va inteso senza limitazione di genere, o inclinazione sessuale, riguarda tutti, nessuno escluso.

Senza allarmismi, riguarda i genitori che ignari delle insidie di cui sono ancora intrisi gli spazi parrocchiali e di vita comunitaria vi affidano i propri figli. Spazi da non potersi realisticamente reputare protettivi e, teniamo a sottolineare, non limitabili alle responsabilità di prevenzione e contrasto imputabile alla sola chiesa cattolica.

Tuttavia seppur convinti che i predatori sessuali, sono tutti uguali, con o senza abito talare, occorre prendere atto che lo stato delle cose non impedisce loro né di colpire, né di ripetere il crimine.

E’ altrettanto importante evidenziare che “Spotlight on Italian survivors” così come ogni attività posta in essere dall’Associazione, trattando o rimandando ad inchieste giudiziarie, a procedimenti penali non ancora conclusi, induce a ritenere innocenti tutte le persone citate a vario titolo – consacrate e non -  seppur condannate nei primi gradi di giudizio.

Nel nostro ordinamento, infatti, la presunzione di innocenza copre l’intera vicenda processuale.

E questo principio facciamo nostro.

               Il direttivo della Rete l’Abuso

No thanks, I’m not interested.